Alluvione tra Tibet e Nepal, almeno 621 morti e oltre 2.400 dispersi
Continuano a non esserci notizie dei tre italiani dati per dispersi
dal nostro corrispondente Marco Masciaga
ai preferiti su Google
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
NEW DELHI - Il bilancio dell’alluvione tra Tibet e Nepal, in costante aggiornamento a causa della drammatica evoluzione della situazione sul campo, è di 621 morti e oltre 2.400 dispersi. Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, in Nepal le vittime sono 616, mentre sul lato cinese ne sono state comunicate 5. Sul fronte dei dispersi, in Nepal quelli confermati sono 1.924, tra cui oltre 500 stranieri. Sul fronte del Tibet le persone che mancano all’appello sono almeno 558, di cui 260 viaggiatori che per ora risultano irreperibili.
Chiedilo al Sole
Continuano invece a non esserci notizie dei tre italiani dati per dispersi nella spaventosa inondazione che mercoledì ha colpito le regioni himalayane al confine tra il Nepal e il Tibet. Le operazioni di soccorso sono rese complicate dal maltempo, tanto che le autorità cinesi hanno deciso una sospensione per timore che un largo di sbarramento formatosi a causa della frana che innescato il disastro possa collassare e provocare una nuova inondazione. Secondo quanto riporta la tv di Stato di Pechino, l’acqua ha già iniziato a tracimare dall’invaso.
La pioggia che sta frenando le operazioni in Tibet non è l’unico ostacolo. Nonostante tra i dispersi ci siano anche cittadini provenienti da 30 Paesi diversi, il governo nepalese ha fatto sapere di non essere interessato a ricevere squadre di soccorritori dall’estero. India, Cina, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Sri Lanka e Bangladesh hanno tutti chiesto di poter inviare nel Paese himalayano i propri specialisti, ma l’esecutivo guidato da Balendra Shah, un ex rapper di 36 anni uscito trionfatore dalle elezioni dello scorso marzo non ha dato il suo via libera.
Le operazioni di soccorso in Nepal
L’esercito nepalese intanto ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell’Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa. Lo riferiscono Nepal News e Radio Nepal, precisando che le operazioni di soccorso proseguono per raggiungere oltre 100 persone ancora bloccate all’interno del tunnel. L’esercito ha riferito di aver messo complessivamente in salvo 883 lavoratori e residenti nelle aree colpite di Rasuwa nella sola giornata di giovedì. L’operazione all’interno del tunnel è resa particolarmente complessa per le condizioni meteorologiche avverse e l’elevata portata del fiume.
Fonti della Farnesina fanno sapere che si stanno facendo verifiche sui tre italiani che le autorità nepalesi non stanno riuscendo a rintracciare. Il primo è Marco Ratto che era in uscita dal Nepal verso il Tibet. L’agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo ha confermato di aver perso i contatti al valico. Informazione confermata anche dall’agenzia nepalese direttamente alla famiglia. Poi c’è una coppia italo-svizzera in viaggio dal Tibet verso il Nepal. La Farnesina spiega che non ci sono i riferimenti dell’agenzia e non c’è ancora conferma che abbiano attraversato il valico.








