01 luglio 2026
Guerra ultime notizie. Media, Iran chiede di attuare 5 punti dell’intesa e dare priorità agli asset
Gli attacchi israeliani condotti in Libano dallo scorso 2 marzo hanno causato almeno 4.297 morti e 12.196 feriti. Per il New York Times la guerra in Iran ha aperto una crepa nei rapporti tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, mettendo in evidenza divergenze profonde sulla gestione del conflitto e sulla sicurezza del Golfo
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1 luglio 2026
Usa, medici e preti contro il genocidio chiedono al Congresso azioni subito per Gaza

Azioni concrete per Gaza: le chiedono i Doctors Against Genocide e i Priests Against Genocide ai membri del Congresso Usa per «porre fine alla catastrofe umanitaria» in corso nella Striscia. Le richieste sono contenute in una lettera, inviata in occasione del 250esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, che ricorda i principi di libertà e giustizia egalitaria dei padri fondatori. «Condividiamo la vocazione della guarigione» scrivono le organizzazioni internazionali di medici e sacerdoti, che contano una rete congiunta in 60 Paesi, unite per chiedere un incontro con i legislatori il 22 luglio.
«Mille giorni dopo l’inizio dell’assedio di Gaza, oltre un milione di bambini rimangono intrappolati in condizioni inimmaginabili», dice il dottor Nidal Jboor, co-fondatore di Doctors Against Genocide, «il mondo non può voltarsi dall’altra parte. Deve agire».
1 luglio 2026
Trump: «Sto portando avanti una guerra che sto vincendo facilmente»
“Sto portando avanti una guerra che sto vincendo molto facilmente”. È quanto ha detto Donald Trump, riferendosi al conflitto con l’Iran, nel discorso all’inaugurazione della Theodore Roosevelt presidential library in North Dakota.
1 luglio 2026
Trump: Rapporti con Iran ottimi, la denuclearizzazione prosegue
“Per quanto riguarda la situazione attuale, la denuclearizzazione dell’Iran sta procedendo bene. Ci sono stati incontri molto positivi e vedremo come andrà a finire. Li abbiamo colpiti duramente per tre notti, come sapete, ma i rapporti sono ottimi. Dunque, la chiamo ”denuclearizzazione” e... tutto sta procedendo secondo i piani. Tutto va bene. Il mercato azionario sta registrando record praticamente ogni giorno. Il prezzo del petrolio è sceso notevolmente; siamo a quota 68. Ho visto che oggi ha toccato i 68 dollari. È un livello più basso rispetto a quando ho avviato quella che... beh, si potrebbe definire un’offensiva contro l’Iran per impedire loro di dotarsi di armi nucleari. Quindi, il prezzo del petrolio è ora più basso; anche i prezzi al consumo, come quello della benzina, stanno calando rapidamente. E se avete domande, fatevi pure avanti”, lo h detto Trump parlando con i cronisti.
Uno striscione con l’immagine del defunto leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, in vista della cerimonia di addio, a Teheran, in Iran, il 1° luglio 2026. Majid Asgaripour/WANA (West Asia News Agency) via REUTERS
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1 luglio 2026
Axios, colloqui a Doha positivi, verso il via ai negoziati tecnici
I colloqui che si sono tenuti a Doha tra Stati Uniti e Iran sarebbero stati “positivi” e avrebbero aperto la strada alla fase dei negoziati tecnici. Lo riporta Axios, citando due fonti regionali, secondo le quali non è chiaro se l’inviato americano, Steve Witkoff, e Jared Kushner abbiano avuto contatti diretti con rappresentanti iraniani. Secondo le stesse fonti, l’incontro avrebbe contribuito a creare un clima più favorevole al dialogo. Tra i principali temi affrontati figurano la situazione nello Stretto di Hormuz, lo sblocco degli asset iraniani all’estero e il cessate il fuoco in Libano.
I più letti
1 luglio 2026
Iran, conclusi i colloqui a Doha su attuazione memorandum
Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha annunciato la conclusione dei colloqui a Doha sull’attuazione del memorandum d’intesa tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riferito dai media statali. I partecipanti hanno concordato di “istituire un canale di comunicazione entro domani” per segnalare e registrare le violazioni del memorandum; lo ha dichiarato Gharibabadi, citato dall’agenzia di stampa statale Irna.
