Met Gala 2026, ecco cosa è successo tra Bad Bunny, Katy Perry e Lady Bezos
Al Metropolitan di New York l’evento più esclusivo dell’anno: i vip hanno interpretato il tema della «Costume Art». Il sindaco Mamdani diserta
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Il Met Gala, l’evento più atteso e spettacolare del mondo della moda, ha infiammato New York con una parata di star che hanno interpretato in modo audace e creativo il tema di quest’anno: «Costume Art». Sul celebre tappeto rosso del Metropolitan Museum of Art, gli ospiti hanno sfoggiato look ambiziosi per celebrare l’inaugurazione della mostra omonima del Costume Institute, che esplora la relazione tra abito e corpo attraverso i secoli.
Tra le interpretazioni più estreme e discusse, quella del rapper portoricano Bad Bunny. L’artista trionfatore dei Grammy, giù protagonista quest’anno dell’Half Time Show di Nfl con una performance inedita, ha sorpreso tutti presentandosi in una versione artificialmente invecchiata di sé stesso, grazie a un complesso lavoro di protesi su viso e mani. Una scelta concettuale per dialogare direttamente con una delle sezioni della mostra, il «corpo che invecchia».
Altrettanto d’impatto l’arrivo di Katy Perry, che ha sfilato in incognito. La popstar ha coperto il volto con una maschera di ferro e metallo, descritta come una «riflessione letterale e simbolica che invita a considerare come la percezione degli altri possa rispecchiare il proprio mondo interno». A completare il look, un guanto a sei dita, un ironico riferimento ai sempre più comuni errori delle immagini generate dall’intelligenza artificiale.
Ha scelto di trasformarsi in un quadro vivente, invece, Lauren Sánchez Bezos, presidente onoraria della serata insieme al marito Jeff Bezos. L’ex giornalista ha indossato un abito a sirena di Schiaparelli, firmato da Daniel Roseberry, la cui ispirazione è nata da una delle opere più controverse della storia dell’arte: Madame X di John Singer Sargent. L’abito, con una profonda scollatura e un corsetto posteriore, rievocava il ritratto del 1883 attraverso una spallina-gioiello lasciata cadere intenzionalmente sulla spalla. Un dettaglio che all’epoca costò al pittore uno scandalo tale da costringerlo a ridipingere la spallina al suo posto.
Un’altra star che ha incarnato letteralmente il tema «Fashion is Art» è stata Sabrina Carpenter. La popstar ha reso omaggio al cinema indossando un abito Dior personalizzato, creato da Jonathan Anderson, realizzato interamente con strisce di pellicola cinematografica vintage del film Sabrina del 1954, con l’iconica Audrey Hepburn. Il look presentava uno scollo all’americana, uno strascico di tulle scintillante e uno spacco profondo. A impreziosire il tutto, un copricapo tempestato di gioielli in stile anni Venti che riportava il titolo Sabrina in diamanti. Per la Carpenter, questo Met Gala è stato particolarmente significativo, poiché per la prima volta ha fatto parte del comitato organizzatore dell’evento.






