Politiche Gender

Minori con disforia di genere, il governo istituisce un registro su prescrizioni e dati dei pazienti

Al via presso Aifa la banca dati sui farmaci per bloccare la pubertà e sugli ormoni mascolinizzanti e femminilizzati ma anche sulle informazioni relative a salute mentale e fisica dei giovani che andranno diagnosticati équipe multidisciplinari

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Non è uno stop a farmaci e ormoni per minori con disforia di genere ma è di certo un “giro di vite”, quello dettato dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri su proposta di Eugenia Roccella (Famiglia e Natalità) e Orazio Schillaci (Salute).

A spiegare la ratio del provvedimento, una nota del ministero per la Famiglia, la Natalità e le pari opportunità: “Alla luce delle attuali disposizioni dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e del parere del Comitato nazionale per la Bioetica (Cnb) - si legge -, e in considerazione del dibattito sviluppatosi in materia a livello internazionale e della insufficienza e disomogeneità dei dati sui trattamenti per disforia di genere nei minori sul territorio nazionale italiano – che ha portato all’istituzione di un tavolo tecnico i cui lavori sono ancora in corso - il disegno di legge introduce disposizioni per un efficace monitoraggio dei dati e per la tutela della salute dei minori”.

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Il registro Aifa

Nel testo in tre articoli e con clausola di invarianza finanziaria si dispone l’attivazione presso l’Agenzia italiana del farmaco di un registro per la prescrizione e la dispensazione dei medicinali che come la triptorelina - oggi a carico del Servizio sanitario nazionale in modalità off label - hanno l’effetto di bloccare la pubertà e anche degli ormoni mascolinizzanti e femminilizzanti.

Tutti questi prodotti potranno in ogni caso essere erogati solo dalla farmacia ospedaliera. L’Aifa avrà novanta giorni a disposizione dall’entrata in vigore della legge: l’obiettivo dichiarato del registro è “monitorare il corretto utilizzo del farmaco”, tenendo conto delle specifiche indicazioni che il ministero della Salute è chiamato a predisporre entro trenta giorni dall’operatività della legge.

Più di un registro

Non solo: il registro dovrà “contenere almeno elementi e informazioni in ordine al processo decisionale di prescrizione dei farmaci e degli ormoni”, inclusi gli esiti “documentati dei precedenti percorsi psicologici, psicoterapeutici ed eventualmente psichiatrici, le eventuali comorbidità diagnosticate, il monitoraggio clinico e il follow up”. Tutti dati di cui si terrà conto nel rapporto che Aifa è chiamata a trasmettere al ministero della Salute ogni sei mesi.

La diagnosi prima di tutto

A monte dell’intero processo di somministrazione di farmaci e ormoni ai minori, la necessaria diagnosi di disforia di genere da affidare a un’équipe multidisciplinare e che potrà avvenire sulla base di esiti documentati dei precedenti percorsi psicologici, psicoterapeutici ed eventualmente psichiatrici, nel rispetto di protocolli adottati dal ministero della salute e previa acquisizione del consenso informato. In attesa di quei protocolli, la somministrazione dei farmaci potrà avvenire solo con l’assenso del comitato etico a valenza nazionale pediatrico.

Il Tavolo tecnico permanente

Entro sessanta giorni dall’adozione della legge, sarà istituito presso il ministero della Salute un Tavolo tecnico a cui è affidata la valutazione del rapporto semestrale redatto dall’Agenzia del farmaco. Sette i componenti: un rappresentante del ministero della Salute, uno dell’autorità politica delegata per la famiglia, tre esperti nominati dal ministro della Salute e due esperti nominati dall’autorità politica per la famiglia. Una relazione sui dati raccolti sarà trasmessa al Parlamento ogni tre anni dal ministero della Salute.

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