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No Tav, scontri in Val Susa. Meloni: violenza non piega lo Stato. Mattarella: grato e vicino ad agenti feriti

Camionette dei carabinieri in fiamme e 143 feriti tra le forze dell’ordine dopo l’assalto al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte nel Torinese. Piantedosi: c’è chi vuole escalation, massima attenzione. Salvini: mano pesante con questi criminali. Tajani: guerriglia vergognosa. L’opposizione: solidarietà ad agenti feriti

di Redazione Roma

Aggiornato il 26 luglio 2026, ore 11:38

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Un pomeriggio di guerriglia - quello di sabato 25 luglio - in Valle di Susa nel Torinese dove i cantieri dell’Alta Velocità sono stati presi d’assalto da centinaia di antagonisti incappucciati, che hanno utilizzato anche molotov negli attacchi. Sale a 143 il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine (85 poliziotti, 48 carabinieri e 10 finanzieri) durante le proteste no Tav. E, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa AdnKronos e Ansa, sono circa 450 i manifestanti coinvolti negli scontri nei cantieri della Tav di San Didero e Chiomonte, nell’ambito delle indagini svolte dagli investigatori delle forze dell’ordine. Non risultano feriti tra gli operai dei cantieri, mentre i danni risulterebbero notevoli e non sono ancora chiari i tempi con cui sarà possibile ripristinare le attrezzature.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La Lega: reato di terrorismo di piazza contro squadristi

Mentre la Lega in una nota rilancia sul reato di terrorismo di piazza: «No Tav come terroristi. Di fronte a un bollettino di guerra con oltre 140 agenti delle forze dell’ordine feriti nell’assalto no Tav, la Lega rilancia la proposta, sostenuta storicamente da alcuni sindacati delle forze dell’ordine, di introdurre il reato di terrorismo di piazza. Quanto avvenuto in Val Susa è un attacco premeditato eversivo contro donne e uomini in divisa, un atto di squadrismo inaccettabile che ci auguriamo possa finalmente portare le autorità competenti a configurare, per modalità e aggressività, il reato di terrorismo».

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Alta tensione a Chiomonte

Gli scontri più duri si sono registrati a Chiomonte, dove gli incappucciati sono riusciti a entrare nell’area del cantiere e hanno dato fuoco ad almeno due camionette dei carabinieri. Le forze dell’ordine hanno respinto gli assalti degli antagonisti (vestiti di nero con caschi e maschere antigas) anche dall’interno del cantiere con lacrimogeni e idranti. Gli antagonisti hanno lanciato pietre e bottiglie, e sparato bombe carta e razzi, anche con mortai artigianali. La guerriglia è durata oltre un’ora, fino a quando le forze dell’ordine sono riuscite a respingere gli antagonisti, costringendoli a ritirarsi attraverso i boschi da cui erano arrivati. Durante la ritirata gli antagonisti si sono spogliati degli abiti neri.

Meloni: violenza non piegherà lo Stato

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un post via social: «Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo».

Mattarella telefona a Piantedosi: grato e vicino ad agenti feriti

Il Presidente della Repubblica - a quanto si apprende dal Quirinale - ha chiamato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti delle Forze dell’Ordine la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale. Il Presidente della Repubblica ha fatto pervenire la sua vicinanza agli agenti feriti.

Il ministro dell’Interno: c’è chi vuole escalation, massima attenzione

Proprio il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel commentare gli scontri ha dichairato: «Abbiamo assistito alle ennesime scene di violenza contro le Forze dell’ordine, dopo quelle registrate nei giorni scorsi. E’ la conferma di una volontà, da parte di qualcuno, di dare luogo ad un’escalation che richiede la massima attenzione». «Ai poliziotti, ai carabinieri ed agli operatori della guardia di finanza che si sono contrapposti alla violenza di questi teppisti, soprattutto a quelli rimasti feriti in Val di Susa - prosegue -, va la mia piena solidarietà e il ringraziamento per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela della sicurezza e della legalità».

