Newcleo, debutto sull'ottovolante a Wall Street: raccolti 200 milioni netti
La società guidata da Stefano Buono esordisce sul Nasdaq e raggiunge 1 miliardo di dollari di liquidità ottenuta dalla propria nascita. Ma il 2025 si è chiuso con un passivo di 140 milioni
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Newcleo sbarca sul Nasdaq, porta il totale dei fondi raccolti dalla nascita a oltre 1 miliardo di dollari, e vive una seduta ad altissima volatilità, anche a causa dello scarso flottante. Dopo avere toccato un ribasso del 17,5%, il titolo della start up del nucleare di quarta generazione e di origini italiane è risalita fino a toccare anche un rialzo del 6% a 8,63 dollari, per poi chiudere poco sopra la parità. Calcolare la performance di una matricola sbarcata sul listino grazie alla fusione con una Spac quotata non è semplice, né del tutto indicativo del futuro andamento dell’azione. In ogni caso per Newcleo l’unico confronto possibile è con le quotazioni registrate l’altro ieri dalla Spac stessa (NewHold Investment Corp III), poco sopra 8 euro. Il raffronto sarebbe diverso se si prendessero in considerazione i 10 dollari per azione pagati, nell’ambito dell’Ipo, dagli investitori privati e che hanno garantito a Newcleo il grosso dell’incasso, ovvero 216 milioni di dollari. Il resto, 31 milioni, sono arrivati dal conto fiduciario della Spac, che in realtà custodiva 209 milioni: segno che la maggior parte dei suoi azionisti ha preferito avere indietro la propria liquidità anziché puntare sulla società guidata da Stefano Buono (in media il tasso di riscatti in queste operazioni è attorno al 50%).
Chiedilo al Sole
Complessivamente, dunque, l’operazione per Newcleo ha generato proventi lordi di 247 milioni, che arrivano a 267 milioni grazie all’ulteriore raccolta annunciata dalla società. In più – ha precisato una nota – nell’ambito dell’Ipo è stato sottoscritto un “forward purchase agreement” con un investitore, nello specifico Tech Opportunities, che potrebbe fruttare nei prossimi mesi ulteriori 75 milioni di dollari, ma solo se il titolo viaggerà stabilmente sopra i 10,65 dollari per azione. Un derivato, insomma, che assomiglia molto a una scommessa: un esercizio che per molte start up è quasi una quotidianità data la loro natura.
Certo, quella dello sbarco a Wall Street Buono l’ha vinta, anche se sul mercato c’è chi sottolinea come i proventi netti dell’operazione, che ha comunque reso liquidi i titoli degli azionisti storici (tra cui diverse grandi famiglie italiane), rischiano di essere troppo pochi per soddisfare la fame di liquidità di un’azienda come Newcleo. Tenendo conto dei costi dell’Ipo, nelle casse della società dalla quotazione entrano infatti circa 200 milioni, quando il 2025 si è chiuso con un passivo di 140 milioni (dopo i -110 milioni del 2024).
Il tema vero, per molte aziende di questo tipo, è ottenere dagli investitori la liquidità necessaria per arrivare fino alla quadra dal punto di vista tecnologico, per Newcleo reattori raffreddati al piombo con combustibile “riciclato” dai vecchi impianti di terza generazione, che secondo Buono potrebbe essere all’inizio degli anni Trenta. Le previsioni in questo campo, si sa, vanno sempre prese con cautela, specie se fatte dai diretti interessati, ma un momento chiave sarà quest’anno il test sul prototipo elettrico Precursor che l’azienda svolgerà a Brasimone.
Nel frattempo, la speranza è che il titolo si apprezzi sia per far scattare il purchase agreement con Tech Opportunities sia, magari, per offrire opportunità di ulteriori valorizzazioni sul mercato. Anche se a Wall Street per il nucleare di quarta generazione i tempi d’oro sembrano alle spalle. La start up più famosa del settore, Oklo, vale un quarto rispetto ai massimi di un anno fa: segno che dopo le grandi promesse, il mercato ora vuole vedere i fatti.