1 luglio 2026
Media, Iran chiede di attuare 5 punti dell’intesa e dare priorità agli asset
La delegazione iraniana a Doha per colloqui con i mediatori dei negoziati con gli Usa (Qatar e Pakistan) ha chiesto “l’attuazione di cinque disposizioni del memorandum d’intesa prima di passare ad altre questioni”: è quanto riporta Al Arabiya, citando una “fonte di alto livello” a conoscenza delle conversazioni in corso. L’emittente saudita non ha precisato quali siano i punti in questione, ma aggiunge che Teheran ha indicato come priorità l’applicazione delle disposizioni riguardanti lo sblocco dei beni iraniani congelati. “L’Iran ha chiesto di poter accedere ai propri beni congelati e che tali fondi siano messi a disposizione della banca centrale”, ha affermato la fonte in questione. Al Arabiya aggiunge che i colloqui in Qatar hanno toccato la situazione in Libano e a Hormuz, con Teheran che accusa Israele di “minare” l’attuazione dell’intesa Iran-Usa con il mantenimento del proprio esercito in territorio libanese. Inoltre, l’Iran insiste nel sottolineare come ritenga che lo Stretto di Hormuz sia un’area sotto la sovranità propria e dell’Oman.
1 luglio 2026
“A Hormuz decine di ordigni, due mesi per sminare lo Stretto”
Durerà almeno due mesi l’eventuale missione italiana di bonifica ad Hormuz, che punta a garantire il passaggio di navi e petroliere. A fornire il timing delle operazioni, nel caso in cui dovessero partire dopo l’ok del Parlamento, è il comandante del Comando operativo di vertice interforze, Giovanni Maria Iannucci, per il quale “la prospettiva di una missione multinazionale per lo sminamento dello Stretto è di consentire la partecipazione anche ad attori non europei e regionali”. Nella sua audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il generale ha tracciato il quadro dell’impegno italiano all’estero nel 2026: quaranta missioni e operazioni internazionali, una forza media di circa 7.500 militari e un contingente massimo autorizzato di 11.900 unità.
Tra i numeri però quella di Hormuz non figura. O almeno non ancora. Fermi a Gibuti da settimane - anche in attesa che si possa arrivare ad un accordo stabile tra Iran e Usa - ci sono i due cacciamine, il ’Crotone’ ed il ’Rimini’: sono capaci di localizzare e la disattivare o distruggere mine navali, le stesse piazzate dalle autorità militari iraniane nello Stretto, in quel cosiddetto ’choke point’, ovvero collo di bottiglia, l’unico passaggio obbligato che collega il Golfo Persico al resto del mondo. “La stima è che ce ne siano decine, questo richiederà un impegno di circa di un paio di mesi - spiega Iannucci - si tratta di ordigni sofisticati ed evoluti che richiedono capacità e competenze non a disposizione di tutti i Paesi”. I cacciamine italiani sono dotati di un sofisticato sistema sonar e di due veicoli filoguidati, tramite i quali è possibile rilevare e investigare ogni oggetto che giace sui fondali marini sino a profondità di circa 600 metri. A scortarli ci saranno altri mezzi che ne garantiscono il supporto logistico e un’adeguata cornice di sicurezza.
L’eventuale missione - stando agli ultimi numeri circolati nelle scorse settimane - potrebbe prevedere circa cinquecento militari. Il comandante del Covi ha inoltre fatto cenno al futuro in Libano, in vista della chiusura di Unifil prevista entro il 31 dicembre prossimo: “Il segretario dell’Onu, Antonio Guterres, ha fatto pervenire tre proposte, tre possibili modelli di una presenza evolutiva della Nazioni Unite in Libano - dice - . Registriamo una fortissima richiesta del governo libanese che vede la presenza di forze delle Nazioni Unite, con un numero diverso, per costruire una maggiore stabilità. Riteniamo anche noi che una presenza Onu sia necessaria e certamente la supporteremo e ne appoggeremo l’evoluzione nelle sedi opportune”.