Violenza No Tav: scontri in Val Susa

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Corteo partito da Venaus

La marcia verso i cantieri è partita nel primo pomeriggio di sabato 25 luglio da Venaus (Torino) nell’ambito del festival «Alta felicità». In apertura del corteo lo striscione «C’eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav». Secondo gli organizzatori, i partecipanti sono stati circa 20mila. Tra questi gli appartenenti all’ala più oltranzista, che hanno lanciato bombe carta, razzi, pietre e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine schierate a protezione dei cantieri.

Attacco su più fronti

Prime tensione a San Didero, dove le forze dell’ordine hanno risposto al lancio di bombe carta e pietre con i lacrimogeni, allontanando i manifestanti. A Chiomonte il cantiere della Torino-Lione a è stato attaccato su vari fronti da alcune centinaia di antagonisti. Sono state lanciate bombe carta e pietre, mentre le forze dell’ordine rispondono con lacrimogeni e idranti. Un gruppo di un centinaio di persone è stato bloccato dalla polizia tra due rivi mentre un altro gruppo più numeroso è stato fermato a Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno, per impedire che arrivasse a ridosso del cantiere. Gli antagonisti hanno danneggiato delle barriere new-jersey.

Marcia No Tav, centinaia di incappucciati assaltano il cantiere di Chiomonte

Chiusura della Torino-Bardonecchia e treni sospesi

Per motivi di ordine pubblico è stata chiusa anche l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. Sulla linea Modane-Torino la circolazione è sospesa tra Bussoleno e Borgone Susa per la presenza di manifestanti sulla linea.

Salvini: mano pesante con i criminali

«Mano pesante con questi criminali» commenta il vicepremier Matteo Salvini in un post in cui compare anche una foto degli scontri di oggi ai cantieri Tav in Piemonte. «Inaccettabile. Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le Forze dell’Ordine e chi indossa una divisa. Piena solidarietà agli agenti» aveva già rimarcato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

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Tajani: guerriglia inaccettabile, sinistra connivente da Bologna ai no Tav

L’altro vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani parla di «vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell’ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all’economia e ai territori. Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell’assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa».

Crosetto: in Val Susa vera e propria guerriglia armata, inaccettabile

«In Val di Susa una massa feroce e violenta di delinquenti ha attaccato le Forze dell’Ordine che cercavano solo di difendere le regole e le leggi dello Stato. È inaccettabile ed intollerabile. Non si è trattato di una manifestazione violenta ma di vera e propria guerriglia armata che così andrebbe giudicata». Lo ha scritto su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

La Russa: condanno violenze Val Susa, responsabili ne rispondano

Il presidente del Senato Ignazio La Russa «condanna con fermezza le gravi violenze avvenute oggi in Val di Susa, durante le manifestazioni legate al movimento No Tav. Gli assalti al cantiere, gli attacchi alle Forze dell’ordine, l’incendio di mezzi dei Carabinieri e i danneggiamenti rappresentano episodi che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di manifestare. Esprimo piena solidarietà e vicinanza alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine che, con professionalità e senso dello Stato, sono impegnati a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, operando in condizioni spesso particolarmente difficili. Mi auguro che i responsabili di questi gravi episodi siano individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni».

Foti: opposizione incapace di isolare ala insurrezionalista violenta

«Da Bologna alla Val di Susa, le violenze contro le forze di polizia hanno sempre e solo un marchio: quello dell’ala insurrezionalista e antisistema della sinistra, che l’attuale opposizione è incapace di isolare e condannare» è il commento social del ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti.

Zangrillo: ennesimo attacco eversivo contro Stato, misura è colma

Il ministro Pubblica amministrazione e segretario regionale di Forza Italia, Paolo Zangrillo, sottolinea che quello che si è consumato in Val Susa «è l’ennesimo attacco eversivo contro lo Stato italiano, i suoi lavoratori e le sue Forze dell’Ordine» e che «misura è colma, non ci sono più margini di trattativa né spazio per la tolleranza».

