Ndayé Kouagou alla collezione Maramotti ci fa dubitare anche di noi stessi
Heaven’s truth, prima esposizione personale in Italia dell’artista francese fra polisemia e dubbio, irriverenza e trasgressione
3' di lettura
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È forse possibile distaccarsi completamente dalla realtà in cui viviamo, nella quale siamo quotidianamente immersi, prendere davvero distanza da sé stessi ed essere completamente oggettivi, imparziali, non influenzati dal contesto?
Ispirata al dispositivo narrativo del fotoromanzo e includendo una creazione video, elementi tridimensionali e opere a parete Here & Elsewhere la nuova ambiziosa produzione dell’artista francese.
Noto sui social come Young Black Romantics, autodidatta, Ndayè Kouagou introduce temi e domande universali. Racconta i protagonisti di una storia semplice, quattro tipi universali in vita e dopo la morte, guidando il visitatore attraverso le peripezie di e le vicende di questi personaggi – canini, umani, fisicamente mascherati e psicologicamente rivelati, archetipi del mondo occidentale – il cui destino si intreccia con il destino del narratore in un ipotetico Paradiso che rispecchia le dinamiche del mondo terreno, soggetto agli intricati dilemmi del Giudizio.
L’inevitabilità delle opinioni personali
Kouagou, svela, con ironia, l’inevitabilità delle opinioni personali un’unica definizione di giusto e sbagliato, e invita a ragionare intorno al concetto di verità e finzione.






