Nel nuovo Programma spazio a piccoli municipi e formazione professionale
Approvato all’unanimità un parere con le modifiche in vista del prossimo settennio 2028-34 quando la dote di Erasmus+ salirà a 40 miliardi
di Eu.B.
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I punti chiave
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Il prossimo Programma Erasmus+ 2028/2034 non dovrà essere solo più ricco, con un aumento del budget a 40 miliardi (+30%), ma anche più flessibile. E, soprattutto, dovrà rafforzare la sua attuazione a livello locale, attraverso percorsi di accompagnamento dedicati alle aree interne o periferiche, spesso più svantaggiate nei processi di accesso ai bandi ai giovani, consentendo a tutti i giovani dei 100.000 municipi europei l’accesso ai percorsi di mobilità intra o extra-Ue.
Va in questa direzione il parere del Comitato europeo delle Regioni sul nuovo Programma Erasmus+ 2028-34 che è stato adottato all’unanimità mercoledì scorso. Il relatore per tutti i 27 Stati membri è stato Roberto Pella, vicepresidente Anci e sindaco di Valdengo (Biella), che ha illustrato i contenuti alla presenza del nostro ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e del Commissario Ue per l’equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, Glenn Micallef.
Gli obiettivi
Nel definire Erasmus+, da un lato, «la più grande storia di successo europea» e, dall’altro, «un pilastro della nostra identità comune che dobbiamo sempre impegnarci a rafforzare», Pella ha invocato uno sforzo ulteriore. Che non significa solo avere un budget più elevato per il prossimo settennio. «Occorrono - aggiunge - regole flessibili, procedure semplificate e percorsi di accompagnamento dedicati alle aree più svantaggiate, perché nessun municipio e nessuna comunità restino esclusi».
Le modifiche proposte
Una delle leve da azionare porta all’inserimento dei Centri di formazione professionale tra i beneficiari dei fondi accanto a scuole, università, Its, aziende eccetera. Più in generale, il parere approvato all’unanimità ha chiesto: un sostegno reale ai comuni svantaggiati tramite il rafforzamento delle capacità e il supporto pratico a partecipare alle azioni del Programma; una dimensione sportiva più forte, con maggiore ambizione e finanziamenti dedicati al sostegno dello sport di base, quale strumento sociale ed educativo di politica pubblica, non solo di miglioramento del benessere e dello stato di salute; un’attuazione più decentrata che rafforzi il ruolo delle autorità locali e regionali nella realizzazione dei risultati; una nuova campagna di informazione pubblica per consentire a un numero maggiore di giovani di accedere alle opportunità collegate a Erasmus+.
Le altre novità in arrivo
Nelle intenzioni della Commissione europea il nuovo Programma, oltre a scommettere sulle lauree negli ambiti digital, green e Ai, deve incentivare la diffusioni delle microcredenziali e delle altre iniziative di portabilità delle competenze. Con un occhio di riguardo per la formazione continua dei lavoratori e per il progetto che porta alla laurea europea o almeno al “bollino” Ue (il cosiddetto label) per i corsi di studio congiunti.
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