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Musica live, ogni tappa di un tour musicale diversa grazie all’intelligenza artificiale

Il concerto di Jovanotti del 25 aprile a Roma è stato un chiaro esempio di come l’intelligenza artificiale possa trasformare il mondo della musica live.

di Gabriele Amante

3' di lettura

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Il concerto di Jovanotti del 25 aprile a Roma è stato un chiaro esempio di come l’intelligenza artificiale possa trasformare il mondo della musica live. Durante l’esibizione al Palazzetto dello Sport, Jovanotti ha utilizzato la tecnologia IA per creare un’esperienza visiva unica, che si adattava in tempo reale alla musica e al pubblico. Ogni brano del concerto ha avuto il suo “effetto speciale”, con l’aspetto della band che cambiava in base alla canzone: da danzatrici indiane a musicisti messicani durante l’ombellico del mondo, o Jovanotti che assumeva l’aspetto di Elvis e David Bowie durante “I Love You Baby”.

Ma non è solo una questione di effetti visivi: la vera innovazione è nell’uso dell’intelligenza artificiale per creare un’esperienza live totalmente dinamica. Jovanotti ha sfruttato l’IA durante la maggior parte dei brani, rendendo ogni esibizione unica. Durante il concerto, ha anche rivelato di aver usato ChatGPT, chiedendo quale fossero le 5 parole più utilizzate nelle sue canzoni, dando vita a una parte del concerto in cui l’IA ha interagito con il pubblico in modo sorprendente.

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L’uso dell’intelligenza artificiale, in grado di adattarsi alla musica e all’ambiente in tempo reale, segna un passo importante nel futuro della musica live. Non solo i visual diventano più coinvolgenti, ma l’esperienza del pubblico si arricchisce, creando concerti che non sono mai uguali a se stessi.

Dalla tecnologia visiva all’Ai: l’evoluzione dei concerti

Dagli anni ’90, l’uso di schermi LED ha trasformato le performance live, rendendo la parte visiva un elemento imprescindibile. Lo ZooTV Tour degli U2 ha inaugurato l’uso massiccio dei megaschermi, una tendenza che oggi è più forte che mai, con eventi come il Festival di Sanremo e l’Eurovision che danno sempre più peso alla scenografia. Un caso emblematico è la Sphere di Las Vegas, che offre un’esperienza visiva immersiva senza precedenti.

Tuttavia, sincronizzare musica e visual è una sfida. Ogni concerto ripropone la stessa scaletta, ma ogni esecuzione è diversa. La regia deve adattarsi in tempo reale alle sfumature della performance, costringendo gli artisti a eseguire le stesse versioni delle canzoni per garantire una perfetta sincronizzazione con i video. Questo può limitare l’improvvisazione e rendere ripetitiva l’esperienza del pubblico.

Ai e concerti: creazione di esperienze uniche in tempo reale

L’intelligenza artificiale potrebbe risolvere questo problema, creando visual personalizzati per ogni data di un tour. Sensori audio possono catturare il suono della band e del pubblico, mentre telecamere analizzano i movimenti sul palco e nell’arena. Un modello di machine learning elabora questi dati in tempo reale, modificando colori, effetti e transizioni visive in base all’energia della performance.

Il rumore del pubblico, la velocità della musica e persino il luogo in cui si tiene l’esibizione diventano input per l’IA, che genera scenografie diverse ogni sera, rendendo ogni tappa del tour unica. Inoltre, l’IA potrebbe alleggerire il lavoro dei grafici e dei tecnici, che spesso devono creare contenuti visivi in anticipo. Se alimentata con dati raccolti durante le prove, potrebbe generare effetti spettacolari in modo rapido ed efficiente.

Un ulteriore passo in avanti potrebbe essere l’integrazione dell’IA con la realtà aumentata. I fan, tramite app o dispositivi AR, potrebbero personalizzare l’esperienza visiva, scegliendo effetti o influenzando in tempo reale alcuni elementi scenici. Alcuni artisti stanno già sperimentando queste tecnologie: gli U2 con la Sphere, Björk con visual generati dall’IA e i Kraftwerk con spettacoli interattivi.

Il futuro della musica live è nell’unicità

L’intelligenza artificiale potrebbe rivoluzionare i concerti, rendendo ogni serata un evento irripetibile. Oltre ad amplificare il suono e gli effetti visivi, permetterebbe agli artisti di sperimentare nuove forme di interazione con il pubblico. La tecnologia, se usata con creatività, potrebbe mantenere intatta l’autenticità della musica dal vivo, offrendo esperienze sempre nuove e coinvolgenti.

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