Medio Oriente

Gaza, il Papa e Putin invitati nel Board of Peace. Uccisi altri tre giornalisti nella Striscia

Trump ha detto di “pensare di sapere” dove si trovi il corpo dell’ultimo ostaggio, il sergente maggiore della polizia israeliana Ran Gvili

Famiglie palestinesi sfollate trovano rifugio all’interno della moschea Bilal a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale, il 20 gennaio 2026,.  EPA/HAITHAM IMAD

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato l’invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a entrare nel Board of Peace per Gaza. L’annuncio è arrivato dall’ufficio del primo ministro, in un comunicato ripreso dai media israeliani, che formalizza l’adesione di Israele all’organismo multilaterale voluto da Washington per favorire un percorso di stabilizzazione nella Striscia.

Con la decisione di Gerusalemme, il Board — indicato anche come Consiglio per la Pace di Gaza — amplia la propria composizione internazionale. Oltre a Israele, vi partecipano Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam, delineando un perimetro eterogeneo che unisce Paesi euroasiatici, medio-orientali e latinoamericani sotto l’egida statunitense.

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Sul fronte regionale, si registra anche l’attivismo di Ankara. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha confermato che la Turchia «continuerà ad agire in coordinamento con gli Stati Uniti» per sostenere gli sforzi di pace a Gaza. La posizione è stata ribadita nel corso di una telefonata con Trump, durante la quale Erdogan — secondo una nota della presidenza della Repubblica di Ankara — ha ringraziato il leader americano per l’invito al Consiglio.

Parolin: «Invitati al board of peace su Gaza, il Papa sta valutando»

Intanto, si apprende che anche il Vaticano ha ricevuto l’invito di Trump per entrare a far parte del Board of Peace. «Il Papa ha ricevuto l’invito e stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo. È una questione che esige un po’ di tempo per dare la risposta», ha detto il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.

Cremlino: anche Putin «sta valutando». E Trump esulta

Un invito arrivato fino a Mosca, da dove Putin ha ringraziato il presidente Usa. Lo riporta l’agenzia russa Tass, precisando che il leader russo ha incaricato il ministero degli Esteri di studiare una proposta per il Consiglio di Pace e di consultarsi con i suoi partner. «Solo allora saremo in grado di rispondere all’invito rivoltoci», ha detto Putin durante un incontro con il Consiglio di Sicurezza russo. «I beni russi congelati negli Stati Uniti potrebbero essere utilizzati per ricostruire i territori danneggiati dai combattimenti dopo un eventuale accordo di pace tra Russia e Ucraina», avrebbe aggiunto Putin, citato dall’agenzia Ria Novosti. Il leader russo non ha specificato quali siano questi territori: in Russia o anche nelle aree occupate dell’Ucraina. «Considerando il rapporto speciale della Russia con il popolo palestinese, credo che potremmo destinare 1 miliardo di dollari di beni russi congelati sotto la precedente amministrazione statunitense al Board of Peace», ha affermato il leader russo. «I fondi rimanenti dei nostri beni congelati negli Stati Uniti potrebbero anche essere utilizzati per ricostruire i territori danneggiati dai combattimenti dopo la conclusione di un accordo di pace tra Russia e Ucraina», ha proseguito. Il leader russo ha poi precisato che questa possibilità è in fase di discussione anche con i funzionari dell’amministrazione statunitense. Un riscontro accolto da Trump con entusiasmo: Vladimir Putin «ha accettato il mio invito di entrare nel Board of Peace per Gaza», ha subito dichiarato il presidente statunitense in un’intervista a Cnbc. A chi gli ha fatto notare che in molti lo hanno criticato per aver coinvolto figure discutibili, Trump ha risposto che alcune sono «controverse», ma «se invitassi solo persone irreprensibili, non ci sarebbe molta gente».

Berlino non parteciperà al Board of Peace di Trump

Il governo tedesco avrebbe invece già confermato che non intende partecipare al Consiglio per la pace proposto dal presidente Donald Trump per la gestione della Striscia di Gaza. A riferirlo è il settimanale tedesco Der Spiegel, che ha letto una direttiva del ministero degli Esteri inviata ai rappresentanti tedeschi a Bruxelles. La proposta di Trump viene considerata “un progetto alternativo alle Nazioni Unite”, mentre il governo tedesco intende rafforzare l’ordine internazionale con le Nazioni Unite e la loro carta”. Ecco perché il governo è “sorpreso” di come la proposta di Trump vada ben oltre Gaza e la relativa risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Gaza: premier Giappone invitata a partecipare al Board of Peace

Anche la premier giapponese Sanae Takaichi è stata invitata dal presidente degli Stati uniti Donald Trump a entrare nel Board of Peace. Lo ha reso noto oggi il ministero degli Esteri giapponese.

Secondo un funzionario del dicastero, Takaichi starebbe valutando se partecipare. L’iniziativa ha già suscitato polemiche, poiché alcuni osservatori temono che il suo mandato possa estendersi ad altri conflitti e che l’organismo possa trasformarsi, nel tempo, in un’alternativa alle Nazioni unite.

