Luca Ravenna e il mistero dei soldi invisibili
Nello spettacolo I miei bitcoin il comico parla con ironia del suo rapporto complicato con il denaro
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Sul palco della Filarmonica di Trento, il comico Luca Ravenna è stato il mattatore dello spettacolo «I miei bitcoin».
I bitcoin, per Ravenna, sono solo l’ennesima conferma della sua mancanza di feeling con il denaro, con il quale ha un rapporto complicatissimo, come spiega con molta ironia: «Ai bitcoin, non sai mai come andargli dietro, non si sa se abbiano ancora valore o meno e per me sono un’entità sconosciuta».
Eppure, Ravenna è figlio di un professionista di lungo corso della finanza e vive a Milano, la città della Borsa.
I soldi invisibili
Al pubblico divertito, racconta il rapporto con il padre e con la sua professione, a lui del tutto estranea. «Vedevo mio papà in giacca e cravatta, sapevo che il suo lavoro aveva a che fare con i numeri e con degli ipotetici soldi, dei quali tanto si parlava, ma che mi erano sconosciuti. Quando da piccolo sono andato alla Borsa Italiana a Palazzo Mezzanotte, mi sono chiesto dove fossero i soldi con i quali lavorava mio papà, perché lì vedevo solo computer».
E il denaro continua a essere invisibile, secondo Ravenna, perché tutti dicono che le vacche grasse non ci sono più e raccontano delle difficoltà economiche, eppure il mondo va avanti. «Quindi - ride Ravenna - da qualche parte sono questi benedetti soldi, qualcuno li ha!».


