Progetto in crisi

Merz boccia il caccia franco-tedesco: «Il Fcas non risponde alle nostre esigenze»

Il cancelliere tedesco al podcast Machtwechsel: «I francesi hanno bisogno di un jet con capacità nucleare, che possa atterrare su una portaerei», al momento, le forze armate tedesche «no». Ma poi il portavoce del Governo smussa: «Non vogliamo sciogliere la partnership». Ribadito il no di Berlino ad armi nucleari proprie

di Gianluca Di Donfrancesco

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz (EPA)

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Sul caccia franco-tedesco-spagnolo Fcas, già sull’orlo del fallimento, piovono ora anche i dubbi espliciti del cancelliere Friedrich Merz: «I francesi hanno bisogno di un jet con capacità nucleare, che possa atterrare su una portaerei», al momento, le forze armate tedesche «no».

I dubbi

Parole che suonano come la parola fine su un progetto da 100 miliardi, per lo sviluppo di una piattaforma da combattimento e ricognizione integrata droni-jet-satelliti e incardinata su un caccia stealth, rimasto però vittima delle rigidità del partner industriale francese, Dassault.

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Le affermazioni di Merz, stavolta, non sono la ricostruzione di discussioni a porte chiuse, ma una presa di posizione pubblica, consegnata al podcast Machtwechsel, online il 18 febbraio. Le perplessità toccano lo stesso concetto alla base del programma: «Tra 20 anni - si chiede il cancelliere - avremo ancora bisogno di un caccia con pilota umano?». Un dubbio pesante, per un progetto che guarda al futuro (si chiama Future combat air system). «Abbiamo la forza e la volontà di costruire due velivoli per queste due diverse esigenze? La Francia vuole solo una cosa. Se non si riuscirà a risolvere questo problema, non saremo in grado di continuare», ha chiosato Merz.

Immediata la replica di Parigi, che «rimane impegnata per il successo» del Fcas. «Le esigenze militari dei tre Stati partecipanti non sono cambiate, e includevano fin dall’inizio la deterrenza nucleare francese», recita una nota dell’Eliseo. «Data la posta in gioco per l’Europa - si legge - sarebbe incomprensibile se le divergenze industriali non potessero essere superate, soprattutto perché dobbiamo dimostrare collettivamente unità e risultati in tutti i settori dell’industria, della tecnologia e della difesa».

Parigi partner strategica

Berlino è consapevole della sensibilità di Parigi sul tema e non vuole che il caso Fcas si trasformi in uno scontro con quello che considera il principale partner strategico. Anche dopo il recente avvicinamento a Roma, con la quale restano divergenze non banali sulla linea nei confronti dell’America Maga di Donald Trump. Al di là degli alti e bassi del motore franco-tedesco, Parigi è l’unico interlocutore possibile nell’Unione Europea per un altro progetto che sta molto a cuore a Merz, quello dell’ombrello nucleare paneuropeo, con l’estensione della deterrenza francese, unica potenza atomica del continente.

Il cancelliere, che non considera più la tutela di Washington automatica e non risparmia più le critiche agli Usa, sta portando avanti colloqui riservati con Macron per rendere l’Europa meno dipendente anche sotto questo aspetto.

Lo stesso Merz ha precisato che sul Fcas, la questione non è politica, ma riguarda divergenze su esigenze tecniche. Il suo portavoce, Stefan Kornelius, ha assicurato che Berlino «non vuole sciogliere questa partnership, ma mantenerla. C’è un negoziato e attendiamo una decisione francese sul suo futuro. Ci sono sempre più segnali che questa possa essere l’intenzione». E il ministro degli Esteri, Johann Wadephul, ha ribadito che «la Francia è il nostro partner più stretto e il nostro amico più importante in Europa».

Molto si è detto sulla possibilità che, in caso di ritiro dal Fcas, la Germania possa aderire all’analogo progetto di caccia stealth sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone (il Gcap). Kornelius si è limitato ad affermare che Berlino «non specula su scenari alternativi».

Nell’intervista al podcast Machtwechsel, il cancelliere ha escluso ancora una volta la possibilità che Berlino si doti di armi nucleari proprie: «Non voglio che la Germania prenda in considerazione l’idea»

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