Tutte e tre le alternative proposte dall’Onu prevedono un numero di ridotto di caschi blu rispetto ai 7.500 attuali e sono suddivise per diversa intensità di partecipazione, fino a mettere in conto una robusta presenza attraverso supporto tecnologico, logistico e di affiancamento alle forze locali, oltre al monitoraggio lungo l’intera Blue Line, che divide il Libano da Israele ma che è stata quotidianamente violata negli ultimi mesi. Sempre sul fronte Mediorientale, in Turchia, è pronto alla “piena operatività dal 3 luglio” il sistema missilistico di difesa italiano Samp T, il cui dispiegamento è anche connesso “alla maggiore sicurezza che sarà necessaria per il summit dei capi di stato e di governo della Nato, che si terrà ad Ankara”. In Africa, invece, “è tornata ad essere presente in modo significativo la Wagner, la compagnia privata russa”, così come aumenta la presenza militare cinese.
1 luglio 2026
Libano, almeno 4.297 morti negli attacchi israeliani dal 2 marzo
Gli attacchi israeliani condotti in Libano dallo scorso 2 marzo hanno causato almeno 4.297 morti e 12.196 feriti. Lo ha riferito oggi il ministero della Sanità. Il quotidiano libanese L’Orient Le Jour ha precisato che il nuovo bilancio conta 19 decessi in più rispetto ai dati diffusi ieri, spiegando che si tratta di persone decedute per le ferite riportate negli attacchi e di corpi recuperati sotto le macerie e identificati.
1 luglio 2026
Nyt, frizioni tra Trump e principe saudita Mohammed bin Salman su gestione della guerra
La guerra in Iran ha aperto una crepa nei rapporti tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, mettendo in evidenza divergenze profonde sulla gestione del conflitto e sulla sicurezza del Golfo. Lo conferma il New York Times, secondo cui il rapporto tra Washington e Riad si sarebbe progressivamente complicato nel corso delle operazioni militari contro Teheran.
All’inizio della crisi, infatti, l’Arabia Saudita avrebbe sostenuto una linea dura, spingendo per un’azione americana più incisiva contro la Repubblica islamica. Il quadro sarebbe cambiato rapidamente con l’escalation del conflitto e soprattutto dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte iraniana, evento che ha avuto un impatto immediato sui mercati energetici e sulla sicurezza del traffico marittimo globale.
Da quel momento, secondo la ricostruzione del quotidiano americano, Riad avrebbe progressivamente abbandonato l’ipotesi di un inasprimento degli attacchi contro l’Iran, orientandosi verso un cessate il fuoco e una de-escalation, nel timore che il conflitto potesse estendersi e colpire direttamente i suoi interessi e la stabilità regionale. Le tensioni tra le due capitali non si sarebbero limitate al livello politico, ma avrebbero coinvolto anche la dimensione militare.
Nel pieno della crisi, durante una missione degli Stati Uniti per proteggere le rotte commerciali nello Stretto di Hormuz, funzionari sauditi avrebbero inizialmente negato l’utilizzo del proprio spazio aereo alle forze americane. Una decisione che avrebbe colto di sorpresa il Pentagono e innescato una serie di contatti urgenti tra Washington e Riad, con la Casa Bianca costretta ad attivare un canale diplomatico diretto con Mbs, l’acronimo con cui il principe ereditario è noto in Occidente.
Secondo il New York Times, in quei giorni si sarebbero susseguite telefonate tra Trump e Mohammed bin Salman, insieme a colloqui separati del vice presidente Jd Vance, dell’inviato speciale Steve Witkoff, del consigliere e genero del presidente Jared Kushner e del team per la sicurezza nazionale guidato da Marco Rubio. Sul piano politico, la guerra avrebbe accelerato una tendenza già in corso: l’Arabia Saudita sta diventando sempre più autonoma nelle sue scelte strategiche e sta ampliando i propri contatti diplomatici.
Negli ultimi anni Riad ha rafforzato i rapporti anche con Cina e Pakistan, che hanno avuto un ruolo nella mediazione tra Arabia Saudita e Iran nel 2023. Allo stesso tempo, la leadership saudita avrebbe avviato un dialogo più diretto con Teheran su temi delicati, come il controllo dello Stretto di Hormuz, il programma missilistico iraniano e il sostegno di Teheran ai gruppi armati nella regione, considerati da Riad una crescente minaccia per la stabilità del Golfo. Nonostante le tensioni, il rapporto bilaterale tra Stati Uniti e Arabia Saudita non appare compromesso nei suoi pilastri fondamentali.
