Leone XIV: «Basta guerre, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte»
Il Papa in visita a Pompei nell’anniversario del suo primo anno di pontificato
di Redazione Roma
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«Che bella giornata, quante benedizioni, io mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al santuario nel giorno della supplica e di questo anniversario». Sono le parole pronunciate a braccio da papa Leone, facendo riferimento sia al santuario di Pompei dove è in visita, sia al suo primo anniversario di pontificato. L’8 maggio dell’anno scorso, appena eletto, presentandosi al mondo dalla Loggia delle Benedizioni di San Pietro, Leone aveva evocato proprio il giorno della supplica scritta da Bartolo Longo che cade l’8 maggio.
«Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa» ha detto Prevost.
Leone è arrivato in elicottero nell’area meeting del Santuario di Pompei dove compie una visita pastorale che nel pomeriggio toccherà anche Napoli nel primo anniversario di pontificato. Alla messa celebrata da papa Leone sulla piazza Bartolo Longo a Pompei hanno preso parte circa 20mila fedeli.
«Basta guerre, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte»
Dal santuario di Pompei Leone ha lanciato un nuovo appello alla pace. «Due intenzioni rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana». «Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo - ha aggiunto il pontefice - chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore», «non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono».
«Solo la carità assicura vittorie grandi e definitive»
Nel suo primo discorso a Pompei evocando la figura del fondatore della città e del santuario, quel Bartolo Longo che lui stesso ha canonizzato il 19 ottobre scorso a piazza San Pietro, Leone XIV ha detto: «Quando San Bartolo giunse per la prima volta a Valle di Pompei, vi trovò una terra afflitta da tanta miseria, abitata da pochi contadini molto poveri, funestata dalla malaria e dai briganti. Egli seppe vedere, però, in tutti, il volto di Cristo: nei grandi e nei piccoli, e in particolare negli orfani e nei figli dei carcerati, a cui fece sentire, con la sua tenerezza, il palpito del cuore di Dio. A chi poi gli diceva che i suoi giovani erano destinati alla stessa sorte dei loro genitori, rispondeva che l’amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili e che, in ogni campo d’azione, solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive». papa Leone






