Multe stradali, il 28,4% non paga
Al Sud buco del 48,2%, sfuma anch il 13,7% dell’Imu e il 30,4% della Tari. Avvisi anticipati e riorganizzazioni per migliorare
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I punti chiave
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Ogni tre multe stradali irrogate dai Comuni, una passa direttamente dallo stato solido del verbale a quello gassoso dell’evasione, senza transitare dalla condizione liquida del pagamento. Al Nord l’evaporazione è un po’ meno frequente, ma coinvolge comunque circa il 25% delle sanzioni. Ma il fenomeno si fa endemico nel Mezzogiorno, dove è il 48,2% delle multe a rimanere confinata nella teoria contabile dell’accertamento senza sfondare mai nella realtà operativa dei pagamenti, fissando al 28,4% la media nazionale di questa forma di evasione da riscossione.
Entrate che zoppicano
Nelle multe si incontra solo la versione più profonda di un fenomeno che investe anche le altre entrate comunali: e che ogni anno fa sparire in media anche il 7,6% dell’Imu, il 15,9% della tariffa rifiuti e il 17% del canone unico patrimoniale, che ha fuso le vecchie entrate per la pubblicità e l’occupazione di suolo pubblico.
Il progetto
A mettere in fila le cifre sono gli stessi Comuni, in un’indagine realizzata dall’Ifel nell’ambito del Progetto riscossione che in collaborazione con Anacap (i concessionari privati della riscossione), Aspel (le società pubbliche del settore) e Gruppo 24 Ore ha proposto anche uno «studio di settore» sulle entrate locali per capire quel che funziona e quel che va migliorato nella macchina degli incassi territoriali.
Perché i primi a essere preoccupati per gli accertamenti che non riescono ad assumere la forma di entrate reali sono gli amministratori locali, alle prese con bilanci che vedono gonfiarsi le spese per la spinta di fattori incomprimibili come i rinnovi contrattuali o le ricadute dell’inflazione mentre la colonna delle entrate è irrigidita da una leva fiscale arrivata ormai da anni ai massimi.
Uno scenario del genere rende i mancati incassi parenti stretti delle crisi finanziarie, come mostra la quasi perfetta sovrapposizione fra la geografia dei buchi nella riscossione e quella di dissesti, pre-dissesti e deficit strutturali. E con queste premesse il recupero dell’evasione può offrire quell’ossigeno che non riesce ad arrivare da altre vie, e può attenuare la manovra sotterranea rappresentata dal fondo crediti di dubbia esigibilità, l’accantonamento obbligatorio proporzionale alle mancate riscossioni che ormai congela nei bilanci locali più di 6 miliardi.








