Patrimonio e Salvaguardia

Luoghi del Cuore Fai, al via il censimento 2026 con l’ambizione del record

In 23 anni il programma, in collaborazione con intesa Sanpaolo, ha raccolto oltre 13,5 milioni di voti, dando vita a 180 progetti di recupero

di Giovanna Mancini

L’Isola di Poveglia, nella Laguna di  Venezia Shutterstock

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L’obiettivo è ambizioso: raggiungere quest’anno i 3 milioni di voti, superando il record del precedente censimento che, due anni fa, di voti ne aveva raccolti oltre 2,3 milioni. Ci sono sette mesi di tempo (da ieri fino al 15 dicembre) per partecipare alla 13esima edizione dei «Luoghi del Cuore», il progetto del Fai, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che dal 2003 si dedica alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese.

Il presidente del Fai, Marco Magnifico, è ottimista, perché in questi 23 anni il numero di persone che si sono attivate è andato rapidamente crescendo, dalle 24mila segnalazioni del primo censimento. E non si tratta di numeri fine a se stessi: la partecipazione entusiasta di tante persone al progetto dimostra l’interesse e l’amore degli italiani verso il proprio territorio, la capacità di attivarsi, dal basso e in modo spontaneo, per prendersi cura e tramandare la memoria di luoghi che, altrimenti, andrebbero perduti.

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I numeri delle precedenti edizioni

Il programma, promosso dal Fai e sostenuto dal 2004 anche da Intesa Sanpaolo, ha permesso finora di raccogliere, in 23 anni e 12 edizioni, oltre 13,5 milioni di voti, per un totale di quasi 42mila luoghi segnalati e più di 6.500 Comuni italiani coinvolti, con 180 progetti sostenuti economicamente in 20 regioni, in particolare luoghi di culto. E ancora: oltre 1.500 comunità di patrimonio hanno aderito ai «Luoghi del Cuore» in questi anni, coinvolgendo oltre 5mila stakeholder locali. Fondamentale, inoltre, la partecipazione dei giovani: solo nel 2024 sono state 538 le scuole che hanno preso parte al progetto in 17 regioni, a cui si aggiungono 92 istituti con sede all’estero.

«I Luoghi del Cuore sono sempre una bella notizia, che fa bene al Paese – osserva Magnifico –. Sono diventati un vero movimento, inarrestabile, da Nord a Sud, dalle coste alle valli alpine e prealpine. Un movimento di popolo che si è che si è espanso senza che quasi ce ne accorgessimo». Inoltre, come ricorda il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, questo progetto ha dimostrato negli anni di avere anche importanti e concrete ricadute sociali ed economiche. «La cultura è per noi anche un fattore produttivo molto importante, che caratterizza il modo di essere degli italiani rispetto al resto del mondo – spiega Gros-Pietro –. La motivazione che ha spinto Intesa Sanpaolo a collaborare con il Fai in questa iniziativa è che ci permette di raggiungere meglio uno dei nostri obiettivi, ovvero far crescere la società italiana e aiutare il raggiungimento di obiettivi a lungo termine, soprattutto a favore delle future generazioni».

Per il 2026 sul piatto 600mila euro

Nel 2026 il programma metterà a disposizione 600mila euro per finanziare progetti di restauro e valorizzazione dei luoghi segnalati dal censimento. È possibile votare attraverso il sito www.iluoghidelcuore.it, oppure attraverso i moduli cartacei scaricabili da ciascuna scheda-luogo. Oltre ai premi riservati ai tre luoghi più votati (di 70mila, 60mila e 50mila euro), dopo l’annuncio della classifica finale, nel 2027 sarà aperto un bando di selezione di progetti candidati dai territori, al quale potranno partecipare tutti i luoghi che avranno raggiunto la soglia minima di 3mila voti e che assegnerà contributi fino a 50mila euro per progetto.

E queste sono solo le cifre iniziali, destinate dal progetto: è interessante infatti osservare che, negli anni, i «Luoghi del Cuore» si sono dimostrati un vero e proprio moltiplicatore non solo di energie, ma anche di risorse sul territorio, con effetti sociali ed economici sul lungo termine.

Casi virtuosi

È accaduto ad esempio a Monesteroli (La Spezia), dove il restauro della scalinata sostenuto nel 2020 dal Fai e da Intesa Sanpaolo ha dato vita a successive iniziative di riqualificazione urbana e sociale, come il recupero dei terreni abbandonati da assegnare a giovani agricoltori. Per salvare la Chiesetta di San Pietro dei Samari a Gallipoli (Lecce), costruita nel 1100 da un soldato di ritorno dalle crociate, nel 2022 si sono attivati ben 42 soggetti, che hanno permesso di aggiungere alla cifra iniziale (50mila euro) anche 70mila euro stanziati dal Comune di Gallipoli e altri 300mila dalla Provincia di Lecce.

Tra le novità di quest’anno – oltre all’innalzamento da 2.500 a 3mila voti per raggiungere la soglia minima di accesso ai contributi – c’è la realizzazione del primo video-podcast del Fai («I luoghi che leggiamo», si veda scheda accanto), ideato e condotto da Marta Stella, in cui dieci scrittori italiani raccontano i loro luoghi del cuore, che li hanno ispirati per i propri libri o a cui sono particolarmente legati.

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