Usa

Agente Ice uccide donna a Minneapolis, proteste in diverse città

Il sindaco: «Azione sconsiderata». Mamdani: «Questi raid sono crudeli e disumani». La versione di Trump: «L’agente si è difeso»

Aggiornato l’8 gennaio 2026, ore 08:25

Uccisa una donna a Minneapolis da agente Ice, le immagini

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Il giro di vite di Donald Trump contro i migranti provoca una vittima a Minneapolis. Un agente federale ha ucciso una cittadina americana di 37 anni, la moglie di un noto attivista locale, che si trovava a bordo della sua auto in una zona al centro dell’ultima operazione dell’Ice.

«L’agente temeva per la propria vita e per quelle dei suoi colleghi», ha detto una portavoce della Homeland Security, contestata da testimoni oculari che hanno ripreso un video agghiacciante: si vede un federale mascherato che spara a bruciapelo tre colpi attraverso il finestrino del Suv dopo che un altro agente aveva intimato alla vittima di lasciare la sua «fottuta auto». Mentre la ministra della Homeland Security Kristi Noem ha difeso gli agenti coinvolti e ha affermato che «è stato un atto di terrorismo interno».

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Tricia McLaughlin, la portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna, ha dichiarato in una nota che l’agente dell’Ice ha aperto il fuoco dopo che una donna avrebbe «usato il proprio veicolo come arma» nel tentativo di uccidere agenti federali.

Trump: l’agente dell’Ice ha sparato per autodifesa. Il sindaco: no, azione sconsiderata

«Ho visto il video di quanto accaduto a Minneapolis. È orribile da guardare»: l’agente dell’Ice «ha sparato in autodifesa». Lo afferma Donald Trump difendendo l’agente che ha sparato.

Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha invece criticato la sparatoria, definendola l’azione di «un agente che ha usato il proprio potere in modo sconsiderato, con il risultato che una persona è morta, è stata uccisa».

Sul tema si pronuncia anche il sindaco di New York e punto di riferimento dei Democtratici Zohran Mamdani: «Non so quello che il presidente farà ma posso dire quello che ho detto direttamente a Trump, ovvero che questi raid sono crudeli e disumani e non fanno nulla per la sicurezza pubblica. Quello che i newyorkesi vogliono è una città che è sicura, dove si sentono sicuri a uscire di casa. Continueremo a dire che questa città è a fianco dei migranti e rispetta le norme di una città santuario».

I dettagli sono ancora frammentari e nessuna delle due versioni è stata finora confermata in maniera indipendente. La deputata Ilhan Omar, una Dem e prima somalo-americana eletta alla Camera Usa - che in passato è stata nel mirino dei commenti di Donald Trump - il cui collegio include la zona della sparatoria, ha descritto la vittima come una «osservatrice legale» dell’operazione dell’Ice che da ieri ha mobilitato in città oltre 2mila agenti federali.

L’episodio ha intanto richiamato nella zona, a poco più di un chilometro dal luogo dove nel 2020 un poliziotto bianco uccise l’afro-americano George Floyd, numerosi manifestanti.

Migliaia di persone, a Chicago, New York, Detroit, San Francisco e in altre città del Paese, oltre naturalmente a Minneapolis, hanno manifestato per le strade. A Detroit, decine di persone si sono radunate davanti all’edificio dell’Ice in Michigan Avenue, nel centro della città, per protestare contro gli agenti. La protesta è stata organizzata dal Comité de Acción Comunitaria, il Comitato d’Azione Comunitaria di Detroit. L’organizzatrice principale, Kassandra Rodriguez, ha denunciato «l’abuso di potere. Credo che questa sia una cosa che non dovrebbe mai accadere ed è del tutto inaccettabile», ha affermato. «E credo che spetti alle nostre amministrazioni locali prendere una posizione dura contro una situazione del genere e non permettere all’Ice di fare quello che vuole nei nostri quartieri».

Minneapolis è l’ultimo bersaglio della campagna dell’amministrazione Trump contro l’immigrazione illegale. Tra i partecipanti all’azione c’era anche Gregory Bovino, alto funzionario della U.S. Customs and Border Patrol, noto per essere stato il volto delle operazioni di repressione anti-migranti a Los Angeles, Chicago e in altre città. «Gli agenti dell’Ice stanno provocando il caos», ha detto Frey chiedendo alle forze federali di lasciare immediatamente la città. La sparatoria segna una drammatica escalation nell’ultima di una serie di operazioni di controllo dell’immigrazione condotte nelle principali città americane. Minneapolis e la città gemella St. Paul sono in stato di allerta da quando il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha annunciato ieri l’avvio dell’operazione legata in parte ad accuse di frode che coinvolgono residenti di origine somala e che hanno indotto il governatore Tim Walz (ex candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris) a non ripresentarsi per un nuovo mandato.

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