Cerrione

Magnolab, il nuovo polo di ricerca e sviluppo delle aziende del tessile

di Marco Panzarella

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google

3' di lettura

3' di lettura

Intrecciare conoscenze ed esperienze in un laboratorio dinamico e condiviso, dove sviluppare ricerca e progetti innovativi. Sono i presupposti di Magnolab, una rete di imprese tessili con ruoli differenti e complementari nella filiera, nata sotto la spinta di sette aziende del Biellese che hanno deciso di fare squadra nel segno della sostenibilità e dell’economia circolare.

Il nuovo polo, che può contare su un investimento iniziale di 10 milioni di euro da destinare a macchinari di ultima generazione e all’ideazione di un piano strategico all’avanguardia, si trova a Cerrione (frazione Magnonevolo), in uno stabilimento di 17.500 metri quadri – in questa prima fase ne saranno utilizzati 3.500 – che sarà operativo nei primi mesi del 2023. Una struttura snella ed efficace, dove ogni realtà produttiva mette a disposizione il proprio know how puntando sull’ingegno made in Italy.

Loading...

«Finalmente realizziamo un progetto che abbiamo in mente da molti anni e che non ha nulla a che vedere con l’attuale situazione del comparto tessile, ripartito con slancio dopo l’inevitabile rallentamento dovuto alla pandemia», spiega Giovanni Marchi, fra i promotori dell’iniziativa e direttore del gruppo Marchi & Fildi, azienda specializzata nella produzione di filati, con stabilimenti produttivi in tre paesi, 550 dipendenti e un fatturato di quasi 80 milioni di euro nel 2021. «L’intenzione era creare qualcosa di inedito e innovativo, slegato dai cicli economici, puntando su ricerca e sviluppo. Pensiamo sia necessario riportare le competenze in un solo luogo e rilanciarle, anche perché sono anni che assistiamo a una carenza di tecnici qualificati nel settore, basti pensare che sotto i 55 anni è praticamente impossibile trovarli. Vorremmo che in Magnolab si formassero anche nuove figure, pronte ad affrontare le sfide future con un approccio moderno». E ancora: «La nostra sarà una piccola fabbrica tessile, dove ciascuna azienda farà la sua parte. Dalla preparazione delle fibre alla filatura, passando per la tessitura, la tintoria, il finissaggio e la stampa digitale. L’aspetto più interessante è che lo stesso spazio sarà condiviso da aziende eterogenee. Noi, ad esempio, realizziamo filati, ma c’è chi fabbrica filtri per pennarelli. Ed è proprio questa la vera sfida, mettere insieme lavorazioni diverse che rientrano tutte nella grande famiglia del tessile, con una reciproca e costruttiva contaminazione».

Giovanni Marchi. Direttore di Marchi & Fildi, tra i promotori del progetto

Il progetto si fonda su un’idea chiara di economia circolare, al passo con i tempi e con le direttive europee, che dal 2025 prevedono l’obbligo della raccolta differenziata e dello smaltimento dei rifiuti tessili. «Ci concentreremo su prodotti sostenibili e riciclati – spiega Marchi – sia per andare incontro alle richieste del mercato sia per garantire una produzione che in tutti i suoi cicli rispetti l’ambiente. Dai capi dismessi è possibile ricavare fibre e filati che possono essere trasformati in tessuti, non vi è alcun dubbio che questa sia la direzione da seguire».

Ideazione ma anche formazione. L’altra, grande scommessa di Magnolab è diventare un punto di riferimento per scuole, università e istituti specializzati. «Non è nelle nostre intenzioni fare direttamente formazione – puntualizza Marchi – semmai vorremmo supportare i soggetti che se ne occupano. La fabbrica potrà essere visitata e utilizzata come un laboratorio, dove osservare da vicino tutti i passaggi della filiera produttiva».

Al momento le aziende coinvolte sono sette, ma il numero è destinato a crescere. Oltre a Marchi & Fildi, hanno aderito al progetto De Martini Bayart e Textifibra, ditta specializzata nella nobilitazione di fibre sostenibili e tecno fibre; Di.Vè, che produce filati fantasia; l’ultracentenario Maglificio Maggia; Filidea, che oltre al settore fashion lavora filati per utilizzi tecnici; Tintoria Finissaggio 2000, la prima azienda in Italia ad aver raggiunto il livello di eccellenza nel protocollo di Chemical Management di 4sustainability; De Martini, che produce filtri a capillarità controllata, utilizzati come serbatoi negli strumenti da scrittura, nel campo della cosmesi e della profumazione d’ambiente.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti