Mellone Art Prize: 140 artisti in gara sul tema del volo, il 18 maggio le premiazioni
Il tema della terza edizione del premio è ispirato alla figura dell’Ingegner Gianni Caproni di Taliedo, pioniere dell’aeronautica italiana
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«Volare non è solo staccarsi da terra, ma abitare per un istante quello spazio sospeso in cui nasce lo sguardo dell’artista». The Art of Flight è il tema della terza edizione del Mellone Art Prize, il premio dedicato all’arte contemporanea promosso dalla Fondazione Villoresi Poggi in collaborazione con Independent Artists, con l’obiettivo di sostenere la ricerca artistica e favorire il dialogo tra linguaggi espressivi e temi della contemporaneità.
Quest’anno il premio è ispirato alla figura dell’Ingegner Gianni Caproni di Taliedo, pioniere dell’aeronautica italiana, simbolo di un dialogo tra arte, ingegneria e visione, che ha orientato gli artisti a confrontarsi con il tema del volo come dimensione progettuale, immaginativa e simbolica.
La giuria
Sono 140 le opere pervenute alla giuria, presieduta da Andrea Ciresola (Direttore Museo Mellone, scrittore, artista, divulgatore) e composta da Carola Annoni, artist manager; Susanna Biondi, assessore alla Cultura del Comune di Busto Garolfo; Martina Buttiglieri, curatrice indipendente, contributor e vicepresidente di Independent Artists; Chiara Canali, critica d’arte e curatrice indipendente; Pierfrancesco Meazzini Boccadoro, collezionista d’arte e responsabile della Collezione Gianni Caproni di Taliedo; Giovanni Gardini, curatore e direttore della Raccolta Lercaro di Bologna; Piersandro Pallavicini e Manola Dettori, coniugi collezionisti; Ubaldo Ubaldi, collezionista e socio ClubGAMeC di Bergamo.
«È stato difficile selezionare fra le opere messe in concorso, ancor più scegliere i dieci finalisti - evidenzia Carola Annoni. - Il tema del volo e del personaggio di Gianni Caproni sono stati rappresentati con una grande varietà di tecniche che lasciano lo spettatore riflettere sulle infinite declinazioni del volo.»
«Opere dal carattere più giocoso, dove il volo rimanda alla dimensione dell’infanzia, si sono alternate a lavori che hanno offerto sguardi più intimi, dai toni a tratti nostalgici, oppure surreali se non addirittura drammatici, dove il volo rimanda alla dimensione della precarietà umana.» aggiunge Giovanni Gardini.







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