La scorsa settimana Trump ha annunciato la creazione del board come parte della seconda fase di un piano in 20 punti a guida statunitense per la Striscia di Gaza devastata dalla guerra. Il presidente americano ricopre il ruolo di presidente dell’organismo.

Il Parlamento albanese discute domani sull’adesione al Board

Il governo albanese ha approvato oggi l’adesione del Paese al Board of Peace per Gaza, voluto e ideato dal presidente statunitense Donald Trump. L’invito all’Albania è stato interpretato dal premier socialista Edi Rama, come un segno di apprezzamento per il Paese. “E’ un privilegio, ed un onore, esprimere la mia piena disponibilità a contribuire in questo sforzo comune, ed essere parte di un comune impegno”, ha scritto Rama nella risposta per iscritto all’invito di Trump, anticipando la sua posizione a favore. L’Albania si adopererà per concludere in fretta tutte le procedure e domani il Parlamento è stato convocato in un’apposita seduta per ratificare la partecipazione del paese al Board.

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Media Israele: Trump sa dove si trova il corpo di Gvili

Trump ha dichiarato che “pensiamo di sapere” dove si trovi il corpo dell’ultimo ostaggio, il sergente maggiore della polizia israeliana Ran Gvili, nella Striscia di Gaza. Trump lo ha detto durante la conferenza stampa alla Casa Bianca: a sottolineare il passaggio è il Times of Israel. “Ne hanno ancora uno e pensiamo di sapere dove si trovi, incredibile, sembrava che non ci saremmo mai avvicinati, ora ci sono quasi riusciti”, ha detto Trump riferendosi ai resti di Gvili, scrive la testata israeliana. I genitori di Gvili, Itzik e Talik, hanno risposto che, alla luce delle dichiarazioni di Trump, gli Stati Uniti e Israele devono esercitare tutte le pressioni possibili per garantire che Hamas restituisca loro figlio. “La dichiarazione del presidente Trump conferma ciò che diciamo da tre mesi - hanno detto - Hamas sa esattamente dove si trova nostro figlio e ha consapevolmente e deliberatamente violato il quadro del presidente Trump e l’accordo per la restituzione di tutti gli ostaggi”, hanno affermato i Gvili in una dichiarazione rilasciata dal Forum delle famiglie degli ostaggi. “La responsabilità - hanno detto ancora - ora ricade sul governo di Israele e sull’amministrazione statunitense di esercitare tutta la loro autorità per garantire che Hamas adempia ai propri obblighi previsti dall’accordo, o garantire che vengano imposte gravi sanzioni ad Hamas”. Nel frattempo, un portavoce di Hamas ha dichiarato ad Al Jazeera che il gruppo terroristico palestinese ha trasmesso tutto ciò che sa sul corpo di Gvili e sta lavorando per ritrovarlo.

Hamas: otto morti e sei feriti nella Striscia di Gaza dall’alba

Modificando le informazioni fornite in precedenza da diverse fonti di Gaza, il ministero della Salute di Hamas precisa che dall’alba di oggi otto persone ( e non 11) sono state uccise e sei ferite nella Striscia di Gaza. La nota riferisce che gli ospedali hanno ricevuto sei feriti e i corpi di otto vittime, senza indicare identità, luoghi precisi né la gravità delle ferite.

I media palestinesi hanno scritto che tra i morti vi sarebbero una donna e un bambino uccisi nei pressi di Khan Younis, nel sud della Striscia, tre membri della stessa famiglia, incluso un minore, uccisi nel campo profughi di Bureij, nella parte centrale, e tre giornalisti che lavoravano per un’agenzia di aiuti governativa egiziana, uccisi nell’area di al Zahra, nel centro di Gaza. Secondo le stesse fonti, l’ospedale Nasser di Khan Younis ha ricevuto i corpi di Hanan Hamdan, 32 anni, uccisa sul lato della linea di cessate il fuoco controllato da Hamas, e di Moatasem al Sharafi, 13 anni, ucciso sul lato controllato da Israele. L’ospedale dei Martiri di al Aqsa, a Deir al Balah, avrebbe ricevuto i corpi di Sirhan, Muhammad e Mussa al Rajoudi, di 10, 37 e 22 anni, uccisi nei pressi della città sul lato controllato da Hamas. Non vi è stato un commento immediato dell’Idf sui singoli episodi. L’esercito afferma regolarmente di aprire il fuoco contro uomini armati che attraversano la linea di cessate il fuoco e rappresentano una minaccia per le truppe. Per quanto riguarda i tre giornalisti, Abed Shaat, Anas Ghoneim e Muhammad Qashta, il Comitato egiziano di soccorso ha dichiarato che sono stati uccisi mentre documentavano un accampamento umanitario nell’area di al Zahra. L’Idf ha affermato che i tre stavano pilotando un drone affiliato ad Hamas e ritenuto una minaccia per i soldati israeliani presenti nella zona.

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