L’intervento al congresso Uil

Meloni: «Detassazione rinnovi contrattuali sarà confermata nella prossima manovra»

La premier interviene all’assise sindacale dopo la relazione di Bombardieri: è la prima volta da Prodi nel 2006. L’apertura ad agevolazioni fiscali per favorire le aggregazioni di imprese

Dal palco arriva il ricordo di Luana D'Orazio da parte del segretario generale della Uil  e subito dopo la premier Giorgia Meloni, seduta in prima fila, si alza e va ad abbracciare la mamma, Emma Marrazzo, presente al congresso nazionale del sindacato in corso a Padova, 2 luglio 2026.  ANSA

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«Ne ho già parlato con il ministro Calderone e con chi detiene i cordoni della borsa, cioè il ministro Giorgetti: il Governo raccoglie l’istanza della Uil, e delle parti sociali, di garantire che la detassazione dei rinnovi contrattuali possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio». Giorgia Meloni annuncia il ritorno anche per il 2027 della tassazione al 5% degli aumenti previsto dalla scorsa manovra, «perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva: è un provvedimento efficace, al quale vogliamo dare continuità e stabilità».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La prima volta di un premier dopo vent’anni

La premier parla al XIX Congresso nazionale della Uil in corso alla Fiera di Padova con 3mila delegati (che la hanno accolta tra gli applausi), oltre mille ospiti e l’attesa per la riconferma diPierpaolo Bombardieri come segretario generale. È la prima volta dopo vent’anni che un presidente del Consiglio torna sul palco dell’assise del sindacato: l’ultima risale alla fine di giugno del 2006, quando intervenne Romano Prodi, da poco rieletto. Stavolta c’è un robot umanoide a salutarla, simbolo di quell’intelligenza artificiale per governare la quale la Uil propone dieci punti in un documento indirizzato all’Esecutivo.

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Il confronto con le parti sociali fa la differenza

Prima del suo intervento, mentre Bombardieri ricorda Luana D’Orazio, la giovane che il 3 maggio 2021 morì stritolata dall’orditoio della fabbrica tessile in cui lavorava, la premier si alza dal suo posto in prima fila e corre ad abbracciare la mamma di Luana, Emma Marrazzo. L’esordio, invece, è un omaggio al sindacato e al congresso, «grande esercizio di democrazia e partecipazione», e alla piattaforma unitaria sottoscritta dalla Uil insieme a Cgil e Cisl sulla rappresentanza e contrattazione, punto di partenza del negoziato per l’accordo con le organizzazioni datoriali: «Credo di essere l’unico presidente del Consiglio ad aver partecipato ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali e penso che questo dica quanto il confronto con le parti sociali sia stato e sia per noi una cifra dell’attività e delle convinzioni di questo Governo. Crediamo che sia la capacità di ascoltare che fa la differenza».

«Salario giusto vittoria di tutti i lavoratori»

Sul salario giusto, altra battaglia della Uil accolta dal Governo, la premier sottolinea: «Bombardieri ha ricordato che era una rivendicazione della Uil, io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori e della nazione nel suo complesso». Meloni difende il decreto Lavoro: «Abbiamo fissato nero su bianco un principio che in Italia non era mai stato riconosciuto, e cioè che la contrattazione collettiva, la contrattazione di qualità è lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione per far crescere le tutele, difendere i diritti, rafforzare le retribuzioni dei lavoratori».

«Basta soldi a pioggia»

Meloni rivendica l’ancoraggio degli incentivi al salario giusto: «Sappiamo bene che per anni lo Stato ha distribuito soldi a pioggia a tutti, anche a chi delocalizzava, a chi non rispettava le regole sulla sicurezza. Noi abbiamo anche qui, con coraggio, scelto di dire basta, perché i soldi che lo Stato distribuisce non sono soldi suoi, sono i soldi che raccoglie dalle tasse e dai sacrifici dei lavoratori di questa nazione e vanno spesi con equità, con responsabilità e con l’obiettivo di migliorare la condizione di vita delle persone nel mercato del lavoro».

Lotta ai contratti pirata

Le risorse, insomma, «devono essere destinate a chi applica contratti giusti e rispetta i diritti dei lavoratori. E tutto questo ci consente ovviamente anche di combattere quei contratti pirata che applicano condizioni sfavorevoli, quando non addirittura umilianti». Anche questa, sottolinea, è una vittoria di tutti: «Dello Stato, dei lavoratori, delle imprese, dei datori di lavoro che fanno il proprio mestiere rispettando la legge, che sono anch’essi vittima di chi applica dumping contrattuale e salariale».

Il futuro dell’Italia? «Le donne lavoratrici»

Meloni sottolinea lo «scenario incoraggiante», «con il livello più alto di sempre di tasso di occupazione, il minimo storico di tasso di disoccupazione sia generale che giovanile, la crescita dei contratti a tempo indeterminato, 1,2 milioni in più dall’inizio della legislatura, e la diminuzione dei contratti precari». Ma poi punge: «Il futuro dell’Italia, mi dispiace signori, dipende dalle donne e segnatamente dalle donne lavoratrici. E questa continuerà a essere una nostra priorità. Dopodiché, però, anche qui la questione è anche di natura culturale. Non ci dobbiamo prendere in giro. Troppi messaggi che io considero devastanti sono stati veicolati in questi anni, hanno finito per convincere molte persone che la famiglia, cioè la prima forma di welfare delle nostre società, fosse obsoleta, che i figli fossero un limite, un fardello, una scelta incompatibile con quella dell’affermazione».

Capolarato, la linea è «tolleranza zero»

Sullo sfruttamento la linea del Governo resterà una: «Tolleranza zero contro i caporali». E anche «contro le organizzazioni criminali che si nascondono troppo spesso dietro quei caporali e speculano sulla pelle delle persone. Organizzazioni criminali che molto probabilmente non sono solamente straniere, segretario Bombardieri, sono d’accordo».

L’apertura ad agevolazioni per favorire aggregazioni

Ma c’è un altro fronte su cui la premier sembra aprire. Investire in produttività, sostiene, significa anche «porsi il problema di come aiutare le imprese a crescere. Penso che sia utile ragionare insieme su un regime fiscale agevolato che favorisca le aggregazioni e la staffetta generazionale, perché io penso che essere piccoli debba essere una scelta consapevole, mentre chi intende crescere debba essere sostenuto e accompagnato nel farlo».

Patente a punti, «pronti a discutere modifiche»

La disponibilità al dialogo arriva pure sul tema della patente a punti. Se nell’attuazione «c’è qualcosa da migliorare il Governo è pronto a discuterne, come abbiamo fatto finora», mette a verbale la premier. «Noi siamo convinti che lo strumento vada potenziato e per farlo contiamo anche sul vostro lavoro e sui vostri suggerimenti. Chiaramente il ministro del Lavoro Calderone, che voglio ringraziare davvero perché è una persona di una competenza e di una capacità di lavoro straordinaria, è anche qui a vostra disposizione».

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«La mia porta sempre aperta al confronto»

La sintesi finale è chiara: «La mia porta è stata e sarà sempre aperta al confronto e alla proposta: non la penseremo sempre allo stesso modo su tutto, come è naturale che sia, come un bene che sia. Però io so che c’è una cosa sulla quale la pensiamo allo stesso modo: il lavoro non è semplicemente il corrispettivo di una prestazione, il lavoro è il riconoscimento della dignità di una persona, la dignità di chi si alza la mattina, manda avanti una famiglia, costruisce con le proprie mani, con i propri gesti il futuro di questa nazione». L’ovazione è assicurata.

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