Gaza, il Papa e Putin invitati nel Board of Peace. Uccisi altri tre giornalisti nella Striscia
Trump ha detto di “pensare di sapere” dove si trovi il corpo dell’ultimo ostaggio, il sergente maggiore della polizia israeliana Ran Gvili
6' di lettura
6' di lettura
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato l’invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a entrare nel Board of Peace per Gaza. L’annuncio è arrivato dall’ufficio del primo ministro, in un comunicato ripreso dai media israeliani, che formalizza l’adesione di Israele all’organismo multilaterale voluto da Washington per favorire un percorso di stabilizzazione nella Striscia.
Con la decisione di Gerusalemme, il Board — indicato anche come Consiglio per la Pace di Gaza — amplia la propria composizione internazionale. Oltre a Israele, vi partecipano Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam, delineando un perimetro eterogeneo che unisce Paesi euroasiatici, medio-orientali e latinoamericani sotto l’egida statunitense.
Sul fronte regionale, si registra anche l’attivismo di Ankara. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha confermato che la Turchia «continuerà ad agire in coordinamento con gli Stati Uniti» per sostenere gli sforzi di pace a Gaza. La posizione è stata ribadita nel corso di una telefonata con Trump, durante la quale Erdogan — secondo una nota della presidenza della Repubblica di Ankara — ha ringraziato il leader americano per l’invito al Consiglio.
Parolin: «Invitati al board of peace su Gaza, il Papa sta valutando»
Intanto, si apprende che anche il Vaticano ha ricevuto l’invito di Trump per entrare a far parte del Board of Peace. «Il Papa ha ricevuto l’invito e stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo. È una questione che esige un po’ di tempo per dare la risposta», ha detto il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.
Cremlino: anche Putin «sta valutando». E Trump esulta
Un invito arrivato fino a Mosca, da dove Putin ha ringraziato il presidente Usa. Lo riporta l’agenzia russa Tass, precisando che il leader russo ha incaricato il ministero degli Esteri di studiare una proposta per il Consiglio di Pace e di consultarsi con i suoi partner. «Solo allora saremo in grado di rispondere all’invito rivoltoci», ha detto Putin durante un incontro con il Consiglio di Sicurezza russo. «I beni russi congelati negli Stati Uniti potrebbero essere utilizzati per ricostruire i territori danneggiati dai combattimenti dopo un eventuale accordo di pace tra Russia e Ucraina», avrebbe aggiunto Putin, citato dall’agenzia Ria Novosti. Il leader russo non ha specificato quali siano questi territori: in Russia o anche nelle aree occupate dell’Ucraina. «Considerando il rapporto speciale della Russia con il popolo palestinese, credo che potremmo destinare 1 miliardo di dollari di beni russi congelati sotto la precedente amministrazione statunitense al Board of Peace», ha affermato il leader russo. «I fondi rimanenti dei nostri beni congelati negli Stati Uniti potrebbero anche essere utilizzati per ricostruire i territori danneggiati dai combattimenti dopo la conclusione di un accordo di pace tra Russia e Ucraina», ha proseguito. Il leader russo ha poi precisato che questa possibilità è in fase di discussione anche con i funzionari dell’amministrazione statunitense. Un riscontro accolto da Trump con entusiasmo: Vladimir Putin «ha accettato il mio invito di entrare nel Board of Peace per Gaza», ha subito dichiarato il presidente statunitense in un’intervista a Cnbc. A chi gli ha fatto notare che in molti lo hanno criticato per aver coinvolto figure discutibili, Trump ha risposto che alcune sono «controverse», ma «se invitassi solo persone irreprensibili, non ci sarebbe molta gente».