Cooperazione energetica, forniture militari e progetti strategici - incluso il programma per lo sviluppo di un settore nucleare civile saudita - restano al centro del dialogo tra le due capitali. Tuttavia, secondo il Nyt, la guerra ha reso evidente una nuova fragilità politica: la percezione, da entrambe le parti, di un’alleanza sempre meno automatica e sempre più condizionata dagli eventi.
1 luglio 2026
Iran, ambasciatore Usa alla Nato: «Trump deluso da due alleati»
Il presidente degli Usa Donald Trump è rimasto “deluso” dalla “riluttanza” di “un paio di alleati” nel concedere l’uso delle basi sui rispettivi territori nell’ambito della guerra contro l’Iran, ma “quei giorni” dovrebbero essere oramai “passati”. Lo ha detto l’ambasciatore degli Usa presso la Nato Matthew Whitaker, a pochi giorni dal summit della Nato di Ankara, in Turchia. “Ci aspettavamo - ha spiegato - che i nostri alleati si unissero a noi. Il presidente ha espresso delusione per la riluttanza di un paio dei nostri alleati a sostenerci nell’utilizzo delle nostre basi nei loro Paesi. E, cosa altrettanto importante, è anche incredibilmente deluso dalle dichiarazioni politiche uscite intorno al periodo del lancio di Epic Fury. Penso che quei giorni siano passati, per fortuna. Penso che tutti nell’Alleanza capiscano che siamo un’alleanza politico-militare e che le relazioni politiche sono incredibilmente forti”. Tra Usa e alleati, ha ricordato il diplomatico, “c’è una profonda relazione militare. La sfida è sul piano politico. E, dato che siamo un’organizzazione politico-militare, anche le relazioni politiche contano, e continueremo a lavorarci. Questo è il mio lavoro, il lavoro dei miei colleghi. Ma è anche compito dei nostri ministri, dei nostri capi di Stato, dei nostri capi di governo e dei nostri leader”. C’è quindi un “lavoro che viene svolto, sia pubblicamente che privatamente. Mi aspetto un vertice di grande successo, perché abbiamo lavorato duramente per garantire che le relazioni, sia sul piano politico che su quello militare, siano forti e durature”, ha concluso.
1 luglio 2026
Iran: creati i gruppi di lavoro per l’accordo finale con Usa
Il vice ministro degli Esteri e negoziatore iraniano, Kazem Gharibabadi, ha annunciato la creazione dei gruppi di lavoro incaricati di monitorare l’attuazione del momerandum di intesa con gli Stati Uniti e di negoziare un accordo definitivo, aggiungendo che i negoziati inizieranno “non appena ci saranno le condizioni necessarie”.
Interpellato sui negoziati per un accordo definitivo al termine del suo incontro a Doha con il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, Gharibabadi ha risposto: “Sono stati costituiti i gruppi di lavoro per il monitoraggio dell’attuazione dell’intesa e per la negoziazione di un accordo definitivo, ma non sono ancora iniziati i negoziati in questi ambiti”.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna, il vice ministro ha quindi riferito di consultazioni in corso a livello di mediatori per stabilire tempi e luogo dei negoziati di questi gruppi di lavoro, che dovrebbero iniziare “non appena ci saranno le condizioni necessarie”.
1 luglio 2026
Emiro Qatar vede Witkoff e Kushner: anche Libano in agenda
L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha incontrato i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha reso noto l’ufficio dell’emiro, secondo il quale i tre hanno discusso dello “stato di avanzamento dei negoziati” tra Stati Uniti e Iran, nonché della situazione in Libano e dell’“importanza di consolidare il cessate il fuoco” nel Paese dopo l’accordo quadro raggiunto con Israele a Washington.
1 luglio 2026
Trump: «La denuclearizzazione dell’Iran sta procedendo»
“La denuclearizzazione dell’Iran sta procendo”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per il North Dakota. Il presidente ha anche sottolineato che il prezzo del petrolio è piu’ basso oggi di quando “ho attaccato l’Iran per non fargli avere l’arma nucleare”.
