Nel 2026 Fondo università a 9,41 miliardi (2,54 premiali)
Ok di Crui e Cun al decreto del Mur con i criteri di riparto del contributo agli atenei: costi standard su al 38%. In arrivo 50 milioni dal Dl Pa
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I punti chiave
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Nel 2026 il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università arriverà a quota 9,41 miliardi. A confermarlo è il decreto del Mur con i criteri di riparto, che ha incassato nei giorni scorsi il parere favorevole della Conferenza dei rettori e del Cun e che - una volta ottenuto anche quelli di Anvur e Cnsu - andrà sottoposto al vaglio delle commissioni parlamentari competenti. Un doppio sì determinato anche dai correttivi promossi dalla ministra Anna Maria Bernini a fine giugno, che consentiranno a molti atenei di non subire la temuta decurtazione dei finanziamenti che sarebbe stata prodotta dall’applicazione dei risultati della nuova Valutazione della qualità della ricerca (la Vqr 2020-24). Dovrebbe essere il decreto Pa, atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana, ad attribuire agi atenei 50 milioni di euro, reperiti dal Mur nel proprio bilancio, che serviranno a rimpolpare ulteriormente l’Ffo.
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I pareri
Il riferimento alle risorse aggiuntive lo troviamo in entrambi i pareri citati. La Crui - presieduta dalla rettrice di Ferrara, Laura Ramaciotti - da un lato, esprime il suo apprezzamento per «un intervento perequativo assistito da una clausola di salvaguardia, modulata tra 0% e +5%» rispetto all’esercizio 2025, che «assolve alla fondamentale funzione di mitigare, per quanto possibile, repentine oscillazioni in negativo nei bilanci degli atenei, mirando a garantire una transizione sostenibile e graduale verso il nuovo quadro valutativo». Dall’altro lato, sottolinea come i 50 milioni in arrivo intervengano «dando evidenza al miglioramento delle performance in sede di quota premiale degli atenei con risultati positivi in sede di Vqr».
Dal canto suo, il Consiglio universitario nazionale cita le «iniziative normative in corso, dalle quali potrebbero derivare ulteriori disponibilità altrimenti destinate a costituire economie di bilancio, e la possibilità di adottare successivi provvedimenti di assegnazione», auspicando «che tali iniziative giungano tempestivamente a conclusione e che le eventuali risorse recuperate possano compensare gli importi destinati alla riduzione del turnover, contribuendo, in tal modo, al rafforzamento della sostenibilità finanziaria degli atenei». Lo stesso Cun si rende poi disponibile «a offrire un contributo costruttivo nell’avviare una riflessione sulla rivisitazione del modello di ripartizione dell’Ffo nella prospettiva di aggiornarlo alle esigenze dei cambiamenti intercorsi nell’ultimo decennio nel comune obiettivo di rafforzarne la qualità, la sostenibilità e la capacità di rispondere alle esigenze della società, della ricerca e della formazione superiore».
Il quadro delle risorse
Il parere dell’organismo di rappresentanza del mondo accademico (che dovrebbe essere riformato da un Ddl all’esame del Senato, ndr) ci aiuta anche a ripercorrere il puzzle del finanziamenti a disposizione per il 2026. In tutto l’Ffo varrà 9,41 miliardi (inclusi i 49 milioni destinati però al bilancio dello Stato per la riduzione del turnover) contro i 9,36 miliardi del 2025. Al netto dei 50 milioni aggiuntivi citati in precedenza, dunque, la quota da distribuire tra gli atenei sarà sostanzialmente identica rispetto all’anno scorso. In crescita è annunciata invece la “fetta” di risorse da assegnare in base ai costi standard, che passeranno dal 36 al 38% del Fondo al netto degli interventi vincolati, salendo così da 2,45 a 2,58 miliardi. Laddove diminuirà a 1,42 miliardi la quota base di Ffo che continuerà a essere legata alla spesa storica.
Degna di nota, in questa sede, ci sembra inoltre la lieve crescita, da 2,5 a 2,54 miliardi, della parte premiale che verrà distribuita per il 60% sulla base della Vqr 2020-24 (anziché della vecchia Vqr 2015-19), per un altro 20% sulla base delle politiche di reclutamento e per il restante 20% sulla base degli indicatori di risultato della programmazione triennale.
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