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Mfe apre alla collaborazione con Ppf su Prosiebensat. Berlusconi: «Avanti sul progetto europeo»

L’Opa sulla società tedesca è stato fra gli argomenti della serata di presentazione dei palinsesti Mediaset. In cui dall’ad Pier Silvio Berlusconi arriva l’endorsement alla premier Meloni e la valutazione fredda sullo Ius scholae. Il nodo Striscia la Notizia

PIER SILVIO BERLUSCONI

5' di lettura

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Possibile una collaborazione con Ppf su Prosiebensat. «Assolutamente sì guardando avanti. È un soggetto finanziario, forte. Ma tutto questo solo a conclusione delle Opa e a patto che sposino il nostro progetto paneuropeo. Noi puntiamo a quello, non a controllare una società tedesca». Così Pier Silvio Berlusconi, risponde a precisa domanda sulle possibili evoluzioni della partita sulla partecipata tedesca di cui il gruppo di Cologno è primo azionista sopra il 30% e la holding ceca è seconda azionista.

Entrambi i gruppi hanno lanciato un’offerta pubblica di acquisto: totalitaria quella di Mfe (5,74 euro fra cash e azioni); fino al 29,99% (alla soglia del lancio dell’Opa totalitaria obbligatoria) Ppf con 7 euro cash per azione. «Onestamente non abbiamo capito la ragione per cui si sono mossi in questo modo. Tendo anche a vederlo come un atto di rispetto nei nostri confronti. Ma non potendo confrontarci le mie sono solo supposizioni».

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«Rilancio? Tutto è possibile»

Ma quindi il rilancio è da dare per scontato? «È una delle opzioni, non la sola. Tutto è possibile» replica sul punto l’amministratore delegato e vicepresidente di Mfe-Mediaforeurope (nome che il gruppo di Cologno ha da qualche anno dato alla holding che controlla Mediaset e Mediaset Espana per poter meglio testimoniare e gestire il progetto di espansione oltreconfine).

L’espressione più ricorrente riguardo all’affaire Prosiebensat è «partita a scacchi». Del resto le carte sono coperte e anche durante la serata di presentazione dei palinsesti non si scoprono. Ma alcuni punti fermi sembrano emergere dal ragionamento del numero uno del gruppo Mediaset. Innanzitutto che non sarà una partita portata «avanti a ogni costo». Il che, precisa Pier Silvio Berlusconi, «non vuol dire che siamo rinunciatari. Tutt’altro. Nel progetto europeo ci crediamo e andremo avanti, in Germania o altrove. Ma prioritariamente in Germania». Dove Mfe ha investito, secondo calcoli fatti da analisti, 730 milioni per salire alla quota attuale. Con le banche che hanno finanziato l’operazione su Prosiebensat per 3,4 miliardi. «Non è un problema di soldi» si ripete.

L’influenza su Prosiebensat

Il tema sono le intenzioni di Ppf. Che però si trova a far fronte all’idea di Mediaset: «Non vogliamo una maggioranza di controllo - precisa Pier Silvio Berlusconi - ma avere un’influenza sufficiente per indirizzare le scelte di Prosiebensat». Qui il ragionamento si ferma e si può solo fare affidamento a interpretazioni. E uno scenario, ad esempio, potrebbe essere quello di un rilancio mini rispetto al 7 euro proposti da Ppf per salire quel tanto che basterebbe per non andare sopra il 50% (con la necessità quindi di consolidare il debito di Prosiebensat che si attesta sul miliardo e mezzo) ma per indirizzare la strategia della società anche con Ppf al 29,9%.

Non rilanciare e parlare con Ppf a conclusione dell’Opa è un altro scenario che sembra però scontrarsi con la volontà, ribadita dal numero uno di Mediaset, di «essere autonomi» nel progetto paneuropeo. Anche senza citarli, ma lo spauracchio di un altro possibile caso Vivendi con una partnership non decollata e finita per tribunali aleggia con decisione sulla vicenda.

«Non sarà un’asta al rialzo con Ppf»

«Non sarà comunque un’asta al rialzo. Noi non faremmo a gara con un soggetto come Ppf su questo». Ed è un’affermazione non da poco. Qui infatti si innesta il ragionamento sul possibile disimpegno, ma solo valorizzando quindi adeguatamente la quota e spostando il tiro su altre occasioni in Europa. «Noi guardiamo avanti, siamo fiduciosi e continuiamo a credere nel nostro progetto, investendo per crescere all’estero», ha sottolineato l’ad, ribadendo che «la volontà è andare avanti nella costruzione di questo progetto industriale per la creazione di un broadcaster europeo». Però «non possiamo dire a qualunque costo e contro ogni cosa», precisa Berlusconi, spiegando che questo «dipende da come vanno le cose. Se ci dovessimo trovare in una situazione che non ci vede tranquilli di lavorare, siamo aperti a tutto, anche a un disimpegno, ma la nostra strada è quella opposta».

