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Migranti, Piantedosi al vertice di Monaco: return hub fuori dall’Europa e rimpatri rapidi

Il ministro dell’Interno al Migrant Summit con i responsabili dell’Interno di 18 Paesi europei e commissario Magnus Brunner. Tra le proposte italiane centri per i rimpatri fuori dallo spazio Ue sul modello Albania, contrasto agli abusi del dirittto di asilo e una disciplina più rigorosa delle Ong nel Mediterraneo

MATTEO PIANTEDOSI MINISTRO INTERNI IMAGOECONOMICA

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L’Italia rilancia in Europa la linea sui rimpatri dei migranti irregolari e punta sulla realizzazione di return hub e centri per i rimpatri al di fuori dello spazio europeo, prendendo come riferimento il modello sviluppato con l’Albania. È uno dei quattro punti portati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Migration Summit in corso a Monaco di Baviera.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Piantedosi ha partecipato al vertice su invito dell’omologo tedesco Alexander Dobrindt, insieme ai ministri dell’Interno di 18 Paesi europei e al commissario Magnus Brunner. Al centro dell’intervento del titolare del Viminale la politica europea sull’immigrazione, dalle procedure di frontiera ai rimpatri, fino al diritto d’asilo e alla gestione dei flussi nel Mediterraneo.

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Rimpatri più rapidi e procedure di frontiera

Il primo punto indicato da Piantedosi riguarda lo sforzo compiuto dall’Italia per la prima attuazione del Patto Migrazione e Asilo e la necessità, secondo il ministro, di mettere a disposizione degli Stati membri strumenti ancora più incisivi. L’obiettivo è rendere più efficaci le procedure accelerate di frontiera e consentire l’espulsione più rapida dei migranti irregolari.

Un secondo fronte riguarda il diritto d’asilo. Piantedosi ha chiesto iniziative per contrastarne gli abusi, sostenendo che non possa essere utilizzato strumentalmente come leva per entrare illegalmente in Europa.

Return hub fuori dall’Europa sul modello Albania

La proposta italiana torna poi sui return hub, i centri destinati ai rimpatri da realizzare fuori dallo spazio europeo. Piantedosi li indica, insieme ai centri per i rimpatri esterni all’Europa e sul modello di quanto fatto dall’Italia con l’Albania, come strumenti in grado di esercitare una funzione di deterrenza rispetto alle partenze illegali.

Il quarto punto affrontato dal ministro riguarda la prevenzione dei viaggi pericolosi in mare. Per Piantedosi questo obiettivo passa anche attraverso una disciplina più rigorosa dell’azione delle Ong nel Mediterraneo, che il ministro considera spesso incontrollata e, in molti casi, capace di incoraggiare di fatto l’attività dei trafficanti e la migrazione irregolare.

Gli incontri bilaterali a Monaco

A margine dei lavori del Migration Summit, Piantedosi ha avuto colloqui con gli omologhi di Irlanda, attuale presidenza di turno dell’Unione europea, Austria, Grecia, Regno Unito, Svizzera e Lituania, che assumerà la prossima presidenza di turno dell’Ue.

Riproduzione riservata ©
  • Ivan Cimmarustigiornalista

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Sicurezza, giudiziaria, inchieste, giustizia tributaria

    Premi: Nel 2011 tra i vincitori del Premio Internazionale Antimafia Livatino-Saetta

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