Meloni incalza l’Europa e propone «cantiere comune per riforma radicale della burocrazia in Italia»
La premier sceglie la platea confindustriale per tuonare contro la lentezza delle decisioni Ue e i lacci alla competitività. Ets «sistema paradossale»
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«Grazie per il vostro lavoro: se l’Italia è riconosciuta come patria del bello, del buono e del ben fatto è merito vostro». Giorgia Meloni parla all’assemblea annuale di Confindustria all’indomani della “rivincita” alle amministrative, la boccata d’ossigeno post referendum che Governo e maggioranza non si aspettavano.
Agli industriali guidati da Emanuele Orsini - che sottolinea, applaudito, come «collettivamente non abbiamo fatto abbastanza» per la crescita e raccomanda di azionare «cinque leve» con coraggio, a partire da energia e sospensione Ets, per sostenere il sistema produttivo italiano - la premier consegna una proposta chiara: «Apriamo un cantiere comune per una riforma radicale della burocrazia in Italia».
Impegno senza tifoserie è possibile
Non è sfuggito a Meloni, che prendeva appunti sul suo quaderno, il passaggio più lungamente applaudito di Orsini: «I cittadini italiani capiscono le decisioni difficili, quando vengono prese con chiarezza e con responsabilità condivisa. Quello che non capiscono e che non meritano è veder trasformata ogni decisione necessaria in un campo di battaglia elettorale».
Il dibattito - concorda la presidente del Consiglio - finisce spesso in «tifoseria», «eppure in questi anni abbiamo dimostrato che un’altra strada è possibile: il metodo che abbiamo adottato rappresenta una piccola, grande rivoluzione. Anche quando si parte da posizioni diverse ci si può scoprire una squadra se si condivide lo stesso obiettivo».
E «fiducia, coraggio e responsabilità», i valori richiamati da Orsini, hanno ispirato anche gli sforzi del Governo.


