Missione Artemis, l’anno 2026 apre la via all’economia lunare
Dal 6 febbraio è previsto il lancio di Nasa ed Esa. Pesano i ritardi di SpaceShip, il vettore di SpaceX
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
Si ritorna sulla Luna nel 2026, e anche alla grande. Intanto Nasa, con Esa e tanti altri partner fanno ripartire il programma Artemis: si andrà attorno al nostro satellite naturale con la missione Artemis II, più volte rinviata, che porterà quattro astronauti per la prima volta dopo oltre 50 anni a sfiorare il suolo lunare. Potrebbe essere lanciata dal 6 febbraio in avanti, fino ad aprile inoltrato.
Durante tutto l’anno sarà comunque un susseguirsi di allunaggi da parte di operatori privati, Jeff Bezos in testa con il suo lander Blue Moon, che tenteranno di arrivare sia nella faccia che vediamo noi dalla Terra che dall’altra parte, dove finora solo la Cina è riuscita ad allunare, nel 2019.
Dieci giorni di missione
La missione Artemis II durerà una decina di giorni e porterà gli astronauti più lontano nello spazio di qualunque missione Apollo. L’equipaggio comprende il comandante della Nasa Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch. A bordo sarà presente anche un secondo specialista di missione, Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese.
Sembra forse un bel po’ frustrante, specie per gli astronauti che si sono preparati in intensi e faticosi mesi, il dover arrivare fin là, guardare la Luna dal finestrino, quasi fossero turisti spaziali, e poi tornare indietro sulla Terra, ma la missione è un passo fondamentale, come lo fu quella analoga per il programma Apollo, per testare tutto il sistema e i mezzi prima della discesa vera e propria al suolo.
Non solo una sbarco: andare sulla Luna per restarci
Bisogna comunque ricordare che Artemis è un programma del tutto diverso dal glorioso Apollo degli anni ’70 del secolo scorso. Questa volta, infatti, si tratta di aprire la strada al ritorno sulla Luna per restarci, costruire abitazioni, strade, laboratori, piste di atterraggio e decollo e perfino di aprire miniere per estrarre materiali preziosi per le tecnologie terrestri. Far partire in somma una vera e propria economia lunare aperta sempre più ai privati e capace di autosostenersi.





