L'intervento

Maculopatie: una giornata nazionale per ricordare il paradosso delle cure mancate

È una condizione che colpisce circa due milioni di italiani e che, se non diagnosticata e curata con tempi chirurgici e con farmaci innovativi, porta dritta verso l'ipovisione e la cecità

di Massimo Ligustro*

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La mattina del prossimo 21 maggio varcheremo la soglia della della Camera dei Deputati per un appuntamento che segna un punto di non ritorno nella tutela del diritto alla vista in Italia. Su iniziativa dell'Onorevole Ilenia Malavasi, presenteremo il percorso verso l'istituzione della Giornata Nazionale sulla Maculopatia. È un risultato che rivendico con orgoglio come Presidente del Comitato Macula ETS, ma che non deve essere considerato un punto di arrivo, bensì un'arma di pressione necessaria contro un sistema che, troppo spesso, si dimentica dei suoi cittadini più fragili.

La maculopatia non è una “patologia di serie B”. È una condizione che colpisce circa due milioni di italiani e che, se non diagnosticata e curata con tempi chirurgici e con farmaci innovativi, porta dritta verso l'ipovisione e la cecità. Al mio fianco alla Camera avrò le società scientifiche AIMO e GOAL, perché la nostra non è solo una battaglia di civiltà, ma una richiesta tecnica: servono percorsi chiari, accesso ai farmaci piu' evoluti e, soprattutto, tempi certi.

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Tuttavia, mentre a Roma si aprono le porte delle istituzioni, sul territorio i segnali che arrivano sono allarmanti e contraddittori. Non posso non guardare con profonda preoccupazione a quanto sta accadendo proprio nella mia regione, la Liguria. Eravamo partiti con le migliori premesse: la Liguria è stata la prima regione in Italia ad abbattere le barriere, eliminando il ticket per le prestazioni diagnostiche e terapeutiche. Un segnale di civiltà che sembrava tracciare una rotta per l'intero Paese.

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Oggi, però, quel modello rischia di trasformarsi in un guscio vuoto. Che valore ha l'esenzione dal ticket se il paziente non riesce a prenotare un esame fondamentale come l'OCT tranne in momenti particolari o durante brevi campagne mirate? Che senso ha promettere cure gratuite se le liste d'attesa sono diventate infinite, rendendo di fatto impossibile l'accesso tempestivo alle prestazioni,perché i medici oculisti hanno difficoltà a prescrivere i farmaci più innovativi ed efficaci? Per un maculopatico, il tempo è vista. Un ritardo di pochi mesi non è un disagio burocratico: è un danno biologico irreversibile.

Il paradosso ligure è ancora più stridente se pensiamo ai vertici dell'amministrazione regionale. Il Presidente Marco Bucci non ha mai fatto mistero della sua battaglia personale contro il diabete e della conseguente maculopatia. Se persino chi guida la Regione vive sulla propria pelle il peso di questa patologia, come è possibile che la macchina operativa della sanità ligure si sia inceppata in modo così critico? Se un leader esperto e consapevole della gravità della situazione non riesce a garantire ai suoi concittadini ciò che lui stesso sa essere vitale, significa che il sistema ha bisogno di uno scossone profondo.

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L'accesso alla diagnosi precoce non può essere un terno al lotto. Non possiamo accettare che i pazienti siano costretti a ricorrere al privato – per chi può permetterselo – o a rassegnarsi al buio perché il servizio pubblico è paralizzato da inefficienze gestionali.

Ecco perché la Giornata Nazionale che presenteremo il 21 maggio è fondamentale. Non vogliamo una ricorrenza fatta di nastri tagliati, ma uno strumento legislativo che imponga standard minimi di assistenza in tutta Italia. Chiediamo che la maculopatia entri finalmente nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) con codici di esenzione uniformi e che le Regioni siano chiamate a rispondere dei ritardi diagnostici.

In Liguria abbiamo dimostrato che le idee giuste esistono, ma ora serve la coerenza di applicarle. La politica deve smettere di considerare la sanità solo come un bilancio da far quadrare:i costi dell'oftalmologia rappresentano il tre per cento di quanto speso in sanità e tornare a vederla come un servizio ai cittadini. Dietro ogni OCT non effettuato, dietro ogni iniezione intravitreale rimandata, c'è una persona che perde un pezzo della propria autonomia e della propria vita.

Il Comitato Macula non farà sconti. Saremo alla Camera per costruire il futuro, ma resteremo nelle piazze e negli ospedali per denunciare un presente che, in troppe regioni, sta tornando a essere inaccettabilmente buio.

*Presidente Comitato Macula

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