All’assemblea di Confindustria

Meloni incalza l’Europa e propone «cantiere comune per riforma radicale della burocrazia in Italia»

La premier sceglie la platea confindustriale per tuonare contro la lentezza delle decisioni Ue e i lacci alla competitività. Ets «sistema paradossale»

di Manuela Perrone

La presidente del consiglio Giorgia Meloni durante l'assemblea annuale Confindustria. (Ansa)

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

«Grazie per il vostro lavoro: se l’Italia è riconosciuta come patria del bello, del buono e del ben fatto è merito vostro». Giorgia Meloni parla all’assemblea annuale di Confindustria all’indomani della “rivincita” alle amministrative, la boccata d’ossigeno post referendum che Governo e maggioranza non si aspettavano.

Agli industriali guidati da Emanuele Orsini - che sottolinea, applaudito, come «collettivamente non abbiamo fatto abbastanza» per la crescita e raccomanda di azionare «cinque leve» con coraggio, a partire da energia e sospensione Ets, per sostenere il sistema produttivo italiano - la premier consegna una proposta chiara: «Apriamo un cantiere comune per una riforma radicale della burocrazia in Italia».

Loading...

Impegno senza tifoserie è possibile

Non è sfuggito a Meloni, che prendeva appunti sul suo quaderno, il passaggio più lungamente applaudito di Orsini: «I cittadini italiani capiscono le decisioni difficili, quando vengono prese con chiarezza e con responsabilità condivisa. Quello che non capiscono e che non meritano è veder trasformata ogni decisione necessaria in un campo di battaglia elettorale».

Il dibattito - concorda la presidente del Consiglio - finisce spesso in «tifoseria», «eppure in questi anni abbiamo dimostrato che un’altra strada è possibile: il metodo che abbiamo adottato rappresenta una piccola, grande rivoluzione. Anche quando si parte da posizioni diverse ci si può scoprire una squadra se si condivide lo stesso obiettivo».

E «fiducia, coraggio e responsabilità», i valori richiamati da Orsini, hanno ispirato anche gli sforzi del Governo.

Le sfide delle policrisi

Senza rinunciare a un ringraziamento particolare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «perché la sua presenza ricorda alla nazione intera quanto è importante il ruolo che l’industria ricopre sul fronte storico, identitario, economico e anche reputazionale», Meloni ha sottolineato quanto nell’era delle policrisi instabilità e incertezza diventano la regola e finiscano per mettere a nudo le fragilità dell’ordine globale.

L’Europa «faccia meno e meglio»

In questo quadro, secondo Meloni è apparsa «miope l’idea di un’Europa che pensava di limitare il suo ruolo a quello di piattaforma commerciale lasciando ad altri il controllo sugli snodi delle catene del valore.

Abbiamo scoperto quanto fosse suicida lasciare che il nostro destino dipendesse da scelte altrui».

Di qui le sollecitazioni: «All’Europa chiediamo che faccia meno e meglio. Chiediamo l’applicazione del principio di sussidiarietà. Chiediamo priorità sensate e velocità delle decisioni. Serve un cambio di passo sulla competitività: semplificazione e sburocratizzazione devono essere il nostro mantra».

Le misure per l’energia

Ma l’affondo contro l’Unione europea lascia il campo a una proposta concreta: l’apertura di un cantiere comune per una «riforma radicale della burocrazia in Italia».

La premier tende le mani sull’inclusione del cloud tra gli investimenti agevolati e poi passa al tema caldissimo dell’energia.

Rivendica le misure già varate dal Governo, il decreto bollette, l’impegno per rendere l’Italia «hub europeo per l’energia», il meccanismo che introduce il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas. Ribadisce che entro l’estate sarà approvata la legge delega per la ripresa del nucleare.

Ets «sistema paradossale»

Ma ritorna anche qui l’attacco all’Europa. Va superato - tuona Meloni - l’«approccio irragionevole alla transizione ecologica che ha caratterizzato la stagione del Green Deal per consegnarci a nuove dipendenze».

Sono ancora «timidi» i segnali di un cambio di passo. L’esempio citato è l’Ets: «Paradossale che finisca per gonfiare artificialmente i costi dell’energia in modo asimmetrico e creando ulteriori disparità».

Un sistema «distante dai bisogni attuali dell’industria europea», a maggior ragione in un tempo di emergenza energetica.

Flessibilità Ue giustificata da «circostanze» eccezionali

«La crisi iraniana - ripete Meloni - sta producendo effetti dirompenti sui costi per famiglie e imprese aggravando le nostre vulnerabilità. Sono circostanze che sfuggono al controllo degli Stati membri della Ue e che giustificano ampiamente l’estensione della flessibilità già concessa per le spese in sicurezza e difesa anche agli investimenti necessari a far fronte alla crisi energetica per attenuare l’impatto che la crisi energetica sta avendo su famiglie e imprese».

Le aperture su incentivi e 231

Nell’ultima parte del suo intervento la premier apre al dialogo sul riordino degli incentivi e delle tax expenditures, sulla riforma della legge 231 («perché la responsabilità di impresa non può trasformarsi in criminalizzazione d’impresa»), sulla necessità di stimolare i capitali privati rafforzando gli strumenti per accrescere gli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale 

(«Qualcosa non funziona se di 260 miliardi solamente 40 finiscono nell’economia reale italiana), sulla spinta al capitale umano e la formazione all’intelligenza artificiale.

La promessa finale: «Il Governo c’è, non aver paura»

Inevitabile in questa sede citare il piano casa e il salario giusto, gli ultimi decreti del Governo frutto anche del confronto con le imprese.

«Insieme - afferma Meloni - abbiamo tracciato una strada nuova di collaborazione e di confronto».

La conclusione è l’invito a un atto di ottimismo: le crisi si susseguono e troppe certezze si stanno sgretolando, riconosce Meloni, ma «la forza di questa nazione è una certezza che nessuno può mettere in discussione: la capacità tutta italiana di sapersi rialzare sempre. Voi lo avete insegnato a me».

La raccomandazione è a non aver paura, la promessa è netta: «Il Governo c’è e non intende indietreggiare di un solo millimetro».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti