Industria

Ncc, la riforma si svuota: obblighi meno vincolanti su piattaforme private

di Flavia Landolfi, Vittorio Nuti

(Imagoeconomica)

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ROMA - Al Mit tornano a sedersi attorno allo stesso tavolo, ma separati. Prima gli Ncc al mattino, poi i taxi nel pomeriggio. Incontri diversi, stesso dossier: la riforma del trasporto non di linea del ministro Salvini che dopo mesi di stop da parte di Commissione Ue, Tar e Corte Costituzionale, prova a uscire dall’angolo e a trovare un assetto definitivo.

Alla riunione con i tecnici del ministero, per il fronte Ncc hanno partecipato tra gli altri MuoverSì - entrata in questi giorni in Conftrasporto - insieme ad Anitrav, Sistema Trasporti e Comitato Air.

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Il punto più discusso sono state le norme sul Foglio di servizio elettronico, da riscrivere tenendo conto delle molte sentenze dei giudici che hanno di fatto smontato l’impianto originario del Dm 226/2024. L’orientamento emerso è quello di un nuovo Dm ma questa volta “leggero”, per tenere conto delle censure della giurisprudenza: in pratica, il foglio elettronico potrà essere gestito attraverso applicativi informatici sviluppati da privati, archiviando così l’idea di una piattaforma ministeriale centralizzata.

Il nuovo Fdse «potrà essere compilato attraverso qualsiasi software privato, senza piattaforme pubbliche obbligatorie; dovrà essere aperto, modificabile e interoperabile», sintetizza Francesco Artusa, presidente di Sistema Trasporti. Il Mit ipotizza un periodo di conservazione di 60 giorni, un passo indietro «clamoroso» rispetto ai quattro anni previsti in precedenza, conclude Artusa.

Il nuovo provvedimento in cantiere si incaricherà di regolare alcuni requisiti tecnici minimi (come il divieto di sovrascrittura) e nulla più. Destinato invece a non essere rilanciato, almeno per ora, il controverso Dpcm sulle app di intermediazione, mai pubblicato e congelato dal ministero dopo i rilievi della Commissione Ue. Critiche le reazioni dei rappresentanti delle auto nere. «È stata una grande perdita di tempo - chiosa il presidente di MuoverSì Andrea Romano -. Il ministro Salvini avrebbe potuto impiegare gli ultimi due anni per fare un lavoro davvero innovativo per il settore». Per Mauro Ferri, presidente di Anitrav, il foglio di servizio «rischia di restare solo una bandierina sbiadita».

A un mese dallo sciopero dei tassisti - ricevuti dal ministro dopo le proteste sotto il Parlamento (vedi il Sole del 14 gennaio) - l’incontro pomeridiano con le sigle delle auto bianche (tra cui Fit Cisl, Unica Taxi Cgil, Uiltrasporti) è una fotocopia del confronto con gli Ncc. Il ministero ha spiegato quindi la nuova linea “minimalista”. A questo punto la partita si giocherà sui tempi di conservazione dei dati da inserire nel foglio: eventuali tempi lunghi, come auspicato da una parte delle sigle taxi, si scontrerebbe con il rischio di ricorsi al Tar - già preannunciati dagli Ncc - o di rilievi del Garante privacy. I tassisti dovranno anche rassegnarsi alla brusca frenata del Dpcm piattaforme, accusato di essere il cavallo di Troia delle multinazionali nel mercato.

«Quello dei tempi lunghi per il Dpcm sulle piattaforme di intermediazione - spiega Daniele Conti, responsabile Trasporti di Legacoop - desta ulteriore preoccupazione insieme al depotenziamento del foglio elettronico di servizio». Ma per il momento la categoria è in stand-by, in attesa di esaminare la bozza definitiva della nuova norma sul settore Ncc.

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