Caldo, Oms: «In Europa più di 1.300 morti in una settimana»
Il capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus spiega che l’Europa «è il continente che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra, con un riscaldamento doppio rispetto alla media globale»
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Non si placa il caldo. Anzi. La giornata di domenica vede 18 città italiane in allerta massima. Il bollettino del ministero della Salute sulle ondate di calore fotografa un Paese che non prende fiato: su 27 capoluoghi monitorati, nessuno è al verde.
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Le città
Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo sono a livello 3, il massimo: condizioni di emergenza con effetti potenziali non solo sulle fasce più vulnerabili - anziani, bambini, malati cronici - ma sulla popolazione in generale. Altre sei città, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo e Trieste, restano in arancione.
Gli accessi ai pronto soccorso
Sul fronte sanitario, di recente il Bambino Gesù di Roma ha segnalato che un accesso su quattro al pronto soccorso pediatrico è attribuibile alle alte temperature. Un dato che riflette una pressione sistemica: il caldo prolungato accelera la disidratazione nei più piccoli e aggrava le patologie croniche negli anziani, con ricoveri tardivi che complicano la gestione ospedaliera.
L’Europa si riscalda più degli altri: «1300 morti dal 21 giugno»
«Dal 21 giugno sono stati registrati più di 1300 morti in eccesso legate alle alte temperature in Europa». Lo afferma su X il capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, spiegando che «è il continente che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra, con un riscaldamento doppio rispetto alla media globale». «In questo momento 150 milioni di persone vivono sotto ondate di caldo estremo», spesso «chiamato ’il killer silenzioso’: le case, i luoghi di lavoro e le scuole europei non sono stati costruiti per queste temperature».
«L’Oms sta lavorando con i suoi Stati membri e i partner per affrontare le minacce alla salute poste dal caldo estremo, concentrandosi sulla preparazione, la prevenzione e risposte più forti dei sistemi sanitari. In particolare - ha precisato -, stiamo incoraggiando i Paesi europei a implementare piani d’azione per la salute legati al caldo, come parte di un’agenda più ampia per proteggere la salute contro il cambiamento climatico».







