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Mfe Advertising accelera in Europa: «Vendiamo a 580 milioni di cittadini»

La concessionaria del gruppo accelera sulla raccolta internazionale con accordi in 24 Paesi e prepara prodotti pubblicitari paneuropei. E sul naufragio della trattativa fra RaiWay ed Ei Towers: «Occasione persa»

L’ad di Mfe Advertising, Stefano Sala

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La notizia, più che nel mercato pubblicitario italiano che resta piatto, è nel cambio di scala. Mfe Advertising prova a spostare il baricentro dalla raccolta nazionale alla vendita paneuropea, trasformando la concessionaria in una piattaforma capace di offrire campagne su 24 Paesi. «Nel 2021 avevamo 5 Paesi più Mediaset Espana, adesso ne abbiamo 24», dice Stefano Sala, amministratore delegato di Mfe Advertising. «È una cosa che abbiamo costruito nel tempo, l’accelerazione forte l’abbiamo fatta negli ultimi 2-3 anni».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Perimetro paneuropeo

Il perimetro è quello su cui Mfe vuole giocare la partita europea della pubblicità: 6 Paesi di proprietà e 18 in concessione, con una copertura che, nelle parole di Sala, «raggiunge più di 580 milioni di cittadini europei». Il manager mette in fila i numeri: «Si parla di 310 televisioni, 775 brand digitali, 235 radio digital audio, 900 milioni di follower e 580 milioni di cittadini». Tradotto: se un investitore vuole pianificare fuori dal proprio mercato domestico, Mfe si candida a fare da sportello unico. «Se uno viene da noi e dice: voglio pianificare tutta l’Europa, noi gli mettiamo lì 580 milioni di cittadini europei».

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Accordi internazionali

Il salto dimensionale di Mfe è evidente dai numeri: ricavi proforma per 6,7 miliardi di euro, contro i 2,8 del 2025 (prima della conclusione del deal con Prosiebensat). E, parlando di pubblicità, questo salto passa anche dagli accordi internazionali. Il più rilevante è quello con Ppf, il gruppo ceco già socio nella controllata bavarese. L’accordo riguarda Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Croazia, Moldavia e Slovenia. «Parte adesso», aggiunge Sala. A questo si somma «un accordo importante per tutte le televisioni turche», che allarga ulteriormente la mappa.

Il modello è semplice, ma ambizioso: ogni concessionaria continua a vendere nel proprio Paese; Mfe vende il resto d’Europa. «Noi rappresentiamo le televisioni, tutte le stazioni radiofoniche, tutte le digital out of home, tutti i brand digitali: li vendiamo in tutta Europa ad eccezione del Paese nativo», chiarisce Sala. «Sono un cliente inglese? Il cliente inglese compra la tv inglese in Uk, ma gli altri 23 Paesi li compra da noi». Nei Paesi controllati il budget entra nei ricavi locali; negli altri Mfe incassa provvigioni.

Raccolta flat in Italia

Sul mercato italiano, invece, il tono è più prudente. Dopo un 2025 chiuso sostanzialmente in pareggio, il 2026 sconta il confronto con eventi che l’anno scorso avevano sostenuto la raccolta. «In Italia la chiusura sarà flat», precisa Sala. La televisione resta sotto pressione, nonostante le stime Upa indichino un mercato complessivo in crescita dell’1,3%. La radio va meglio del mercato, mentre il digitale corre a doppia cifra. E la connected tv diventa uno dei motori: «Il nostro business crescerà sempre di più», dice Sala, legando la spinta a connected tv, digital e international ad sales.

Due nuovi canali kids in portafoglio

All’interno della proposta pubblicitaria, la concessionaria del gruppo Mediaset avrà, per l’Italia, altre due frecce nell’arco. I due canali kids Frisbee e K2 entrano nel perimetro Mediaset, in arrivo da Warner Bros Discovery, andando a unirsi a Boing, Boing plus e Cartoonito.

Il boom del tennis (con le Atp finals)

C’è poi il tennis, nuovo verticale commerciale. Mfe Advertising ha in concessione SuperTennis, con eventi come US Open, Davis Cup e Billie Jean King Cup. «Ci stiamo posizionando in maniera molto forte sul tennis perché riteniamo sia uno sport che avrà un grande futuro e una grande audience in Italia», dice Sala. La raccolta dà già segnali, anche in vista delle Atp Finals entrate nel bouquet di Mediaset: «L’evento è a novembre, però vediamo che quasi più della metà di quello che avevamo intenzione di mettere come obiettivo di raccolta l’abbiamo già raccolto oggi». E l’offerta sarà integrata: «Di sicuro sarà un evento a 360 gradi dove anche Infinity avrà un ruolo fondamentale».

La scommessa, dunque, è doppia: difendere il mercato domestico in un anno non facile e intanto costruire una concessionaria europea. Con un obiettivo che Sala lascia intravedere: «Nei prossimi mesi avremo prodotti su scala europea, dove puoi acquistare audience certificate misurabili in simultanea in tutti i Paesi». Una visione paneuropea come trasversale, rispetto ai Paesi in cui Mfe è ora direttamente presente (Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Svizzera, Austria), la piattaforma digitale unica cui il gruppo di Cologno metterà sul mercato una piattaforma digitale unica per unificare le varie piattaforme utilizzate nei vari paesi (da Infinity a Joyn).

Pier Silvio Berlusconi: «Rai Way? Occasione persa»

Durante la serata di incontro con la stampa per la presentazione delle linee dell’offerta Mediaset per il prossimo autunno i temi trattati sono stati una pluralità, dalla politica allo sport. In questo quadro il presidente e ceo di Mfe, Pier Silvio Berlusconi, ha risposto a una specifica domanda sul naufragio delle trattative fra RaiWay ed Ei Towers (towerco che ha Mfe azionista al 40% con l’altro 60% in mano a F2i). « È stata una grande opportunità persa per il Paese», ha commentato il numero uno di Mediaset. Adesso, «stiamo valutando tutte le alternative possibili, ma è presto per parlarne. Ce ne sono varie possibilità: la prima è la crescita organica, quindi, rimetteremo la testa sul lavoro di sviluppo e sugli investimenti tecnologici. Sono sicuro - chiosa - che un’azienda che ha ottimi ritorni potrà ancora migliorare».

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