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Space X, segreti e numeri nel prospetto per l’Ipo dei record: crescono entrate e perdite

La società aerospaziale e di Ai di Elon Musk ambisce ad un mercato grande quanto il Pil americano. E con il collocamento Musk può diventare il primo trilionario.

di Marco Valsania

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SpaceX ha presentato pubblicamente documenti e piani per il suo imminente sbarco da record a Wall Street, sollevando il velo sulle finanze finora gelosamente custodite del colosso di aerospazio e intelligenza artificiale. La società che oggi è il vero cuore dell’impero di Elon Musk, formalmente la Space Exploration Technologies Corp, ha scelto il Nasdaq per un debutto atteso il 12 giugno con il simbolo SPCX, dove secondo le anticipazioni potrebbe rastrellare 75, forse 80 e più miliardi con una valutazione da 1.500 o duemila miliardi.

Con un prospetto alla Sec a sua volta record per dimensioni, 277 pagine contro le forse 200 abituali negli Ipo, la società ha avviato il conto alla rovescia verso lo sbarco in Borsa. Non svela ancora i target di raccolta, di valore in Borsa o il numero di azioni che intende vendere, dettagli che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane. Le previsioni sono che saprà polverizzare il primato di 29,4 miliardi di raccolta messo a segno da Saudi Aramco nel 2019. SpaceX aveva precedentemente presentato documentazione per la quotazione solo in via riservata.

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Il nuovo prospetto apre spiragli sulla performance. Un iniziale riassunto di numeri e segreti ora svelati: la società cresce in termini di fatturato ma aumentano anche le perdite, multimiliardarie, sotto il peso di spirali di spesa sulle nuove frontiere dell’hi-tech.

Molti gli elementi contenuti nelle 277 pagine. Musk manterrà il controllo della società grazie ad azioni speciali, Class B, che già oggi gli garantiscono l’85% dei diritti di voto. E le sue ambizioni vanno ben oltre la stessa Ipo e vengono messe nero su bianco: il valore complessivo del mercato che Space X vuole dominare è stimato in 29.000 miliardi, quasi pari al Pil degli Stati Uniti, concentrata anzitutto in Ai che varrebbe 26.500 miliardi. Un cosiddetto Tam, total addressable market, abitualmente gonfiato dall’ottimismo e nel caso di Space X identificato come «il più grande nella storia dell’umanità».

Musk, oltretutto, ha già stimato opportunità di mercato da diecimila miliardi per l’altro pilastro del suo impero, Tesla e i suoi robot umanoidi. E alcuni analisti scommettono che il prossimo passo, nel 2027, sarà una fusione tra Space X e Tesla che unifichi i suoi business.

I disegni di Musk per Space X sono espansivi, compredono avventure interplanetarie, enormi centri dati nello spazio, colonie su Marte. Nel prospetto scrive: «La nostra missione è costruire i sistemi e le tecnologie necessarie a rendere la vita multiplanetaria, per capire la vera natura dell’universo, e per estendere la luce della coscienza verso le stelle».

Con un successo dell’Ipo potrebbe di sicuro aspirare ad un altro primato, più personale e terrestre: quello di trasformarsi nel primo trilionario, facendo lievitare il suo patrimonio di uomo già più ricco del pianeta, che secondo il Bloomberg Billionaires Index ammonta a 680 miliardi di dollari. Il suo valore in dollari potrebbe insomma supera quello di tutte le società statunitensi quotate tranne le prime dieci, più degli 810 miliardi di JP Morgan e alla pari di Berkshire Hathaway. Il mantello da trilionario lo indosserà, stando a calcoli del Wall Street Journal, se la società raggiungerà una market cap di 1.700 miliardi.

Il prospetto evidenzia però anche particolare rischi per il futuro corsi da Space X e legati allo stesso Musk: l’importanza critica rivestita da una sola persona impegnata in molteplici attività. Viene resa nota anche la composizione del board del gruppo, con otto esponenti.

I numeri attuali di Space X indicati dalla documentazione misurano inoltre tuttora, secondo gli scettici, la significativa distanza da colmare tra realtà e aspirazioni. Le entrate annuali sono state di 18,7 miliardi nel 2025, in crescita del 33% dai 14 miliardi precedenti, e quelle del primo trimestre del 2026 sono state di 4,7 miliardi, salite del 15,4 per cento. Nell’ultimo trimestre, tuttavia, la società ha risentito di perdite per oltre 4 miliardi, ben più del passivo di 528 milioni dello stesso periodo del 2025. Per l’intero anno scorso le perdite sono state di 4,94 miliardi contro profitti per 791 milioni nel 2024.

Il motore cruciale del business è ad oggi la rete satellitare di Internet Starlink. Gli abbonati al servizio sono raddoppiati dai 4,4 milioni del 2024 agli 8,9 milioni del 2025. Le revenue l’anno scorso sono aumentate del 50% a 11,4 miliardi e i profitti operativi sono saliti del 120% a 4,4 miliardi.

Nel primo trimestre 2026 il segmento spazio ha generato 619 milioni di revenue con perdite per 662 milioni. E l’anno scorso ha sofferto perdiote operative di 6,4 miliardi con 3 2 miliardi di entrate. L’attivita di Ai ha da parte sua riportato spese di capitale per 12,7 miliardi che hanno tenuto in rosso la divisione e rappresentato la maggioranze di investimenti raddoppiati a 20,7 miliardi.

SpaceX, che ha 22.000 dipendenti, molti meno di rivali nel settore quali Boeing e i colossi della difesa, è leader nel settore del trasporto spaziale ed è un fornitore chiave di servizi di lancio missilistico sia per la Nasa che per il Pentagono. Il 20% del suo fatturato deriva da contratti federali. La sua valutazione è cresciuta fino a 1.250 miliardi di dollari dopo l’acquisizione, avvenuta quest’anno, della startup di intelligenza artificiale dello stesso Musk, xAI. L’acquisizione ha incluso il social network X (ex Twitter) che Musk aveva conquistato nel 2022 con un accordo da 44 miliardi di dollari.

Altri due protagonisti di Ai sono sulla strada dell’Ipo. Anthropic, creatrice di Claude, dovrebbe mettere a segno nel trimestre in corso entrate più che raddoppiate a 10,9 miliardi e, a sorpresa, il primo utile operativo, stando al Wall Street Journal, una forte iniezione di fiducia nelle prospettive dell’azienda che potrebbe andare in Borsa entro fine anno. La sua valutazione potrebbe presto superare i mille miliardi e la rivale OpenAi. La quale, è trapelato, prepara un proprio collocamento iniziale per settembre.

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