Legge elettorale, ok al premio di maggioranza e al voto ai fuori sede. Bocciato l’emendamento dei vannacciani sulle preferenze
Giovedì mattina il voto finale sul provvedimento. Non passa l’emendamento dei vannacciani per la reintroduzione delle preferenze su cui il relatore si era rimesso all’Aula. Maggioranza divisa. Hanno votato a favore FdI e Noi moderati. Contrari Forza Italia e Lega oltre alle opposizioni. Martedì sera la bocciatura dell’emendamento di FdI a favore di capilista bloccati e preferenze
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I punti chiave
- Vannacci: Meloni tiri fuori attributi e faccia votare nostro emendamento su preferenze
- Bocciato emendamento Bonetti su parità di genere
- Ok a un emendamento di FI anti-frammentazione
- La Rete contro la legge elettorale: già pronti decine di ricorsi
- La bocciatura dell’emendamento di FdI
- L’ira di Meloni
- La maggioranza va avanti sullo Stabilicum
- L’emendamento bocciato
- Non tiene l’accordo nel centrodestra
- I franchi tiratori
- L’esultanza e il pressing delle opposizioni
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Via libera dell’Aula della Camera a tutti gli articoli della nuova legge elettorale (Stabilicum) che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori (con un tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori) alla coalizione che ottiene almeno il 42% dei voti. Prevista anche l’indicazione, al deposito del contrassegno, del nome del candidato premier della coalizione. L’ok finale al provvedimento è previsto giovedì mattina.
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Tra gli emendamenti approvati, quello sul voto dei fuorisede, licenziato con l’ok di tutte le opposizioni. Prevede la possibilità, attraverso l’iscrizione in un apposito albo, per chi è lontano dal proprio Comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche di votare dove è temporaneamente domiciliato.
L’Aula ha bocciato invece l’emendamento dei vannacciani che reintroduce le preferenze, su cui il relatore si era rimesso all’Aula. I voti a favore sono stati 139, i contrari 233. Insieme agli 8 deputati vannacciani hanno votato a favore della reintroduzione delle preferenze FdI e Noi moderati. Contrari Forza Italia e Lega oltre alle opposizioni.
Vannacci: Meloni tiri fuori attributi e faccia votare nostro emendamento su preferenze
Sulle preferenze senza capolista bloccato ha insistito Vannacci, sfidando la premier e il centrodestra. «Meloni tiri fuori gli attributi e faccia votare l’emendamento di Futuro Nazionale che propone le preferenze senza capolista bloccato. La partita non è persa, bisogna solo avere la volontà di vincerla» ha scritto sui social sotto un video il leader di Futuro nazionale, in cui ha lanciato un appello alla presidente del Consiglio: «Venga in aula, parli con i capigruppo del centrodestra, si scateni e tiri fuori gli attributi perché la partita non è ancora, ci vuole solo la volontà per vincerla».
Bocciato emendamento Bonetti su parità di genere
L’aula della Camera ha inoltre bocciato a voto segreto (223 no e 142 sì) anche l’emendamento alla legge elettorale presentato da Elena Bonetti (Azione) che prevedeva la parità di genere nel complesso delle candidature delle liste circoscrizionali a livello nazionale. Secondo la proposta di modifica, sostenuta da tutte le opposizioni, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 50 per cento. Mentre nella legge attuale la proporzione è 60/40. Sull’emendamento Bonetti il parere del governo e della maggioranza era negativo.








