Legge elettorale, via libera del Senato con 113 sì. Le opposizioni protestano in Aula: «Legge truffa»
Il testo, arrivato dalla Camera, è stato modificato da Palazzo Madama e torna, dunque, in terza lettura a Montecitorio
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L’Aula del Senato ha approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti. Il testo, arrivato dalla Camera, è stato modificato da Palazzo Madama e torna, dunque, in terza lettura a Montecitorio. Alla conclusione delle dichiarazioni di voto, le opposizioni hanno mostrato cartelli con scritto «no alla legge truffa».
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Il voto
Hanno dichiarato il voto a favore i gruppi della maggioranza (Nm-Cd’I, FI, Lega e FdI) mentre il voto contrario i gruppi di opposizione (Az, Iv, Pd, M5S e Avs). Per le Autonomie, Svp si è espressa per l’astensione, la senatrice Aurora Floridia ha dichiarato la contrarietà.
L’impianto della legge
Si tratta di un sistema “misto”, cioè proporzionale con premio di maggioranza, obbligo di indicazione del premier, capilista bloccati e preferenze scelte con le crocette in un elenco di candidati.
Le novità
Tra le novità proposte e approvate in Senato dalla maggioranza con il no delle opposizioni, è stato introdotto all’articolo 1 il meccanismo delle tre preferenze e dei capilista bloccati. Respinta la proposta Pd di prevedere invece le preferenze ‘pure’. Altra novità, sempre all’articolo 1, è la modifica della norma anti-cespugli. Scompare la previsione della percentuale del 3% perché i voti di una lista contribuiscano al computo per far scattare il premio di maggioranza, che era stata introdotta alla Camera. Con lo stesso emendamento viene aumentato il numero di firme necessario per candidarsi per le forze politiche che non sono presenti in Parlamento: da un minimo di 6mila a un massimo di 7mila firme per collegio (attualmente sono 1.500). E’ stata inoltre introdotta l’estensione ai caregiver familiari del voto fuorisede per chi assiste un familiare o un figlio in una struttura fuori Regione. E’ invece tramontata, dopo un intenso dibattito nella maggioranza, l’ipotesi di introdurre il ballottaggio: è stato ritirato l’emendamento a firma Marcello Pera (FdI) presentato in Aula.
Premio di maggioranza
E’ fisso, cioè consiste in un numero predeterminato di seggi - 70 alla Camera e 35 al Senato - assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna della due Camere. In assenza di tali presupposti - anche solo in una Camera - il premio non viene assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi del premio vengono ripartiti in maniera proporzionale.







