La pronuncia

Medicina, fari accesi sugli scorrimenti di graduatoria del semestre aperto

Ordinanza del Consiglio di Stato che mettere in discussione le regole con cui vengono assegnati i posti che si liberano dopo le prime immatricolazioni.

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Il Consiglio di Stato (ord.2636/2026) ha chiarito che il merito deve tornare al centro dell’assegnazione dei posti nei corsi di laurea in Medicina. Un’affermazione che potrebbe sembrare scontata, ma che in realtà mette in discussione uno dei meccanismi più discussi introdotti con il nuovo semestre filtro.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La vicenda

Se questo orientamento dovesse consolidarsi nel giudizio di merito, potrebbero cambiare le regole con cui vengono assegnati i posti che si liberano dopo le prime immatricolazioni, con effetti concreti per migliaia di studenti. Il cuore della vicenda è chiaro. Oggi un concorrente che non accetta immediatamente la sede assegnata rischia di uscire definitivamente dalla procedura, anche se nei giorni successivi si liberano posti in un’università più vicina alle proprie preferenze. In altre parole, il sistema finisce per premiare la rapidità della scelta più che il risultato ottenuto nella selezione. È proprio questo passaggio che il Collegio di palazzo Spada ritiene non coerente con il principio meritocratico.

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La posizione del Consiglio di Stato

L’ordinanza rappresenta il primo importante intervento sul nuovo modello di accesso a Medicina e accende i riflettori su un aspetto che finora aveva alimentato dubbi tra studenti e atenei: cosa accade quando un candidato rinuncia al posto? Secondo il Consiglio di Stato, quei posti non dovrebbero rimanere sottratti a chi ha conseguito un punteggio più alto, ma essere riassegnati seguendo rigorosamente l’ordine della graduatoria. E la differenza rispetto al passato è sostanziale. Nel sistema precedente gli studenti rimanevano inseriti nella graduatoria nazionale e, grazie agli scorrimenti, potevano ottenere una sede migliore in caso di rinunce. Oggi, invece, la prima assegnazione diventa quasi la definitiva: il termine per immatricolarsi è molto breve e chi non conferma entro quella finestra temporale perde ogni possibilità di essere successivamente ripescato, anche se nel frattempo si rendono disponibili posti perfettamente compatibili con il proprio punteggio. È proprio questa conseguenza ad aver convinto il Consiglio di Stato a sollevare dubbi sulla disciplina vigente. L’ordinanza osserva che il meccanismo attuale non garantisce il rispetto del principio meritocratico perché impedisce di riassegnare i posti vacanti seguendo l’ordine della graduatoria. Il risultato è che uno studente con un punteggio elevato può essere definitivamente escluso dalla possibilità di ottenere una sede migliore, mentre i posti liberati vengono destinati secondo criteri diversi dalla graduatoria.

I prossimi step

La decisione valorizza un criterio guida nelle procedure di accesso: in questa selezione la graduatoria non rappresenta un elemento accessorio, ma costituisce il parametro fondamentale attraverso il quale garantire imparzialità, trasparenza e parità di trattamento tra tutti i candidati. Nel caso esaminato i giudici hanno ritenuto sussistente anche il rischio di un danno grave e irreparabile. Dagli atti emergeva infatti la presenza di posti ancora disponibili che avrebbero consentito un’assegnazione diversa e più favorevole rispetto a quella inizialmente disposta. La partita, tuttavia, è tutt’altro che chiusa. L’ordinanza ha natura cautelare e sarà il successivo giudizio di merito a stabilire se l’attuale disciplina del semestre filtro rispetti effettivamente i principi che regolano le procedure selettive. Intanto, però, arriva un’indicazione destinata a pesare nel dibattito sul nuovo accesso ai corsi di Medicina: quando si selezionano gli studenti, il merito non può fermarsi alla pubblicazione della prima classifica, ma deve accompagnare l’intera procedura fino all’assegnazione dell’ultimo posto disponibile. L’ordinanza, inoltre, potrebbe avere effetti che vanno oltre il singolo caso. La questione riguarda infatti il delicato equilibrio tra l’esigenza di assicurare un rapido avvio delle attività didattiche e quella di garantire che ogni posto disponibile venga assegnato al candidato che ne ha effettivamente diritto in base al punteggio conseguito. Il giudizio di merito sarà infatti chiamato a verificare se l’attuale disciplina riesca davvero a conciliare queste due esigenze oppure se siano necessari correttivi per evitare che posti rimasti vacanti non vengano attribuiti seguendo il criterio della graduatoria.

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