Lo scatto di Exergy: boom di ricavi con la geotermia hi tech
L’azienda di Olgiate Olona punta al record di 80 milioni. Dopo le Azzorre altre maxi-commesse in arrivo
di Luca Orlando
3' di lettura
3' di lettura
Da otto milioni a 80, in soli cinque anni. Percorso importante quello di Exergy, produttore di impianti di energia rinnovabile in grado di ripartire dopo la caduta post-covid e di raggiungere il massimo storico. Business che l’azienda di Olgiate Olona, rilevata nel 2019 dal gruppo cinese Tica (2,4 mld di $ di ricavi), sviluppa con gli impianti geotermici.
Strutture da decine di milioni di euro basate sulla tecnologia Orc (Organic Rankine Cycle), dirette per la stragrande maggioranza sui mercati internazionali.
«L’Italia in effetti per noi vale pochi punti percentuali - spiega il Ceo Luca Pozzoni - anche se nel nostro paese ci sono numerose aree non sfruttate, con un potenziale che potrebbe soddisfare più volte il fabbisogno energetico nazionale. Commesse importanti stanno arrivandoci dalla Turchia ma stiamo lavorando anche in Kenya e Stati Uniti, dove abbiamo aperto nuove filiali, così come in Cina, dove abbiamo ottenuto commesse in ambito industriale».
Dopo la crescita dello scorso anno, che ha portato i ricavi di Exergy a quota 53 milioni, nel 2026 è previsto uno scatto deciso a quota 80, il massimo di sempre, in un percorso di progresso ininterrotto dal 2021 ad oggi.
«Gli ordini già acquisiti sono rilevanti - spiega Pozzoni - ma in aggiunta a questi abbiamo numerose trattative avanzate, in un paio di casi per impianti da 30-35 milioni ciascuno».








