Credito

Mps, nel trimestre utili a quota 521 milioni

Il ceo Lovaglio: «L’incertezza è alle spalle, avanti nell’integrazione con Mediobanca». La quota Generali rimarrà sotto la nuova Piazzetta Cuccia

di L. D.

(FILE) A file photo dated 23 March 2016 shows Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS or MPS) headquarters in Piazza Salimbeni, in Siena, Italy. According to media reports on 09 December 2016, the European Central Bank (ECB) has rejected Monte dei Paschi's request for more time to raise capital.  ANSA/MATTIA SEDDA EPA

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Mps chiude il primo trimestre 2026 con un utile netto di 521 milioni di euro, lievemente superiore ai 511 milioni attesi dagli analisti. Il risultato mostra un progresso rispetto ai 413 milioni contabilizzati nel primo trimestre 2025, quando il Monte non consolidava ancora Mediobanca, ma risulta in calo rispetto ai 692 milioni registrati su base pro-forma, ipotizzando l’inclusione di Piazzetta Cuccia già nel perimetro dello scorso anno.

L’utile, spiega una nota, «è sostenuto dalla crescita a doppia cifra della performance operativa» mentre, nel confronto su base pro-forma, «non beneficia di effetti positivi delle imposte». L’utile ante imposte sale infatti a 911 milioni, in crescita del 6,7% anno su anno e del 15,6% rispetto al quarto trimestre.

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Nel trimestre ricavi in crescita

Al di là dell’ultima riga di bilancio, che è stata penalizzato dal diverso trattamento fiscale e dagli effetti contabili legati all’integrazione (il gruppo torna a pagare imposte sul trimestre per 294 milioni, mentre nel 2025 beneficiava degli effetti positivi legati alle DTA), il trimestre evidenzia una buona tenuta operativa: i ricavi salgono a 1,96 miliardi, in aumento del 2,9% anno su anno pro-forma e del 3% rispetto al trimestre precedente, sostenuti dal margine di interesse, in crescita dell’1,9% su base trimestrale, e dalle commissioni, in progresso del 2,8%.

In accelerazione anche la componente wealth management e advisory, +7,6%, mentre il risultato operativo netto raggiunge 947 milioni, con un incremento del 3,4% su base annua pro-forma e del 9,5% trimestre su trimestre. Sul fronte dell’efficienza, il cost/income scende al 44%, tre punti in meno rispetto al trimestre precedente, mentre il costo del rischio resta sotto controllo a 42 punti base.

Il ceo Lovaglio: «L’incertezza è alle spalle, avanti nell’integrazione con Mediobanca»

«Il messaggio è semplice, l’incertezza è alle spalle, ora l’attenzione è sull’esecuzione strategica» con «l’integrazione con Mediobanca che rimane centrale», ha detto l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, in conference call. «Dopo un trimestre forte» Mps entra «nella fase successiva con una governance pienamente consolidata, priorità allineate e una forte orientamento al raggiungimento degli obiettivi». Il nuovo cda «garantisce la continuità della leadership, rafforzando al tempo stesso le nostre competenze e le capacità operative».

«La dinamica del business è in linea con la traiettoria strategica delineata nel piano industriale 2026-2030, mentre prosegue il processo di integrazione con Mediobanca, per completare la riorganizzazione nelle cinque aree di attività del gruppo ed accelerare la creazione di valore per tutti gli stakeholder», spiega la banca nella nota della trimestrale.

«Confermate le sinergie di 700 milioni»

Il manager ribadisce il target delle sinergie legate alla fusione. «Confermiamo i target di 700 milioni di sinergie» per l’integrazione con Mediobanca «entro il 2028». Di queste, «il 30% delle sinergie previste sono già garantite per il 2026, sostenute da monitoraggio ed esecuzione rigorosi», aggiunge il banchiere.

«Generali? “Nice to have”, la quota rimarrà sotto Mediobanca»

L’integrazione tra Mps e Mediobanca prevede «l’incorporazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier in Banca Widiba, che adotterà una nuova denominazione sociale che includerà anche il marchio Mediobanca» mentre «la partecipazione azionaria detenuta in Assicurazioni Generali sarà in capo alla nuova ’Mediobanca S.p.A’ », sottolinea l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, in conference call con gli analisti.

Il messaggio rivolto al mercato è chiaro ed è in sintonia con quello già evidenziato in passato. «Generali è qualcosa di bello da avere, una fonte di ricavi su cui contiamo e ci offre altre opportunità dal punto di vista delle partnership operative. E’ ovvio che consideriamo tutte le opportunità che si possono presentare sul mercato in termini di offerta di prodotto e partnership, quello che è importante è la creazione di valore, l’offerta ai nostri clienti del miglior mix di prodotti e la generazione di risultati sostenibili».

Il banchiere si sfila infine da ipotesi legate a possibili accelerazioni nel risiko. «Vogliamo concentrarci sul completamento dell’operazione (con Mediobanca, ndr) garantendo che le sinergie si realizzino e che superino gli obiettivi che ci eravamo posti. Nella fase attuale ci stiamo concentrando esclusivamente sulle promesse fatte al mercato».

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