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Nexi, il fondo Usa Tpg offre 1 miliardo per il digital banking

Attesa una risposta dal cda dell’azienda entro la metà di dicembre. Tra i nodi da scioglierec’è quello dell’infrastruttura ritenuta di tipo strategico

di Carlo Festa

NEXI SEDE MILANO
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Dopo mesi di indiscrezioni e lunghe trattative, la società di private equity statunitense Tpg presenta un’offerta vincolante di circa 1 miliardo di euro (1,15 miliardi di dollari) per l’unità di soluzioni bancarie digitali del gruppo italiano di pagamenti Nexi.

Tpg, che è affiancata dagli advisor finanziari Nomura e Jp Morgan, ha dato a Nexi tempo fino a metà dicembre per decidere se procedere (o meno) con la transazione. Secondo Bloomberg, l’offerta è stata comunicata al consiglio di amministrazione di Nexi all’inizio di questa settimana.

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Proprio Nexi ha confermato in una nota le indiscrezioni, precisando di aver ricevuto da Tpg un’offerta soggetta a diverse condizioni per l’acquisto di asset facenti parte della business unit digital banking solutions. Resta ora da capire cosa deciderà il consiglio di amministrazione di Nexi nei prossimi giorni. Il dossier del digital banking della fintech italiana è finito ormai da circa un anno sul tavolo dei grandi investitori, ma fino ad oggi non si è mai concretizzato alcun interesse.

Gli asset

Nexi, prima dell’ingresso in campo del gruppo di private equity statunitense Tpg, ha già tentato in passato di vendere alcune delle sue attività di digital banking. Era stata studiata un’operazione da 800 milioni con F2i nel 2023. L’accordo era poi fallito, ma Nexi ha continuato a valutare la cessione di questi asset, e i negoziati si sono successivamente riaccesi con altri fondi.

Il nodo Golden Power

Ma sono ancora diversi i nodi da sciogliere, malgrado l’ultima offerta di Tpg. Queste attività, in termini di infrastruttura, sono in buona parte di tipo strategico e potrebbero finire sotto la lente del Governo.

La cessione a un player estero potrebbe non essere facile e dovrebbe avere il via libera in tema di golden power, tranne che nell’operazione non venga coinvolto anche un attore italiano. Già un anno e mezzo fa era circolata anche l’indiscrezione di un coinvolgimento di Cdp, già azionista di Nexi, nell’operazione sul digital banking.

Da parte sua, Nexi non ha mai nascosto di considerare cedibili, al giusto prezzo e condizioni, l’infrastruttura e le altre attività della divisione Digital Banking Solutions (Dbs), la terza in termini di dimensioni del gruppo Nexi. Nel 2023 questa divisione ha generato 383 milioni di euro di ricavi: Dbs ha al proprio interno diverse aree, fra cui la più strategica resta la rete interbancaria. Lunga 208 mila chilometri, si collega anche alla Banca d’Italia, alla centrale rischi e al sistema di prevenzione delle frodi.

Sulla scia della notizia, Nexi ha avuto uno scatto a Piazza Affari. Il titolo della società di pagamenti digitali ha accelerato (oltre il 3 per cento) ed è stato per gran parte della giornata tra i migliori titoli del Ftse Mib, per poi ripiegare (+0,1%) sulla parità alla fine della seduta.

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