Giornata mondiale

Malattie infiammatorie intestinali: ecco il test sul rischio malnutrizione

Problemi nutrizionali acuti per un paziente su 5 possono mettere a repentaglio la salute in caso di morbo di Crohn o colite ulcerosa: oggi è possibile fare una prima autovalutazione per poi rivolgersi allo specialista

di Salvo Leone *

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Nelle Malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), malattia di Crohn e la colite ulcerosa, la nutrizione continua a essere uno degli aspetti più trascurati della presa in carico. Eppure, i dati ci dicono che rappresenta un elemento fondamentale per la qualità di vita delle persone e per l’efficacia stessa delle cure. Una nuova indagine nazionale promossa da Amici Italia su oltre 3.000 pazienti italiani con Mici fotografa una situazione che non possiamo più ignorare: quasi il 75% delle persone dichiara di non aver mai ricevuto una valutazione del rischio di malnutrizione da parte di un professionista sanitario, oppure di non ricordarla.

A rischio 50mila pazienti

L’indagine, realizzata attraverso il protocollo internazionale Must (Malnutrition Universal Screening Tool), ha coinvolto 3.114 persone affette prevalentemente da colite ulcerosa e malattia di Crohn. Dai risultati emerge che circa un paziente su cinque si trova già in una condizione di rischio nutrizionale elevato o acuto. Se proiettiamo questo dato sui circa 250mila pazienti stimati in Italia, parliamo di una platea potenziale di circa 50mila persone. Non solo. Quasi il 28,4% del campione presenta un indice di massa corporea inferiore a 20, soglia che può rappresentare un importante campanello d’allarme per fragilità nutrizionale. Inoltre, oltre l’11% dei partecipanti riferisce una perdita di peso involontaria significativa negli ultimi sei mesi, mentre circa il 10% si trova in una fase acuta della malattia o in una condizione che compromette l’alimentazione per più giorni consecutivi.

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Quali paure

La malnutrizione nelle Mici non significa soltanto perdita di peso. Significa anche carenze di micronutrienti essenziali, riduzione della massa muscolare, maggiore vulnerabilità fisica e minore capacità dell’organismo di affrontare la malattia. In molti casi il paziente tende a mangiare meno per paura dei sintomi, del dolore addominale o della diarrea, entrando progressivamente in una spirale di peggioramento nutrizionale.

La campagna nazionale

Per questo motivo, in occasione della Giornata mondiale delle Mici del 19 maggio, AMICI Italia ha deciso di lanciare la campagna nazionale “Perdi peso? Non perdere tempo!”, realizzata con il patrocinio della Società italiana di Nutrizione artificiale e Metabolismo (Sinpe) e il contributo non condizionante di Lion Health. L’obiettivo è semplice ma fondamentale: aumentare la consapevolezza sul rischio di malnutrizione e favorire uno screening più precoce. Sul sito di AMICI Italia (www.amiciitalia.net) è disponibile gratuitamente il test MUST, uno strumento validato a livello internazionale che, attraverso poche domande, consente ai pazienti di effettuare una prima autovalutazione del proprio rischio nutrizionale da condividere poi con il medico specialista.

La campagna prevede inoltre una roadmap di eventi territoriali nei principali centri italiani dedicati alle MICI, materiali informativi negli ambulatori e contenuti educativi online con specialisti della nutrizione clinica.

Lo screening nel follow-up

Oggi più che mai dobbiamo cambiare sguardo: la nutrizione non è un dettaglio, non è un tema secondario, non è qualcosa di cui occuparsi solo quando il problema è già evidente. Nelle MICI, la nutrizione è parte della cura.

Per questo lo screening nutrizionale deve entrare stabilmente nel follow-up clinico, con la stessa attenzione riservata agli esami di controllo e alle terapie. La malnutrizione non può essere scoperta tardi, quando ha già indebolito il corpo e compromesso la qualità della vita. Deve essere cercata prima, riconosciuta prima, affrontata prima.

Ma questa sfida riguarda anche i pazienti. Monitorare il proprio peso, non sottovalutare un calo involontario superiore al 5%, parlare senza timore con lo specialista di alimentazione, sintomi e difficoltà quotidiane significa diventare parte attiva del proprio percorso di cura. Perché intervenire in tempo può evitare complicanze, proteggere la salute e restituire alle persone con MICI più forza, più consapevolezza e più qualità di vita.

* direttore generale Amici Italia

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