Pd: solidarietà a forze ordine aggredite, violenza non è mai accettabile

«Esprimo a nome di tutto il Partito democratico piena solidarietà alle forze dell’ordine aggredite in Val di Susa. La nostra vicinanza va alle donne e uomini in divisa che sono stati bersaglio di violenza preordinata. È intollerabile che chi sta svolgendo un servizio a tutela della collettività venga fatto oggetto di violenza. Il dissenso non può mai trasformarsi in aggressione o intimidazione. Le proprie idee si difendono con il confronto e con il rispetto delle regole, non con la violenza». A dichiararlo è Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito democratico e deputato alla Camera, componente della commissione Affari costituzionali.

M5S: solidarietà a forze dell’ordine, violenza fa gioco dei sì Torino-Lione

«Esprimiamo vicinanza agli agenti feriti e condanniamo ogni atto di violenza contro le forze dell’ordine avvenuto oggi in Val di Susa. Chi compie violenze non manifesta: delinque e fa un favore a chi la Torino-Lione vuole difenderla, perché si sposta l’attenzione dall’inutilità di un’opera dai costi fuori controllo e dallo spreco di denaro pubblico che ne deriva. Un giorno di scontri serve a non parlare dei 14,7 miliardi di euro di costo, dell’aumento del 127% rispetto alle stime iniziali secondo la Corte dei conti europea, del fatto che sul versante italiano non è ancora stato scavato un metro di tunnel di base con la fresa. Oggi siamo davanti a un passaggio storico: per la prima volta fermare quest’opera è davvero possibile. E il primo passo concreto è la tratta Avigliana-Orbassano, i cui cantieri l’Europa chiede di avviare entro l’anno ma che resta coperta solo in parte e ancora in valutazione di impatto ambientale: lì si può dire basta e dirottare quelle risorse sul trasporto pubblico che la valle aspetta da anni». Lo affermano in una nota congiunta i parlamentari del M5s Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro.

Renzi: i no Tav che hanno assalito i cantieri sono criminali

«I no Tav che hanno assalito i cantieri e bruciato due camionette dei carabinieri sono dei criminali che devono pagare. Solidarietà alle forze dell’ordine, ai viaggiatori costretti a disagi vergognosi e ai cittadini della Val di Susa» scrive sui suoi profili social il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Bonelli: condanno le violenze senza se e senza ma

«Condanno senza se e senza ma le violenze che si stanno verificando in queste ore in Val di Susa. Si tratta di azioni assolutamente inaccettabili, che non hanno alcuna giustificazione e che contribuiscono soltanto ad alimentare un clima di tensione che va respinto con fermezza». A dichiararlo è Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. «La difesa del territorio, dell’ambiente e dei diritti delle comunità si afferma con la mobilitazione democratica e con la non violenza. Chi usa la violenza danneggia tutti noi», aggiunge Bonelli.

Silp Cgil: totale solidarietà ai colleghi feriti

«Esprimiamo piena e totale solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori in divisa rimasti feriti e coinvolti nei disordini in Val di Susa. Le violenze contro poliziotti, carabinieri e appartenenti alle forze dell’ordine sono inaccettabili, sempre e comunque: non esiste alcuna ragione ideologica o sociale che possa giustificarle». Lo dichiara in una nota la segreteria nazionale del Silp Cgil.

«Quanto accaduto in Val Susa dimostra ancora una volta che sul tema della sicurezza non possono e non devono esserci scontri istituzionali, divisioni politiche o polemiche strumentali alla ricerca di consenso - prosegue -. Nelle piazze e lungo le strade della Val Susa non ci vanno i partiti: ci andiamo noi, ci vanno le poliziotte e i poliziotti a garantire l’ordine pubblico, esponendosi a rischi altissimi».