1 luglio 2026
Iran, accordo per sblocco di 3 miliardi di asset Teheran congelati
Gli Stati Uniti, l’Iran e i mediatori avrebbero raggiunto un accordo preliminare per lo sblocco di 3 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, nell’ambito di colloqui tecnici a Doha. Lo riporta il quotidiano egiziano Al-Hadath. Le parti si sono incontrate separatamente oggi a Doha per far progredire i negoziati sul memorandum d’intesa. Teheran aveva subordinato qualsiasi progresso nei negoziati tecnici al ricevimento dei 3 miliardi di dollari. Le discussioni, che secondo il quotidiano saudita Al-Arabiya si stanno svolgendo tra rappresentanti americani e qatarioti, e tra rappresentanti iraniani e pakistani, si concentrano su una nuova proposta omanita riguardante lo Stretto di Hormuz. Al termine dei colloqui, le delegazioni faranno ritorno nelle rispettive capitali per ulteriori discussioni interne sulla proposta.
1 luglio 2026
Araghchi: «Risponderemo a qualsiasi minaccia contro la Guida Suprema»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia Israele dal minacciare la guida suprema Mojtaba Khamenei, dopo che il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva affermato che Khamenei era “nel mirino”, dichiarando: “Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra leadership riceverà una risposta immediata e decisa”. “Il Presidente degli Stati Uniti ha impegnato gli Stati Uniti a mettere a tacere i suoi animali domestici a Tel Aviv. Se ignorano il loro padrone, l’Iran darà loro una lezione”, ha scritto Araghchi su X. Nel frattempo, Araghchi ha affermato che i termini del Memorandum d’intesa tra Teheran e Washington sono “chiarissimi e accessibili a tutti”.
1 luglio 2026
Araghchi: Trump tenga buoni i suoi cagnolini a Tel Aviv o risposta potente
“I termini del memorandum d’intesa di Islamabad sono chiarissimi e di dominio pubblico. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere a bada i suoi ’cagnolini’ a Tel Aviv. Se dovessero ignorare il loro padrone, l’Iran darà loro una lezione. Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo o la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un “condannato a morte” l’attuale Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei.
1 luglio 2026
Consiglio Sicurezza Iran, dossier vendetta per morte Khamenei resta aperto
Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran ha affermato che “Il fascicolo sulla vendetta per il sangue del martire Ayatollah Khamenei e dei martiri iraniani rimane aperto”. Lo riporta la Tv iraniana Irib. “I comandanti e gli autori di questi crimini dovranno affrontare la giustizia a tempo debito, e non ci vorrà molto, per mano di elementi retti”, si legge ancora.
1 luglio 2026
L’Iran critica lentezza processo giudiziario internazionale per gli attacchi a Minab
L’ambasciatore iraniano presso l’Onu a Ginevra, Ali Bahraini, ha criticato la “lentezza del processo giudiziario nei forum internazionali” in merito al caso dell’uccisione di 168 studenti e insegnanti durante gli attacchi israelo-americani alla città di Minab, in Iran. “Non permetteremo al mondo di dimenticare col tempo questi crimini contro i civili”, ha sottolineato, aggiungendo: “Indubbiamente, la responsabilità dell’accaduto ricade su Stati Uniti e Israele, in quanto aggressori”. “Dobbiamo continuare a raccontare l’accaduto e a perseguire la giustizia per le vittime nei forum internazionali”, ha concluso Bahraini, secondo quanto riportato da Mehr.
1 luglio 2026
In corso colloqui tencici fra Usa e Teheran a Doha
In Qatar sono in corso i “colloqui tecnici” tra Stati Uniti e Iran. Lo scrive Al Jazeera citando fonti informate. Le stesse fonti confermano che non sono previsti incontri faccia a faccia tra alti funzionari di entrambi i Paesi. A Doha - viene spiegato - sarebbero attivi almeno tre gruppi di lavoro che si occupano delle questioni tecniche: la questione nucleare, la diplomazia e il finanziamento e la restituzione dei fondi congelati.
