Mutti apre la campagna del pomodoro con vendite in crescita del 5%
In aumento anche le esportazioni ormai oltre il 60% del fatturato. L’azienda conserviera ha ottenuto la restituzione parziale dei dazi dall’amministrazione Usa
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Si avvia alla nuova campagna di raccolta e lavorazione del pomodoro forte di risultati di mercato positivi Francesco Mutti, amministratore delegato dell’azienda conserviera ormai tra i leader non solo italiani del settore. Nonostante i dazi e le criticità geopolitiche Mutti ha messo a segno nei primi mesi dell’anno una crescita delle vendite del 5% che segue la crescita del 10% registrata nel 2025 con un giro d’affari arrivato a quota 777 milioni di euro.
Chiedilo al Sole
Vendite a +5% mentre l’export ha superato il 60% del fatturato
«Anche l’export procede bene – spiega Mutti – siamo presenti in 105-106 mercati e tutti mostrano crescite positive tanto che abbiamo superato la soglia del 60% del fatturato realizzato all’estero. Bene l’Europa trainata da Regno Unito e Germania (paese nel quale siamo in lotta per la leadership di mercato). Stiamo crescendo nell’Est europeo dove abbiamo aperto una filiale in Polonia. Ma stiamo andando bene anche in geografie quali Australia e Stati Uniti. Negli Usa siamo tra i primi brand e l’azienda che cresce di più».
Tra le poche aziende a ottenere la restituzione parziale dei dazi
Negli Usa Mutti vanta anche un altro “primato”. “Siamo tra i pochi – spiega l’amministratore delegato – che hanno ottenuto una restituzione, parziale, dei dazi. Dopo la sentenza della Corte Suprema che ha bocciato l’innalzamento dei dazi dall’11 al 15% ci hanno restituito quei 4 punti percentuali di dazio pagati in più. Ma rischia di restare un risultato simbolico perché è in discussione un nuovo innalzamento delle tariffe di un ulteriore 10% che finirebbe per vanificare anche la restituzione».
Secondo l’ad i principali problemi sui mercati internazionali non riguardano solo i dazi ma soprattutto il clima di incertezza che sta facendo lievitare i costi di produzione a partire da quelli energetici e dei trasporti.
Previsti 100 milioni di investimento in quattro anni
L’azienda conserviera nella prima parte dell’anno è stata impegnata in un cambio del sistema informatico. Scelta che rientra, insieme con una serie di interventi di efficientamento del processo produttivo, nei 100 milioni di euro di investimenti stanziati su un orizzonte di quattro anni.








