Mattarella: «Infermieri esercito del bene: evitare che i giovani vadano all’estero»
Dai “gesti eroici” a Gaza e durante la pandemia di Covid evocati dal Presidente della Repubblica al ruolo fondamentale nel Servizio sanitario ricordato dal ministro della Salute Schillaci: il ritratto e le richieste della professione che festeggia i 100 anni di storia
di Barbara Gobbi
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Gli infermieri come “esercito del bene” a cui va la “gratitudine della Repubblica”. E, anche per questo, categoria da supportare nei numeri, a fronte dei 462mila che oggi non bastano a coprire i bisogni sociosanitari di una popolazione che cambia e invecchia e di un Servizio sanitario nazionale che necessita di nuovi modelli organizzativi. In un contesto in cui, come ha sottolineato il Capo dello Stato, «il diritto universale alla salute rappresenta una pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà».
La cifra della Giornata internazionale dell’infermiere, celebrata a Roma dalla Federazione nazionale degli ordini (Fnopi), è tracciata dalle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla Presidente Barbara Mangiacavalli.
L’esercito del bene
«Le infermiere e gli infermieri raccolti nelle associazioni nazionali costituiscono un vero e proprio esercito del bene - ha detto il Presidente della Repubblica intervenuto all’Auditorium Antonianum di Roma -. Non esito a paragonare a gesti eroici quelli compiuti dai vostri colleghi, a Gaza, dove un sistema sanitario già fragile è stato demolito, distrutto, come altrove è avvenuto». Poi il riferimento all’impegno durante la maxi-emergenza di sei anni fa: «Tengo particolarmente a ricordare il contributo decisivo e l’appassionata dedizione che vi ha contraddistinto in occasione della pandemia da Covid, drammatica, lunga emergenza che voi avete vissuto con sacrifici immani e con diverse vittime e che qualcuno, dimenticando i tanti morti di quei tragici giorni, cerca di derubricare a poco più di una leggera influenza - ha aggiunto -. Portando a dimenticare gli sforzi spesso eroici e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario. In questa giornata, desidero doverosamente ribadire la gratitudine della Repubblica per ciò che avete fatto», ha detto il Presidente.
Diritto alla salute pietra angolare
«La sanità è un pilastro del welfare, del modello sociale europeo. Il diritto universale alla salute rappresenta una pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà. Non dovrebbe esservi neppure bisogno di ricordare che il necessario radicamento dei servizi di cura non può tollerare disparità tra territori, a partire dalle aree interne dell’Italia: sarebbe come a dire un diritto alla salute diseguale per i cittadini», ha dichiarato ancora Mattarella.
Una “casa” per i giovani
Il Presidente ha sottolineato come i 462mila infermieri oggi presenti in Italia siano pochi. «Sappiamo che si tratta di un numero insufficiente - ha detto - rispetto alle esigenze di cura della popolazione. E’ un tema che non appare eludibile e che interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione, essenziale per il funzionamento della società nel suo complesso». Da qui, la sollecitazione a «evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che offriamo».