«Ogni anno, puntualmente, il cantiere Tav diventa un contesto esplosivo per colpa di una frangia di violenti, di delinquenti come li abbiamo sempre definiti, che si ostina a non capire che le proprie idee non si affermano con la forza o la guerriglia - conclude la nota -. Alle istituzioni tutte e alla politica non chiediamo soltanto la doverosa e rituale solidarietà a fatti avvenuti: chiediamo interventi e fatti concreti per tutelare chi lavora in strada, perché altrimenti, a pagare il prezzo più alto di queste tensioni, siamo sempre e solo noi assieme a cittadini perbene e inermi».

Siulp: è un attacco allo Stato

«Sono entrati nel cantiere di Chiomonte e le metodologie sono sempre più da vera e propria guerriglia. Il segnale è quello di un chiaro attacco all’ordine precostituito. Si tratta di un attacco allo Stato. Due camionette dei carabinieri sono state incendiate sotto una vera e propria pioggia di bombe carta e molotov lanciate da questi delinquenti, oltre a razzi e mortai artigianali». Così in una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp. «Una scena che oramai si ripete da oltre quindici anni e che non ha nulla a che vedere con il diritto a manifestare il dissenso - aggiunge -. Ci sono poliziotti da tutta Italia convogliati in Val di Susa e non è possibile dover subire tali atti di guerra che hanno il solo e chiaro fine di cercare il morto tra le forze dell’ordine. Lo Stato è sotto assedio per mano di delinquenti che vanno fermati, arrestati e consegnati alle patrie galere».

Sap: aggressioni di violenza inaudita

«In Val di Susa le aggressioni alle forze dell’ordine sono state di una violenza inaudita. Sono stati lanciati petardi, pietre, bottiglie e bombe molotov. Alcuni colleghi sono stati colpiti e hanno rischiato la vita. Il morto è stato ricercato con coscienza e volontà, si tratta di un tentato omicidio e tutti i presenti hanno concorso». Lo afferma il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni.

«La violenza va condannata sempre, così come l’odio nei confronti di chi veste una divisa. Non sono accettabili distinguo, chi non condanna in modo chiaro e netto è complice», aggiunge Paoloni, esprimendo «solidarietà e vicinanza a tutti i colleghi feriti e a tutti coloro che sono stati impegnati nel servizio poiché hanno rischiato concretamente la vita».

Usic: soglia critica superata

L’Usic (Unione sindacale italiana Carabinieri) del Piemonte e della Valle d’Aost esprime «una condanna netta e senza esitazioni per i gravissimi episodi di violenza verificatisi durante la marcia No Tav in Val di Susa, culminati nell’assalto organizzato ai cantieri di Chiomonte e San Didero. Il bilancio degli scontri richiama un bollettino di guerra e non può più essere tollerato dallo Stato: 85 poliziotti, 48 carabinieri e 10 finanzieri sono rimasti feriti, mentre mezzi di servizio sono stati danneggiati e snodi stradali e ferroviari strategici per il Paese sono stati bloccati. La nostra solidarietà è piena e concreta nei confronti dei colleghi feriti e di tutti gli operatori delle Forze di Polizia che ogni giorno difendono la legalità e la sicurezza pubblica, pagando troppo spesso un prezzo altissimo in termini di incolumità personale». Così, in una nota, Leonardo Silvestri, segretario generale regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione sindacale italiana Carabinieri

«Il dissenso è un diritto costituzionale e nessuno intende metterlo in discussione. Trasformare, però, una manifestazione in un’azione organizzata e di natura paramilitare, finalizzata a colpire lo Stato e le donne e gli uomini in divisa, non è protesta: è violenza eversiva. Rivolgiamo un appello diretto al presidente del consiglio Giorgia Meloni e alle istituzioni di Governo: è il momento di una svolta decisa. Non possiamo più accettare che chi indossa una divisa venga utilizzato come scudo umano contro la violenza organizzata di frange estremiste ed eversive riconducibili ai centri sociali. Servono tutele operative reali, strumenti normativi più efficaci e una risposta dello Stato ferma, visibile e immediata».

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