Management

Nelle imprese familiari la leadership femminile guida la continuità

E’ emerso da una ricerca di Banca Sella, realizzata dalla LIUC – Università Cattaneo, in collaborazione con AIDAF che ha coinvolto 74 donne ai vertici di imprese familiari

di Cristina Casadei

businessman with paper standing in night office peshkova - Fotolia

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Nelle imprese familiari la leadership femminile guida la continuità, la sostenibilità e il miglioramento dei processi. E’ quanto emerge da una ricerca di Banca Sella, realizzata dalla LIUC – Università Cattaneo in collaborazione con AIDAF (Associazione italiana delle imprese familiari) che ha coinvolto 74 donne ai vertici di imprese familiari, con i ruoli di ad o ceo, in diversi settori, in tutta Italia. Anna Grosso, condirettore Generale di Banca Sella, è convinta che «che Banca Sella possa svolgere un ruolo di primo piano nell’accompagnare la crescita delle persone e delle imprese, con particolare attenzione all’universo femminile. Il progetto Voglio una Borsa Rosa nasce dalla volontà di promuovere una cultura finanziaria inclusiva, capace di rafforzare la consapevolezza e l’autonomia economica delle donne: strumenti fondamentali per permettere loro di prendere decisioni consapevoli, investire con lungimiranza, crescere nelle aziende e affermarsi con maggiore sicurezza nel tessuto imprenditoriale italiano. L’obiettivo è sostenere la leadership femminile nelle aziende e facilitare lo sviluppo di progetti innovativi, contribuendo così a generare valore per tutto il sistema economico nazionale».

Il modello Eva

A determinare i risultati ottenuti dalle leader donne, quello che la ricerca definisce il modello Eva, ossia Empatia, Visione e Autenticità che sono le tre caratteristiche distintive della leadership femminile, indagate in uno studio qualitativo che approfondito la storia di nove realtà guidate da ceo donne di successo, non necessariamente appartenenti alla famiglia proprietaria: Axet Facility (Mariateresa Silvestri, Milano), Donnafugata (Josè Rallo, Trapani), Feltrinelli (Alessandra Carra, Milano), Green Oleo (Beatrice Buzzella, Cremona), Grendi (Costanza Musso, Genova), Irinox (Katia Da Ros, Treviso), Pasta Cuomo (Amelia Cuomo, Gragnano), Ponti (Lara Ponti, Novara) e Timeswapp (Ludovica Busnach, Milano).

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L’identikit

Il ritratto che ricostruisce la ricerca è quello di donne che guidano le imprese con la missione di continuare la tradizione familiare, trasmettendo valori e spirito imprenditoriale di generazione in generazione. Con molta attenzione alle performance economico-finanziarie ma anche a quelle ambientali, sociali e di governance.

Il team del Family Business Lab (Fabula) della LIUC si è dato due obiettivi: da un lato, identificare le principali leve della loro crescita professionale delle donne e i benefici generati dalla loro leadership nelle rispettive organizzazioni, dall’altro analizzare le caratteristiche distintive e i percorsi delle donne ai vertici delle imprese familiari, evidenziandone i tratti comuni. Le risposte ai quesiti contenevano una scala numerica da 1 a 5, per consentire alle partecipanti di esprimere una valutazione sintetica sull’importanza dei diversi elementi analizzati. Nella interpretazione di Salvatore Sciascia e Valentina Lazzarotti, Co-direttori del FABULA della LIUC - Università Cattaneo «la presenza femminile in ruoli di vertice nelle imprese italiane è ancora limitata e anche il mondo delle imprese familiari non fa eccezione. Peraltro, le donne che entrano nelle imprese di famiglia hanno titoli di studio ed esperienze spesso superiori, per cui è chiaro che siamo di fronte a una distorsione che non giova affatto alle imprese e che merita molta attenzione».

La continuità generazionale e i valori

I risultati evidenziano la centralità della continuità generazionale e della custodia dei valori nella scelta delle donne di guidare l’impresa di famiglia. La possibilità di continuare la tradizione familiare e trasmettere valori e spirito imprenditoriale di generazione in generazione ha un punteggio di 4,39, quella di contribuire a orientare e influenzare il futuro dell’azienda di 4,27 e di aiutare gli altri attraverso il proprio lavoro e l’attività dell’impresa di famiglia di 4,07.

Gli effetti positivi della leadership femminile

Il contributo della leadership femminile si vede in numerosi ambiti, da quello economico alla sostenibilità (ambientale, sociale e di governance) fino a quello dell’imprenditorialità. Sul piano economico-finanziario, c’è un miglioramento dei risultati aziendali sia in termini di fatturato (3,46) sia di redditività (3,57). Sul piano imprenditoriale, gli effetti sono il miglioramento dei processi esistenti (3,85), il rafforzamento della competitività e della resilienza aziendale (3,84), lo stimolo alla cultura dell’innovazione e della sperimentazione (3,76) oltre al miglioramento dell’agilità e della capacità dell’impresa di adattarsi a cambiamenti di mercato (3,75). Le ceo spiegano affermano che i benefici principali della leadership femminile sono soprattutto nell’adozione di policy per la tutela dell’ambiente (3,74), nella promozione di iniziative di sensibilizzazione ambientale rivolte alla comunità di riferimento e agli stakeholder (3,72), nella miglior gestione dei rifiuti e dell’utilizzo di materiali riciclabili o provenienti da fonti rinnovabili (3,57).

La governance e la sostenibilità sociale

Sulla governance, i principali benefici riguardano il miglioramento della comunicazione e delle pratiche di reporting (3,96), lo sviluppo e il consolidamento di codici etici e di condotta (3,91), cui si affianca un impegno crescente verso una maggiore rappresentanza femminile nei principali organi di governo dell’impresa, favorendo così l’accesso di altre donne ai ruoli apicali (3,87). Sulla sostenibilità sociale i risultati evidenziano come principale beneficio il miglioramento delle condizioni di lavoro e la creazione di un ambiente lavorativo più coeso (4,19), seguito dal miglioramento della reputazione e dell’immagine etica dell’azienda (4,15) e dallo sviluppo di piani di welfare aziendale (4,06).

Il roadshow

La ricerca rientra nel progetto “Voglio una borsa rosa”, lanciato da Banca Sella e dedicato all’educazione finanziaria, e verrà portata in giro per l’Italia. Dopo l’incontro inaugurale del 6 maggio alla LIUC – Università Cattaneo di Castellanza (Varese) e quello di Cuneo l’11 maggio, i prossimi due appuntamenti saranno a Verona (il 21 maggio) e a Cesena (il 28 maggio). Ogni incontro sarà un’occasione di dialogo e confronto tra territori, mondo accademico, associazioni imprenditoriali e aziende, con testimonianze dirette di imprenditrici e manager che condivideranno i loro percorsi, le decisioni, le sfide affrontate e le strategie adottate per la crescita.

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