Energia rinnovabile

Napoli, fotovoltaico invisibile per Capodimonte

Realizzato un intervento di restauro ed efficientamento energetico da 45 milioni: primo esempio in Italia autorizzato dalla Soprintendenza su un museo

di Vera Viola

La Reggia di Capodimonte su cui sono stati installati pannelli fotovoltaici invisibili

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

La Reggia di Capodimonte a Napoli diventa museo modello per efficienza energetica e adozione di nuove tecnologie. E’ stato infatti realizzato un intervento di riqualificazione energetica, autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, restauro architettonico, creando anche nuovi spazi funzionali per i visitatori.

A due anni dall’annuncio di avvio dei lavori, il taglio del nastro. L’intervento è stato realizzato da Engie, operatore nel settore dell’energia, e si tratta di un primo esempio di partenariato pubblico-privato attivato dal ministero della Cultura per la riqualificazione di un museo autonomo. Un modello innovativo, sviluppato con lo strumento del project financing, per un valore complessivo di 45,7 milioni, suddiviso tra contributo pubblico di 22,2 milioni e investimento privato di 23,5 milioni.

Loading...

Dice Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte: «Grazie alla tecnologia fotovoltaica installata sui tetti e all’illuminotecnica led a bassissimo consumo, Capodimonte compie un balzo in avanti nella classifica museale dell’efficientamento energetico: da una delle ultime posizioni è diventato faro e modello. Questi lavori ci auguriamo siano l’inizio di una serie».

Il progetto ha dato vita a una profonda rigenerazione del complesso. Sul tetto della Reggia è stato realizzato un impianto fotovoltaico completamente invisibile, sviluppato nel pieno rispetto del contesto storico e autorizzato come progetto pilota dalla Soprintendenza. Composto da circa 4.500 pannelli, l’impianto produce ogni anno circa 800 MWh di energia pulita ed è supportato da un sistema di trigenerazione che ottimizza l’utilizzo dell’energia. Grazie a queste soluzioni, il museo è oggi in grado di autoprodurre circa il 90% del proprio fabbisogno energetico. Nel complesso, gli interventi hanno consentito di raggiungere un risparmio energetico superiore al 50% e una riduzione delle emissioni di circa 1.700 tonnellate di CO2, pari all’effetto della piantumazione di 20.000 alberi.

«La collaborazione avviata con il Museo e Real Bosco di Capodimonte segna un passaggio importante nel rapporto tra innovazione energetica e tutela del patrimonio artistico e culturale italiano. È la dimostrazione di come sia possibile coniugare rispetto della storia, sviluppo culturale e modernizzazione intelligente, oltre che sostenibile _ precisa Monica Iacono, ceo di Engie Italia _ In un contesto energetico sempre più complesso, è importante affiancare anche le pubbliche amministrazioni».

Attenzione è stata dedicata al comfort dei visitatori e alla conservazione delle opere, con una climatizzazione che garantisce il controllo costante dei parametri termici e dell’umidità. L’intervento ha permesso anche un incremento significativo delle superfici climatizzate, da 8.000 a 14.500 mq. Ruolo importante è attribuito alla luce con oltre 7.000 punti luce a Led.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti