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Mondiali 2026, la partita che ha «mosso» Internet non è stata la finale

Secondo i dati Cloudflare la rete si è sincronizzata con il calcio: traffico raddoppiato nelle notti, smartphone riaccesi anche per una pausa di tre minuti e scommesse online ogni giorno

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Non la finale vinta dalla Spagna e nemmeno una delle due semifinali: la partita che ha mosso di più Internet durante i Mondiali 2026 è stata Argentina-Svizzera, quarto di finale dell’11 luglio terminato 3-1 per l’Albiceleste. Lo dice lo studio di Cloudflare, ente che gestisce oltre il 20% del traffico web a livello globale.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Durante Argentina-Svizzera il traffico si è discostato dai livelli abituali di circa il 26%, più del 21% registrato durante la semifinale Francia-Spagna. Mosso, però, non significa necessariamente aumentato: il traffico può salire perché gli spettatori seguono la partita in streaming oppure diminuire perché spengono lo smartphone e si concentrano sul televisore. L’analisi ha considerato entrambe le direzioni, misurando quanto l’attività online si allontanasse dalla normalità durante le due ore successive al calcio d’inizio.

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Il fuso orario nordamericano

Per ogni Paese, Cloudflare ha confrontato l’attività web minuto per minuto con la mediana registrata nelle quattro settimane precedenti e un fattore fondamentale di scostamento è stato l’orario di gioco.

Quando il calcio d’inizio cadeva tra mezzanotte e le otto del mattino si è verificata una grande variazione: erano ore normalmente povere di traffico, durante le quali è bastato che una parte dei tifosi rimanesse sveglia per modificare sensibilmente i dati nazionali.

Quando la Bosnia-Erzegovina ha giocato alle due di notte, il traffico ha superato in alcuni momenti il doppio del livello normale. Durante le partite serali della stessa nazionale è accaduto il contrario: l’attività è scesa fino a circa il 70% dei valori abituali, mentre gli spettatori mettevano da parte gli altri dispositivi.

Tre minuti per tornare allo smartphone

Nella maggioranza dei Paesi il traffico è cresciuto molto durante l’intervallo e le pause per l’idratazione, seguendo uno schema: appena il gioco si interrompe gli spettatori riprendono in mano lo smartphone e le connessioni crescono; quando la partita ricomincia, la curva scende. In alcuni casi sono sufficienti tre minuti di pausa per produrre un picco misurabile.

In una minoranza di Paesi accade tuttavia il contrario. In Algeria, Tunisia, Giordania, Egitto e Repubblica Democratica del Congo lo streaming è largamente diffuso come mezzo per guardare le partite e questo genera traffico web che non è distinguibile da quello degli smartphone.

L’Argentina prima anche nel traffico

La nazionale con la maggiore capacità di modificare l’attività online è stata l’Argentina, in grado di spostare del 17% il traffico mediano del Paese. Seguono Francia, Spagna, Norvegia, Brasile, Portogallo e Marocco.

Ogni turno a eliminazione diretta poteva essere l’ultima partita mondiale di Lionel Messi, alla sua sesta partecipazione, e anche la finale contro la Spagna ha lasciato un segno su Internet con 20 punti percentuali in più di traffico.

Le scommesse perdono il weekend

Il calendario allargato ha modificato anche il traffico commerciale. Prima del torneo il collegamento a siti di gioco e scommesse seguiva un trend settimanale, con picchi durante i fine settimana. A partire da giovedì 11 giugno, data della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, sono invece iniziate le richieste e con incontri disputati quasi ogni giorno, il profilo si è appiattito ed è diventato più costante.

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