Crisi aziendali

Natuzzi, accordo raggiunto tra azienda e sindacati

La firma al Ministero del Lavoro. Intesa su Cassa integrazione straordinaria al 62% ed incentivi all’esodo. La vertenza resta aperta

di Raffaella Calandra

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<a class="classi-link-interno" href="#U76652843333KGz">I sindacati</a>

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Alla fine, l’accordo è stato raggiunto. Natuzzi e sindacati firmano un’intesa al Ministero del Lavoro.

I dettagli

Cassa integrazione al 62% in media, fino alla fine del 2026; e 6 milioni di euro, messi a disposizione dalla società, per favorire l’esodo incentivato. Questi i termini principali dell’intesa. Le modalità, per definire la platea dei lavoratori interessati, saranno discusse nei prossimi giorni nel quartier generale di Santeramo in Colle, nel barese.

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Un’intesa salutata come una prima «messa in sicurezza del colosso dei divani», in profonda crisi. Un accordo che permette di guadagnare tempo e liquidità. Per iniziare subito dopo a discutere di tutti gli altri nodi e delle strategie più a lungo raggio nel tavolo permanente confermato per il 27 maggio al Mimit: riorganizzazione produttiva, reshoring, assetto societario, governance. Ma anche accesso alla composizione negoziata della crisi e iter per l’ingresso di Invitalia, quindi lo Stato, nel capitale sociale. «Un primo passo nella giusta direzione», commenta il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Il tavolo del 27 al Mimit

La convocazione del tavolo era subordinata alla firma di un accordo sindacale. Il vertice di martedì 19 maggio segue quello della settimana scorsa, concluso con un nulla di fatto davanti alla proposta di una cigs all’80%: il Ministero aveva chiesto all’azienda di riformulare la sua proposta sia sulla cassa integrazione che sugli incentivi all’esodo.

La crisi Natuzzi minaccia l'intero distretto del divano

Il bilaterale

La riunione, iniziata alle 9.30, era stata preceduta da un bilaterale informale tra i rappresentanti dei lavoratori e la proprietà. Tra le nuove proposte sul tavolo, come scritto da IlSole24ore di martedì 19 maggio, una cassa integrazione al 70% e incentivi per 50mila euro per 100 lavoratori, da pagare in 6 mesi, con l’aggiunta di sostegni anche dalla Regione Puglia. Dopo altre cinque ore di discussione, alla fine la percentuale di cigs si è abbassata ancora e l’accordo è stato raggiunto, con la firma di tutti. E con l’impegno per politiche attive da parte della Regione Puglia- che con l’assessore allo Sviluppo economico, Eugenio Sciascio, plaude all’intesa. Per i 1.755 lavoratori del gruppo e per l’intero distretto del mobile imbottito dell’Alta Murgia, con oltre 600 piccole e medie imprese.

I sindacati

Con un comunicato congiunto, tutte le organizzazioni sindacali insieme alle Rsu e Rsa, confermano i dettagli dell’intesa, puntando l’attenzione soprattutto sulla differenza tra le proposte iniziali dell’azienda e il punto di accordo. «Il confronto sindacale e istituzionale ha permesso di modificare l’impostazione iniziale, introducendo maggiori garanzie per le lavoratrici e i lavoratori rispetto alla procedura di cassa integrazione e alle posizioni aziendali. L’intesa, tuttavia, non chiude la vertenza: serve ora proseguire il confronto al Mimit per ottenere risposte chiare e verificabili sul futuro industriale del Gruppo Natuzzi. Confronto sostenuto - scrivono - in tutto questo tempo dai presidi e dalle manifestazioni promosse da tutte le sigle sindacali e ampiamente partecipate dalle lavoratrici e dai lavoratori. Da oggi pretendiamo delle risposte chiare sul progetto industriale, senza le quali continueremo e rafforzeremo le iniziative di mobilitazione». Da giovedì iniziano le assemblee negli stabilimenti.

Il commento di Natuzzi

Da ultimo, arriva anche il commento dell’azienda, che saluta l’accordo come «un primo passo positivo perché le misure sono considerate necessarie per la gestione non traumatica dell’occupazione nell’attuale fase di difficoltà». Non nasconde però, anzi rimarca, le distanze che restano con le organizzazioni sindacali «su altre misure necessarie al risanamento aziendale, oggi considerate improcrastinabili», scrivono in una nota. Nuovo appuntamento il 27 maggio al Mimit, per provare ridurre queste distanze.

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