1 luglio 2026
Pizzaballa: Gaza è un disastro. Tre morti in raid sulle tende

L’ora di cena è passata da un po’ quando l’esercito israeliano ordina l’evacuazione di un’area occupata dai profughi palestinesi. Siamo ad al-Mawasi un ’area costiera a ovest di Khan Younis, a sud di Gaza, definita “zona umanitaria” dopo lo sfollamento imposto da Israele alla popolazione della Striscia. Nel campo di fortuna vivono migliaia di persone - in gran parte donne e bambini - che hanno trovato rifugio lì, spesso dopo ripetuti spostamenti.
Sono circa le dieci di sera di lunedì quando un ordigno colpisce il terreno. «Aerei F 16 hanno sganciato un missile pieno di esplosivo - spiega Abdullah, imprenditore di 30 anni residente nell’area, oggi impegnato a gestire gli aiuti umanitari a Gaza - che ha incendiato e distrutto 145 tende. La potenza dell’esplosione è stata simile a quella di un terremoto e l’esplosivo incendiario ha provocato una forte combustione e una potente dispersione di schegge». Tre i morti in seguito all’attacco: un uomo e una mamma con la sua bambina un anno. «Troppo breve il preavviso - spiega Abdullah - per non avere vittime». In totale, ha comunicato ieri il ministero della Salute di Gaza - nelle ultime 24 ore le persone uccise nella Striscia dagli attacchi israeliani sono state dieci. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco il bilancio dei morti ha raggiunto quota 1.053, quello dei feriti 3.406, dall’inizio della guerra 73,066 le vittime, e 173.514 i feriti.
1 luglio 2026
Qatar, oggi colloqui indiretti fra Teheran e Usa
Non ci saranno negoziati diretti fra diplomatici iraniani e statunitensi oggi a Doha. Lo ha dichiarato Majed al-Ansari, portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar. Il diplomatico ha aggiunto che, per il momento, i mediatori fungeranno da intermediari nei colloqui, ai quali non parteciperanno funzionari di alto livello. Nel paese sono presenti Steve Witkoff inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il Medioriente, e Jared Kushner, genero del presidente americano.
1 luglio 2026
Modi sente Pezeshkian, ribadita importanza libertà di navigazione
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha dichiarato di aver parlato con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in merito ai “recenti sviluppi” in Medioriente. “Ho accolto con favore i progressi compiuti nei negoziati e ho espresso la speranza che gli sforzi profusi portino a una pace duratura nella regione. Ho ribadito l’importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz per l’India e per il mondo intero”, ha scritto Modi su X.
1 luglio 2026
Pezeshkian: noi rispettiamo i patti, gli altri facciano altrettanto
“Teheran rispetta gli impegni assunti nell’ambito del recente Memorandum d’intesa Iran-USA e spera che anche l’altra parte faccia altrettanto per garantire la pace e la sicurezza nella regione”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dall’Irna, invitando la comunità internazionale a “contribuire a stabilizzare questo processo affinché l’aggressione e l’uso della forza non trovino spazio nelle relazioni internazionali”. Il presidente ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conversazione telefonica con il primo ministro indiano Narendra Modi, avvenuta ieri sera, durante la quale quest’ultimo ha ribadito l’importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz per l’India e per il mondo. Secondo gli esperti, l’India importa circa il 40% del suo petrolio e circa la metà del suo gas attraverso lo Stretto di Hormuz.
1 luglio 2026
Hormuz, le incertezze e difficoltà di transito impattano sull’80% delle imprese

La chiusura dello stretto di Hormuz, prima, e ora le incertezze che riguardano il futuro dei traffici attraverso questo canale fondamentale per la tenuta dell’economia globale sono già entrati «nei bilanci delle imprese italiane», spiega il direttore generale di Promos Italia (l’agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese del sistema camerale), Giovanni Rossi.
«In Europa, tra marzo e giugno, il maggior costo per approvvigionarsi di gasolio e jet fuel è stato stimato in circa 10 miliardi di euro, di cui oltre 1 miliardo a carico dell’Italia. Sono numeri che raccontano bene quanto una crisi geopolitica possa trasformarsi rapidamente in un costo industriale», aggiunge Rossi. E un’indagine avviata da Promos tra le aziende iscritte al proprio database all’indomani della riapertura dello stretto (e costantemente aggiornata) conferma l’impatto elevato degli eventi legati alla guerra in Iran e alla crisi in medio Oriente.
