No Tav, scontri in Val Susa. Meloni: violenza non piega lo Stato. Mattarella: grato e vicino ad agenti feriti
Camionette dei carabinieri in fiamme e 143 feriti tra le forze dell’ordine dopo l’assalto al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte nel Torinese. Piantedosi: c’è chi vuole escalation, massima attenzione. Salvini: mano pesante con questi criminali. Tajani: guerriglia vergognosa. L’opposizione: solidarietà ad agenti feriti
10' di lettura
I punti chiave
10' di lettura
Un pomeriggio di guerriglia - quello di sabato 25 luglio - in Valle di Susa nel Torinese dove i cantieri dell’Alta Velocità sono stati presi d’assalto da centinaia di antagonisti incappucciati, che hanno utilizzato anche molotov negli attacchi. Sale a 143 il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine (85 poliziotti, 48 carabinieri e 10 finanzieri) durante le proteste no Tav. E, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa AdnKronos e Ansa, sono circa 450 i manifestanti coinvolti negli scontri nei cantieri della Tav di San Didero e Chiomonte, nell’ambito delle indagini svolte dagli investigatori delle forze dell’ordine. Non risultano feriti tra gli operai dei cantieri, mentre i danni risulterebbero notevoli e non sono ancora chiari i tempi con cui sarà possibile ripristinare le attrezzature.
Chiedilo al Sole
La Lega: reato di terrorismo di piazza contro squadristi
Mentre la Lega in una nota rilancia sul reato di terrorismo di piazza: «No Tav come terroristi. Di fronte a un bollettino di guerra con oltre 140 agenti delle forze dell’ordine feriti nell’assalto no Tav, la Lega rilancia la proposta, sostenuta storicamente da alcuni sindacati delle forze dell’ordine, di introdurre il reato di terrorismo di piazza. Quanto avvenuto in Val Susa è un attacco premeditato eversivo contro donne e uomini in divisa, un atto di squadrismo inaccettabile che ci auguriamo possa finalmente portare le autorità competenti a configurare, per modalità e aggressività, il reato di terrorismo».
Alta tensione a Chiomonte
Gli scontri più duri si sono registrati a Chiomonte, dove gli incappucciati sono riusciti a entrare nell’area del cantiere e hanno dato fuoco ad almeno due camionette dei carabinieri. Le forze dell’ordine hanno respinto gli assalti degli antagonisti (vestiti di nero con caschi e maschere antigas) anche dall’interno del cantiere con lacrimogeni e idranti. Gli antagonisti hanno lanciato pietre e bottiglie, e sparato bombe carta e razzi, anche con mortai artigianali. La guerriglia è durata oltre un’ora, fino a quando le forze dell’ordine sono riuscite a respingere gli antagonisti, costringendoli a ritirarsi attraverso i boschi da cui erano arrivati. Durante la ritirata gli antagonisti si sono spogliati degli abiti neri.
Meloni: violenza non piegherà lo Stato
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un post via social: «Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo».
Mattarella telefona a Piantedosi: grato e vicino ad agenti feriti
Il Presidente della Repubblica - a quanto si apprende dal Quirinale - ha chiamato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti delle Forze dell’Ordine la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale. Il Presidente della Repubblica ha fatto pervenire la sua vicinanza agli agenti feriti.







