Startup

Made in Trentino il prototipo del primo taxi ferroviario al mondo

RailEvo è nata nel 2023 e insediata in Polo Meccatronica, l’hub tecnologico di Trentino Sviluppo - A livello europeo circa 900 linee a binario singolo

di Barbara Ganz

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Non servirà più attendere il treno sul binario a un orario predefinito: tramite app, si potrà prenotare il proprio viaggio come in un taxi nel momento più congeniale, contando su un servizio sempre disponibile 24 ore su 24.

Innovazione

RailEvo è la startup innovativa nata nel 2023 e insediata in Polo Meccatronica, l’hub tecnologico di Trentino Sviluppo a Rovereto, che ha svelato il prototipo del primo taxi ferroviario al mondo. L’idea di base è trasformare i binari singoli della linea ferroviaria italiana ed europea, utilizzati soprattutto per il trasporto di pendolari e caratterizzati da colli di bottiglia operativi, in autostrade su rotaia per un nuovo più efficiente paradigma di mobilità locale.

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Il risultato è un mezzo elettrico compatto e a guida autonoma, prenotabile da smartphone, in grado di trasportare fino a sei passeggeri, che viaggerà a 100 km l’ora per trasportarli a destinazione senza gli intoppi e i ritardi tipici del trasporto ferroviario locale.

Il segreto sta nell’assale brevettato che consentirà al taxi di salire su un binario sopraelevato e fermarsi così, quando richiesto dall’utente, nelle stazioni intermedie costruite a un livello superiore, senza che ciò influisca sul traffico di veicoli che seguono, e in grado perciò di proseguire la loro corsa al livello inferiore verso le destinazioni successive senza mai fermarsi.

Massima efficienza

Il design del veicolo ideato dal fondatore della startup Federico Bernabei, è affusolato e stretto, studiato per massimizzare l’efficienza energetica e consentire la circolazione simultanea di due mezzi in direzioni opposte, occupando la stessa larghezza prima destinata a un tradizionale vagone ferroviario su linea a binario singolo. Il taxi è pensato per consentire anche il trasporto di una carrozzina per disabili o una bicicletta, e qualora richiesto, la movimentazione di merci, dato che può contenere due euro pallet.

«L’efficienza aerodinamica si aggiunge a quella del contatto tra le ruote di ferro e il binario, tipica del trasporto ferroviario, che è dieci volte più efficiente di quello della gomma sull’asfalto», dice Bernabei, che guida un team di 10 persone tra esperti di meccanica, meccatronica e sviluppo software. «Tutto ciò permette di ridurre il consumo di energia a soli 3 kilowattora per 100 km di percorrenza, fortemente competitivo dunque rispetto ai 14 kilowattora minimo richiesti da un veicolo elettrico che copre la medesima distanza su strada».

Ogni taxi poi è dotato di un set di mecanum wheels, ruote solitamente utilizzate in ambito industriale e per la prima volte applicate in ambito ferroviario: poste sotto il pianale del veicolo sono in grado di farlo muovere a 360 gradi e vengono utilizzate quando, arrivato a destinazione finale, il taxi uscirà dal binario per andare a posizionarsi nel parcheggio dove attenderà la successiva chiamata, mentre effettua la ricarica della batteria elettrica, già in parte ripristinata durante il tragitto grazie a un sistema di frenata rigenerativa.

La rete

«Sarà possibile potrà pagare una tariffa più alta per avere un veicolo solo per sé che arrivi a destinazione il più presto possibile, oppure sceglierne una più bassa quando si condivide il mezzo con altri passeggeri che si fermeranno in alcune fermate intermedie», spiega il co-fondatore e amministratore delegato Nicola Mosca.

L’idea di trasformare le ferrovie in autostrade ferrate per piccoli veicoli innovativi deriva dalla constatazione che in Italia ed in Europa molte linee ferroviarie sono ancora a binario singolo con problemi di carattere operativo tali da rendere il trasporto spesso insoddisfacente per la clientela. «A livello europeo ci sono circa 900 linee a binario singolo, di cui circa un quarto di queste trasportano almeno 5 mila passeggeri al giorno», spiega Nicola Mosca, «senza contare che uno studio del 2023 dà evidenza del fatto che 13mila chilometri di queste linee sono attualmente inutilizzate, infrastrutture che con RailEvo potrebbero letteralmente rinascere, offrendo un servizio di viaggio veloce, ecologico ed economico, migliorando la qualità della vita delle persone e sostenendo territori a rischio spopolamento».

In Italia le cose non vanno diversamente: nella rete circa il 60% delle linee è a binario unico ed ammontano a 1289 km le linee dismesse.

Anche dal punto di vista economico la soluzione, pur richiedendo investimenti infrastrutturali, risulta competitiva. «Ogni posto a sedere RailEvo costa, in termini di investimenti, il 30% in meno di un posto a sedere di un treno regionale, ma nel caso delle linee a binario singolo per avere un livello di servizio accettabile servono diversi treni (per le due direzioni) e questo porta la convenienza ad essere superiore almeno del 50%», prosegue Mosca. Tale aspetto, unitamente al fatto che il servizio sarà on demand senza interruzioni orarie, consente a parità di vetture disponibili una più ampia copertura dei bisogni dell’utenza e di conseguenza un minore costo di esercizio, visto che i veicoli non viaggiano mai senza passeggeri, come spesso accade su linee ferroviarie poco utilizzate.

Il prototipo: è made in Trentino il primo taxi ferroviario

L’innovazione di RailEvo non sta solo nella tecnologia ma anche nella strategia di accesso al mercato. La startup ha deciso di concentrare il proprio core business esclusivamente nella produzione dell’assale configurabile “aprendo” il proprio sistema ad altri partner industriali per le restanti parti della soluzione: infrastruttura ferroviaria, telaio, carrozzeria, stazioni, meccatronica, eccetera. Ciò permetterà di accelerare sia le fasi di Ricerca e Sviluppo che le successive fasi di ingegnerizzazione, e consentirà una maggiore redditività degli investimenti, dato che ogni attore può concentrarsi sul proprio core-business.

È in questo perimetro che si inserisce la collaborazione con Trentino Sviluppo, che ha dato un contributo economico alla realizzazione del prototipo, e la prima partnership industriale stretta con Valente Spa, azienda attiva da oltre 100 anni nella movimentazione su rotaia, nel settore ferroviario e nella distribuzione e lavorazione di rotaie, che riconoscendo il valore strategico e il potenziale industriale del progetto, è entrata nel capitale di RailEvo e metterà a disposizione le sue competenze tecniche per ottimizzare le vecchie tratte a binario singolo. Altrettanto importante è la collaborazione con Trentino Trasporti. «Operiamo con l’obiettivo di garantire servizi di trasporto pubblico efficienti, sicuri e sostenibili anche attraverso l’innovazione come leva strategica per lo sviluppo della mobilità del futuro», dichiara il presidente Diego Salvatore.

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