Meloni: «Mps, sul futuro decide il mercato, il governo ora non ha ruolo»
La premier rassicura i produttori di «oro bianco». Carburanti, la prossima settimana misure «targettizzate»
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I punti chiave
- Mps? «Questione che riguarda il mercato»
- Il rilancio della candidatura di Martina alla Fao
- L’omaggio alle mondine e alle lotte per le otto ore
- Il “no” ad accordi di libero scambio al ribasso
- Sulla Pac una battaglia italiana
- «Agricoltura al centro delle politiche nazionali»
- Carburanti, in arrivo «provvedimento targettizzato»
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«Il riso è molto più di un prodotto: è eccellenza assoluta del nostro agroalimentare e ingrediente iconico della nostra cucina» che mobilita «un export che vale oltre 800 milioni di euro l’anno, e il cuore di questa produzione è in questa terra straordinaria tra Lombardia e Piemonte». Lo ha detto Giorgia Meloni, intervenendo alla seconda edizione di Risò, il Festival internazionale del Riso che si inaugura oggi a Vercelli. La manifestazione si è aperta con un minuto di silenzio per la scomparsa di Emma Bonino e Raffaele Costa, chiesto dal palco dal ministro per l’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Chiedilo al Sole
Mps? «Questione che riguarda il mercato»
Interpellata a margine, la premier è tornata sul risiko bancario. Il futuro di Mps - ha detto - «è una questione che riguarda il mercato, il Governo attualmente non ha un ruolo. Sul futuro posso dire poco, sul passato posso dire tanto. Quando noi siamo arrivati al Governo Mps era un problema, oggi è oggettivamente un gioiello che infatti è oggetto di molto interesse».
Il rilancio della candidatura di Martina alla Fao
Meloni, accolta all’arrivo da un lungo applauso, ha salutato tra i presenti il vice direttore della Fao Maurizio Martina, «candidato dell’Italia a succedere come direttore, perché crediamo che l’Italia come pochi altri possa rivendicare di avere qualcosa da dire su come assicurare buon cibo a tutti i popoli del mondo». Una stoccata diretta innanzitutto alla Spagna di Pedro Sanchez, con il cui candidato è aperta la gara.
Canale Cavour, «esempio della velocità che serve alle infrastrutture»
La premier, accolta all’arrivo da un lungo applauso, ricorda dal palco il canale Cavour, «il frutto più lungimirante della lungimirante rivoluzione dell’acqua» ed è uno degli «insegnamenti per la politica di oggi: la velocità con cui un tempo infrastrutture straordinarie si riuscivano a costruire, l’attenzione verso l’acqua. Cerchiamo da imparare da quello che i nostri nonni sapevano fare meglio di noi».
L’omaggio alle mondine e alle lotte per le otto ore
Meloni ha ricordato come il Festival sia legato a un altro anniversario: «Sono 120 anni che ci separano dalla conquista delle otto ore lavorative. Oggi lo consideriamo un diritto acquisito ma all’inizio del Novecento è stata una vera rivoluzione combattuta e ottenuta dalle donne». Abbiamo nei confronti delle mondine che «lavoravano 12-24 ore al giorno» «un enorme debito di riconoscenza, perché con le loro battaglie e le loro rivendicazioni hanno conquistato diritti che oggi rappresentano dei veri e propri pilastri del lavoro e dello stato sociale. Su questo - conclude - anche Emma Bonino potrebbe essere d’accordo con me».








