Lusso debole con occhi su Asia e Medio Oriente, a Milano giù Cucinelli
La ripresa degli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran e il rafforzamento dello yen giapponese mettono sotto pressione i titoli del settore
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La ripresa degli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran e il rafforzamento dello yen giapponese mettono sotto pressione i titoli del lusso europei, mentre gli investitori continuano a guardare ai dati economici provenienti dall'Asia in cerca di segnali che lascino presagire una ripresa dei consumi. In questo contesto, a Milano viaggiano all'insegna della debolezza Brunello Cucinelli , Moncler e, fuori dal listino principale, Salvatore Ferragamo . A Parigi sono invece in calo Kering (-2,84%), Hermes (-2,64%), Lvmh (-2,27%), L'Orela (-1,68%) ed Essilux (-1,07%), mentre Burberry lascia sul terreno l'1,91% a Londra e la holding di cartier Richemont il 2,11% a Zurigo.
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Nonostante le indicazioni positive provenienti dal settore dei servizi in Cina e Giappone - che in entrambi i Paesi ad agosto è tornato ad accelerare - ad agitare il settore è la corsa dello yen (con il dollaro in discesa dell'1% sulla divisa giapponese a 157), in scia a una possibile stretta monetaria in arrivo questo mese da parte della Bank of Japan. Una simile prospettiva, secondo gli operatori, potrebbe infatti pesare ulteriormente sugli acquisti legati all'alta moda in Giappone, sia da parte dei turisti che dei consumatori locali.
In più, rischia di costringere i brand europei ad intervenire sui prezzi di listino, per compensare gli eventuali effetti di cambio. Il tutto, mentre il comparto sta ancora affrontando le conseguenze della guerra in Iran, con l'impatto sullo shopping dei clienti altospendenti dei Paesi del Golfo, e della frenata dei consumi in Cina, con le politiche di stimolo economico nel Paese che non sono ancora riuscite a innescare una ripresa.
Nonostante i segnali positivi arrivati nelle ultime trimestrali e la stabilizzazione delle quotazioni del settore in Borsa (che fino a maggio avevano sottoperformato del 25% il mercato generale), il lusso e "i titoli ciclici del consumo, rimangono nell’occhio del ciclone con avvertimenti sugli utili e previsioni caute - scrive JpMorgan - ma potrebbero registrare performance migliori in futuro". In particolare, per gli analisti, la Corea potrebbe diventare "un motore di crescita con vendite al dettaglio così forti che questo mercato" potrebbe compensare i cali in Medio Oriente. Nel frattempo, "la domanda cinese dovrebbe iniziare a migliorare con la stabilizzazione del contesto macroeconomico". In più, a livello generale, sembra che "il peggio stia passando" sul fronte della debolezza degli utili.
La ripresa però potrebbe rivelarsi ancora fragile, per gli operatori, con i recenti dati negativi sulle importazioni cinesi e l’aumento della tassazione sul patrimonio detenuto all’estero nel Paese che potrebbero penalizzare gli acquisti a luglio e agosto. "Su base media ponderata a livello regionale, i dati globali sul lusso indicano un rallentamento di tre punti percentuali nel terzo trimestre del 2026 rispetto al secondo trimestre - scrive BofA - e questo senza ancora includere settembre, mese che presenta il confronto più difficile".