1 luglio 2026
Iran: Vance, Teheran senza nucleare anche in caso fallimento negoziati
“Credo che gli Stati Uniti si trovino in un’ottima posizione, a prescindere dall’esito finale dei negoziati”. Lo ha affermato il vicepresidente americano, JD Vance, in un’intervista a Fox News in merito all’Iran. “Se i negoziati avranno successo, come ovviamente desideriamo, avremo un Iran trasformato in modo permanente. Un Iran che non finanzia il terrorismo e l’instabilità regionale, che rinuncia definitivamente a qualsiasi ambizione nucleare e che, di conseguenza, viene riaccolto nell’economia mondiale”, ha detto. “Se, d’altro canto, gli iraniani non si comportano bene. Se non fanno le concessioni che ci aspettiamo nei negoziati, il loro programma nucleare sarà comunque distrutto, il loro esercito convenzionale sarà comunque distrutto e gli Stati Uniti saranno comunque in una posizione di gran lunga più forte rispetto agli iraniani”, ha aggiunto sottolineando come - a suo dire - gli Usa abbiano “tutte le carte in regola”.
1 luglio 2026
Libano, Iran annuncia comitato con Usa e Beirut
Iran, Stati uniti e Libano creeranno un comitato congiunto per garantire la sovranità nazionale libanese. Lo ha dichiarato martedì il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. “Per garantire la sovranità nazionale del Libano sarà creato un comitato congiunto tra Iran, Stati uniti e Libano. L’ambasciatore dell’Iran in Libano sarà il nostro rappresentante in quel comitato”, ha detto Ghalibaf alla televisione di Stato iraniana.
1 luglio 2026
Iran-Usa, Wsj: Trump ha valutato nuovi raid ma ha scelto diplomazia
Il presidente statunitense Donald Trump ha valutato nei giorni scorsi un ritorno alla guerra con l’Iran, tenendo diversi colloqui con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il capo degli Stati maggiori riuniti, generale Dan Caine, sulla possibilità di nuovi attacchi. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti ufficiali statunitensi.
Secondo le fonti, Trump ha tuttavia deciso in questa fase di restare sulla via diplomatica.
I colloqui, hanno riferito i funzionari, si sono concentrati sulla possibilità che gli Stati uniti abbandonino i negoziati e lancino un attacco su vasta scala contro l’Iran, un’opzione descritta da alcuni come un modo per “finire il lavoro”.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 1 luglio
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1 luglio 2026
Iran, Ghalibaf: esportati oltre 40 mln barili petrolio
L’Iran ha esportato oltre 40 milioni di barili di petrolio dopo la revoca del blocco navale da parte degli Stati uniti. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo del team negoziale nel dialogo con Washington, Mohammad Bagher Ghalibaf.
I militari statunitensi hanno annunciato il 18 giugno di aver revocato, su ordine del presidente Donald Trump, il blocco navale contro i porti e le zone costiere dell’Iran.
“Da quando è stato revocato il blocco navale e fino a oggi, abbiamo esportato oltre 40 milioni di barili di petrolio”, ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione iraniana.
1 luglio 2026
Iran-Usa, Witkoff e Kushner confermano impegno negoziati
Gli inviati presidenziali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno ribadito l’impegno degli Stati Uniti a proseguire i negoziati con l’Iran. Lo ha riferito il ministero degli Esteri del Qatar.
Secondo il ministero, il primo ministro e ministro degli Esteri qatariota ha incontrato martedì Witkoff e Kushner per discutere i colloqui in corso tra Stati uniti e Iran nell’ambito del memorandum d’intesa bilaterale e gli sforzi per promuovere sicurezza e stabilità in Medio Oriente.
I due inviati statunitensi hanno espresso l’apprezzamento degli Stati uniti per il ruolo del Qatar, in partnership con la Repubblica islamica del Pakistan, nel facilitare il percorso dei colloqui, sottolineando l’impegno di Washington a continuare il processo negoziale e a sostenere gli sforzi diplomatici per raggiungere un accordo complessivo.






