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Netflix riporta i libri in classifica: lo streaming moltiplica le vendite

La ricerca NielsenIQ presentata al Salone di Torino: dopo l’uscita di film e serie le vendite dei titoli collegati crescono in media del 197,4% nelle prime quattro settimane.

di Andrea Biondi

Una scena della serie “Il _Gattopardo”   LUCIA IUORIO/NETFLIX

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Lontani i tempi in cui si temeva che la televisione, ma anche il cinema, allontanassero dalla lettura. Oggi succede il contrario: lo schermo riporta ai libri. E lo fa con un’intensità che l’editoria italiana, probabilmente, non aveva mai sperimentato in questa misura.

La ricerca “Dallo schermo alla pagina”, realizzata da NielsenIQ per Netflix e presentata al Salone del Libro di Torino, mette in fila numeri che spiegano come serie Tv e film siano diventati un acceleratore commerciale e culturale per il mercato librario italiano. L’analisi prende in esame 187 produzioni audiovisive distribuite fra il 2022 e il 2025 e oltre 2.400 titoli editoriali collegati. Il risultato più immediato è questo: nelle quattro settimane successive al lancio di una serie o di un film, le vendite dei libri da cui quelle opere sono tratte crescono in media del 197,4 per cento.

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Ma il dato interessante non è soltanto il picco. È la durata. Dopo sedici settimane l’incremento resta sopra il 120%, mentre nell’arco di quasi un anno - 44 settimane - il dato medio rimane al 64,5%. Insomma: non è solo il traino pubblicitario del lancio. È un effetto persistente.

Ed è proprio il catalogo uno dei protagonisti della ricerca. Per circa l’87% della crescita registrata nelle prime settimane contribuiscono infatti libri già presenti sugli scaffali e non nuove uscite. Un elemento che interessa molto gli editori perché significa che le piattaforme non spingono soltanto il libro-evento costruito insieme alla serie, ma riattivano opere sedimentate, classici, titoli, saghe che sembravano aver già espresso il loro ciclo commerciale.

Il caso del Gattopardo è emblematico. La serie Netflix ha riportato il romanzo di Tomasi di Lampedusa al centro dell’attenzione con un incremento che ha raggiunto il +602% già nella settimana precedente all’uscita e oltre +1.180% subito dopo il debutto della serie. Bridgerton rappresenta invece il modello seriale perfetto: ogni nuova stagione non genera soltanto un nuovo picco, ma consolida un fenomeno editoriale che nel tempo trasforma una collana in evergreen globale.

La ricerca restituisce anche una geografia aggiornata della scoperta dei libri. Le librerie fisiche restano il primo luogo di incontro fra lettore e titolo, con il 38%, ma subito dopo arrivano serie tv e film, al 29%, davanti al passaparola. Fra i più giovani il fenomeno cresce ulteriormente: per la Gen Z audiovisivo e social sono ormai canali paralleli di orientamento culturale.

Non è solo marketing. È un cambiamento nelle modalità di fruizione delle storie. Il 68% dei lettori dichiara di leggere il libro per scoprire le differenze rispetto all’adattamento audiovisivo; il 67% per approfondire personaggi e ambientazioni; il 66% arriva concretamente all’acquisto del volume. La lettura non viene sostituita dalla visione: viene estesa, prolungata, in qualche modo completata.

In questo quadro Netflix rivendica un ruolo specifico. Secondo l’analisi NielsenIQ, i contenuti della piattaforma registrano performance superiori alla media degli altri servizi streaming: +211,4% nel periodo di lancio contro una media del 193,1%; +138,7% nel medio periodo; +72,7% nel lungo.

«Le storie sono al cuore della nostra strategia editoriale: portiamo sullo schermo film e serie capaci di coinvolgere e appassionare il pubblico. I libri sono da sempre una delle fonti più ricche per la nostra produzione cinematografica e seriale. Per questo abbiamo scelto di analizzare con rigore un rapporto spesso vissuto in modo intuitivo: quello tra pagina scritta e audiovisivo. La ricerca mostra con chiarezza che il dialogo tra editoria e audiovisivo, attraverso gli adattamenti, amplia la visibilità dei titoli e degli autori e permette loro di raggiungere nuovi pubblici. Racconto scritto e racconto per immagini si rafforzano a vicenda, creando una complementarità virtuosa e accompagnando il pubblico in un’esperienza narrativa che continua oltre la lettura e la visione. In questo contesto, Netflix si conferma come uno dei principali motori di scoperta e valorizzazione editoriale nel settore audiovisivo», ha dichiarato Tinny Andreatta, Vice Presidente per i contenuti italiani di Netflix.

«I risultati della ricerca confermano in modo chiaro la forte complementarietà tra libri e audiovisivo, una sinergia già nota al settore, ma che qui emerge con un’intensità sorprendente. Ciò che colpisce non è solo l’effetto immediato, ma la continuità dell’impatto nel tempo e l’ampiezza dei comportamenti attivati», afferma Vincenzo Mastrofilippo, Customer Success Leader Book di NIQ.

«L’editoria libraria, come fabbrica di storie, si pone al centro della produzione culturale e questa ricerca mostra bene come l’audiovisivo sia uno strumento importante per valorizzare al meglio il catalogo degli editori, arrivando a moltiplicare, triplicare in alcuni casi, le vendite dei titoli coinvolti. Come Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori avevamo realizzato in passato ricerche su singoli titoli e singoli casi editoriali e ci era chiaro quanto fossero importanti le sinergie tra film, serie tv e libro: la ricerca commissionata da Netflix mostra bene come questo effetto di reciproco potenziamento sia oramai sistematico», ha concluso Giovanni Peresson, Responsabile Ufficio Studi di Aie.

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