Mobilità dei talenti, frenano le carriere internazionali (-11,6%)
Nel 2025 in Eu guadagnano quote Francia e Spagna. L’Italia resiste. A livello globale il Canada perde appeal. Salgono i consensi dell’Arabia Saudita
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Il talento si muove sempre meno e quando lo fa opta per un numero sempre più ristretto di destinazioni. È il quadro che emerge scorrendo i numeri del nuovo BCG Top Talent Tracker 2026 di Boston Consulting Group (BCG), che ha analizzato i dati sulla mobilità di 221 milioni di professionisti, in oltre 200 destinazioni nel mondo segnalando una evidente riduzione del trend della mobilità internazionale dei professionisti altamente qualificati nel 2025. I trasferimenti cross-border si sono ridotti da 3,7 a 3,3 milioni, ovvero circa 430mila persone in meno rispetto all’anno precedente. Questo significa che, dopo anni di crescita, la mobilità dei talenti qualificati si è contratta dell’11,6%, con il calo più marcato proprio in quegli ambiti dove conta di più, ovvero ricerca (-19%), Stem (-13%) e AI (-12%).
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Le figure
L’analisi segmenta questi professionisti in quattro categorie di “talenti”: specializzati (coloro che possiedono almeno una laurea), Stem, AI e la categoria dei ricercatori (con un dottorato). E se a livello generale l’andamento dei numeri è quello della flessione, nel dettaglio emerge che la competizione per chi si sposta si intensifica, in particolare nel caso di talenti AI. Si tratta di un fenomeno non casuale, anzi per certi quasi scontato, dal momento che l’indagine rileva come le aziende che attraggono più talenti globali nei ruoli di leadership generano un punto percentuale in più di valore per gli azionisti ogni anno.
La mappa
Ma a mutare non sono solo i numeri, sono cambiate anche le rotte di questo fenomeno. «Sul piano europeo - spiega infatti il report - il quadro si divide in due: Francia e Spagna guadagnano quota in tutte le categorie monitorate, distinguendosi tra i pari europei, mentre le flessioni più marcate si registrano in Germania (-13,7%), Paesi Bassi (-15,2%), Polonia (-20,9%) e Portogallo (-21,3%). Nonostante il calo delle figure qualificate, la Germania si posiziona al terzo posto a livello globale come destinazione per i talenti della ricerca, con diversi hub anglofoni a cedere terreno al continente su questo fronte».
L’Italia
A sorpresa il nostro Paese mostra un miglioramento per quanto riguarda la sua capacità di trattenere i talenti, quelli in uscita sono infatti diminuiti più rapidamente degli ingressi (-12,7% contro -9,8%), il che significa che nel 2025 si sono trasferiti all’estero meno professionisti qualificati rispetto all’anno precedente.
Quanto alle singole figure, il nostro Paese si rivela un esportatore netto di talenti AI: 6.102 professionisti AI arrivati nel 2025 contro 6.300 partiti, una perdita netta di circa 200 persone. Ma dove puntano i talenti italiani? Gli Stati Uniti sono la destinazione principale (11.136 talenti qualificati, 750 specialisti AI, 582 ricercatori), seguiti da Spagna (6.625), Francia (4.610), Germania (4.092), Svizzera (3.862) e Regno Unito (3.653).







