Usa

Mamdani da Trump, il sindaco «comunista» entra alla Casa Bianca

È stato un faccia a faccia cordiale, ispirato al pragmatismo e alla lotta al disagio economico degli americani

di Marco Valsania

Donald Trump e il sindaco di New York Zohran Mamdani nello Studio Ovale della Casa Bianca

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Il presidente e il sindaco. Il leader di America First e paladino della destra Maga e il prossimo primo cittadino musulmano e progressista, anzi socialista democratico, di New York, volto nuovo dell’opposizione. Donald Trump e Zohran Mamdani si sono incontrati ieri alla Casa Bianca.

Ed è stato un faccia a faccia cordiale, ispirato al pragmatismo e alla lotta al disagio economico degli americani.

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«Abbiamo avuto un ottimo incontro, produttivo - ha detto Trump, seduto nello Studio Ovale e affiancato da un Mamdani in piedi - Abbiamo in comune una città che amiamo e che vogliamo abbia successo. Mi sono congratulato con il sindaco per la sua vittoria, ha fatto un’ottima campagna. E abbiamo parlato del problema della casa e del costo dei generi alimentari».

Ancora: «Se fa bene, sono contento. Ho fiducia che ci riesca, sorprenderà sia conservatori che liberal. Io vivrei in una New York guidata da Mamdani». Che ha confermato: «Apprezzo il tempo che il Presidente mi ha dedicato, abbiamo avuto un meeting costruttivo, parlato della necessità di controllare il carovita, di lavorare assieme e non ci siamo concentrati sulle differenze, che pure esistono».

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Trump ha anche sottolineato come ci siano stati suoi elettori che hanno votato per Mamdani e ha detto di «non avere problemi» per la loro scelta.Indipendentemente dall’iniziale scambio di vedute, Trump e Mamdani rappresentano oggi due volti dell’America. Protagonisti di un rapporto difficile che promette di essere solo agli inizi. L’incontro, non per nulla, era nato in clima di alta tensione.

Trump ha ripetutamente attaccato il prossimo sindaco di New York (in carica da gennaio) chiamandolo «comunista», «radicale» e «lunatico», minacciando di revocargli la cittadinanza (è nato in Uganda da genitori indiani), di arrestarlo e deportarlo. Ha paventato la cancellazione di miliardi di dollari di fondi federali alla città che lo ha eletto. E ipotizzato l’invio di truppe federali. Aveva anche sostenuto fino all’ultimo la corsa a sindaco di un vecchio nemico, l’ex governatore Andrew Cuomo, per cercare di fermare l’ascesa del 34enne Mamdani.Il sindaco entrante ha risposto colpo su colpo. Nel celebrare la sua elezione ha detto che New York sarà un «faro di luce in un momento di oscurità politica», un modello di come «sconfiggere il presidente e fermare il prossimo Trump».

Ha definito Trump un «despota» portatore di «corruzione» e detto che difenderà gli immigrati dalle retate delle guardie di frontiera dell’Ice, trasformate dall’amministrazione in un esercito con mandato di intervenire ovunque nel Paese e anzitutto in centri urbani governati dai democratici. E ha difeso un’agenda di populismo di sinistra in alternativa al populismo conservatore, da autobus gratuiti ad affitti bloccati al sostegno, sul fronte internazionale, ai diritti dei palestinesi.

Qualche segnale di potenziale disgelo non era però mancato, facilitato dalle necessità di entrambi. Mamdani deve dimostrare di non soffrire d’inesperienza. E Trump ambisce a rispondere alla domanda di cambiamento che ha sostenuto il sindaco. Il presidente, in privato, ha definito Mamdani un politico di talento. E dopo il suo successo ha virato l’attenzione sul cavallo di battaglia del neoeletto primo cittdino, il focus sulla “affordability”, l’accessibilità, il crescente disagio economico di ceti popolari e medi. Mamdani ha sottolineato che la sua priorità è oggi difendere New York e di «non voler lasciare nulla di intentato».

E citato i punti di contatto con Trump: «Per molti elettori è un incontro tra due candidati molto diversi per i quali hanno votato per la stessa ragione, volevano un leader che affrontasse la crisi del costo della vita che rende impossibile per la gente che lavora poter vivere in città». Di certo, in concreto, tra i progetti newyorchesi di più alto profilo per cui conta su finanziamenti federali ci sono il Gateway Tunnel, tra la città e il New Jersey, una nuova linea della metropolitana e la ristrutturazione della stazione ferroviaria di Penn Station.

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