Balogun caso politico. Trump: «Rimediato a ingiustizia». Protesta Uefa. Respinto ricorso Belgio
La Fifa sospende la squalifica dell’attaccante Usa. Trump, dopo aver esultato su Truth, ammette di aver chiamato Infantino, che a sua volta parla di decisione di un organismo indipendente. Dalla Uefa e della Ue forti proteste
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L’ottavo di finale tra Stati Uniti e Belgio, in programma a Seattle (alle 2 italiane), è diventato un caso politico a livello mondiale. La Fifa ha infatti preso una decisione destinata a far discutere: la squalifica di una giornata inflitta a Folarin Balogun è stata sospesa con la condizionale per un anno, consentendo all’attaccante statunitense di essere regolarmente a disposizione del commissario tecnico Mauricio Pochettino.
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Una scelta senza precedenti nella storia recente della Coppa del Mondo e che ha immediatamente provocato reazioni opposte sulle due sponde dell’Atlantico: entusiasmo negli Stati Uniti, indignazione in Europa.
La confessione di Trump
Il caso è montato ora dopo ora finché lo stesso presidente Usa Donald Trump ha confermato di aver parlato con Gianni Infantino a proposito del cartellino rosso a Folarin Balogun. «Sì l’ho fatto. Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati. L’arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere. Sono una persona a cui piace lo sport e quello non era un fallo. Ho chiesto una revisione a un uomo che è molto rispettato. Non gli ho detto cosa fare, non è stato lui a prendere la decisione. E’ stato un comitato a farlo. E’ stata una decisione brillante. Se Folarin Balogun fosse rimasto “fuori” dalla partita di stasera contro il Belgio, il match sarebbe stato truccato, come le elezioni».
Le proteste in Europa
«Molti tifosi di calcio, inclusi ex giocatori, si sono già espressi in merito alla sospensione della squalifica di Balogun. Da tifoso anche io credo che sia una decisione sbagliata», ha scritto in un post su X il Commissario Ue allo Sport Glenn Micallef. «Detto questo, sono sempre stato chiaro: le decisioni sulle regole sportive e le questioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici. Influenzare le decisioni sportive minerebbe l’autonomia dello sport. Il nostro focus dovrebbe essere rivolto invece alle vere sfide di governance che deve affrontare lo sport, incluso la politicizzazione dello sport per scopi politici».
La Fifa «ha passato una linea rossa», ha affermato in una nota la Uefa, denunciando una decisione «senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile. Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono il fondamento di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte, le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso, non è così. Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è in pericolo e la credibilità di una competizione viene minata».


