Space X, segreti e numeri nel prospetto per l’Ipo dei record: crescono entrate e perdite
La società aerospaziale e di Ai di Elon Musk ambisce ad un mercato grande quanto il Pil americano. E con il collocamento Musk può diventare il primo trilionario.
4' di lettura
4' di lettura
SpaceX ha presentato pubblicamente documenti e piani per il suo imminente sbarco da record a Wall Street, sollevando il velo sulle finanze finora gelosamente custodite del colosso di aerospazio e intelligenza artificiale. La società che oggi è il vero cuore dell’impero di Elon Musk, formalmente la Space Exploration Technologies Corp, ha scelto il Nasdaq per un debutto atteso il 12 giugno con il simbolo SPCX, dove secondo le anticipazioni potrebbe rastrellare 75, forse 80 e più miliardi con una valutazione da 1.500 o duemila miliardi.
Con un prospetto alla Sec a sua volta record per dimensioni, 277 pagine contro le forse 200 abituali negli Ipo, la società ha avviato il conto alla rovescia verso lo sbarco in Borsa. Non svela ancora i target di raccolta, di valore in Borsa o il numero di azioni che intende vendere, dettagli che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane. Le previsioni sono che saprà polverizzare il primato di 29,4 miliardi di raccolta messo a segno da Saudi Aramco nel 2019. SpaceX aveva precedentemente presentato documentazione per la quotazione solo in via riservata.
Il nuovo prospetto apre spiragli sulla performance. Un iniziale riassunto di numeri e segreti ora svelati: la società cresce in termini di fatturato ma aumentano anche le perdite, multimiliardarie, sotto il peso di spirali di spesa sulle nuove frontiere dell’hi-tech.
Molti gli elementi contenuti nelle 277 pagine. Musk manterrà il controllo della società grazie ad azioni speciali, Class B, che già oggi gli garantiscono l’85% dei diritti di voto. E le sue ambizioni vanno ben oltre la stessa Ipo e vengono messe nero su bianco: il valore complessivo del mercato che Space X vuole dominare è stimato in 29.000 miliardi, quasi pari al Pil degli Stati Uniti, concentrata anzitutto in Ai che varrebbe 26.500 miliardi. Un cosiddetto Tam, total addressable market, abitualmente gonfiato dall’ottimismo e nel caso di Space X identificato come «il più grande nella storia dell’umanità».
Musk, oltretutto, ha già stimato opportunità di mercato da diecimila miliardi per l’altro pilastro del suo impero, Tesla e i suoi robot umanoidi. E alcuni analisti scommettono che il prossimo passo, nel 2027, sarà una fusione tra Space X e Tesla che unifichi i suoi business.