Tutti scenari che si troveranno ad affrontare la prova dei fatti fra fine luglio (il 31 luglio è prevista la diffusione dei conti di Prosiebensat oltre all’assemblea straordinaria Mfe per dare l’ok a un ulteriore aumento di capitale per poter rimpolpare l’offerta) e il mese di agosto. Il 13 agosto scadono i termini delle offerte. Fino al giorno prima sarà possibile il rilancio che, in questo caso, allungherebbe di 14 giorni la scadenza e per il quale, almeno stando alle previsioni del Cfo Marco Giordani, parlando a margine con i giornalisti «non vi aspettate follie». Difficile - anzi quasi da escludere, verrebbe da dire - che Mfe si muova prima. A conclusione delle Opa poi si potrebbe aprire il ragionamento con Ppf.

Pubblicità in crescita in Italia (+2,1%)

Pur essendo un tema forte, non si è parlato solo di finanza durante la serata di presentazione dei palinsesti Mediaset per la prossima stagione. Che arriva con dati sulla pubblicità positivi: +2,1% la raccolta nel primo semestre (tutti i mezzi e non solo la Tv) in Italia. E mentre nella Penisola la raccolta avanza (+8% la radio) il segno meno fa capolino in Spagna, per un totale comunque positivo.

L’endorsement per la premier Meloni

C’è tempo anche per parlare di politica. Con la porta chiusa, ancora con maggiore convinzione rispetto al passato, rispetto a una discesa in campo perché «amo questa azienda». Anche se una postilla Pier Silvio Berlusconi non la risparmia: «Mio padre è sceso in politica a 58 anni. Io ne ho 56». Ma sembra più colore che altro, anche se i giudizi sono netti su alcune questioni politiche centrali per il momento. Giorgia Meloni? «È il miglior presidente del Consiglio in Europa. Sta agendo, bene, da primo ministro quindi mirando all’interesse generale, non della sua parte politica».

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«Ius Scholae? Non è la priorità»

Quanto allo Ius Scholae, la presa di posizione collide nei fatti con quella del leader di Forza Italia Antonio Tajani: «Sono anche d’accordo con il principio. Ma onestamente non è la priorità». Un giudizio che non va, come detto, nella stessa direzione di un partito. Che è vecchio gli viene chiesto? «Onestamente sì». Di certo c’è un centro politico, «che è una prateria e in cui Forza Italia è preponderante». Anche Matteo Renzi ambirebbe a coprire quello spazio, gli si fa notare. «Ho grande stima, ma ha perso credibilità politica».

L’evoluzione di Canale 5

Quanto all’offerta televisiva, infine, novità ci saranno su Canale 5, in ottica di «evoluzione del canale». Gianluigi Nuzzi andrà a Pomeriggio 5 al posto di Myrta Merlino «che resta nella squadra di Mediaset a disposizione se a noi o a lei verrà in mente un programma adeguato», dice l’ad. In seconda serata sbarcherà Bianca Berlinguer come anche Federico Rampini con “Risiko”, mentre Tommaso Labate, giornalista del Corriere della Sera, avrà un suo programma politico in prima serata: “Realpolitik”. Sulla rete ammiraglia c’è poi da registrare il cambiamento, storico, riguardante Striscia la Notizia. Partirà a novembre.

L’informazione e il nodo «Affari tuoi»

L’informazione - che dalla scorsa stagione è emersa nel panorama televisivo come la vera vincitrice dell’offerte televisiva in generale, non solo di Mediaset - aumenterà anche su Italia 1 con Costanza Calabrese alle prese con la docufiction a tema crime in prima serata con “Blackout” e su Rete 4 Nicola Porro arriva dopo il Tg delle 19 con “Dieci minuti”. Guanto di sfida ai “Cinque minuti” di Bruno Vespa? «Se vuole - replica sorridendo Pier Silvio Berlusconi - si può anche pensare di cambiare nome. Ma non credo ci siano problemi di questo tipo». Quanto alla Tv pubblica la stoccata arriva sull’access prime time: «Affari tuoi fa grandi ascolti, tanto di cappello. Ma mi chiedo: è giusto che la Rai, la Tv pubblica, mandi a quell’ora un gioco che non premia i concorrenti per alcuna abilità? In questo senso io lo leggo come un gioco d’azzardo».

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