“Notre salut”, un manifesto politico ai tempi del governo di Vichy
In concorso al Festival di Cannes il nuovo lungometraggio di Emmanuel Marre. Protagonista Swann Arlaud
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Il cinema francese in concorso a Cannes torna ancora a raccontare la Seconda guerra mondiale: dopo “Moulin”, incentrato su un celebre esponente della Resistenza transalpina come Jean Moulin e diretto dall’ungherese László Nemes, è arrivato il turno di “Notre salut” di Emmanuel Marre, regista che torna sulla Croisette cinque anni dopo la presentazione di “Generazione Low Cost” alla Semaine de la Critique.
Se in quella pellicola del 2021, firmata insieme a Julie Lecoustre, si concentrava sulla vita di una giovane assistente di volo, con “Notre salut” cambia completamente stile e momento storico, andando a focalizzarsi su uno dei periodi più complicati del secolo scorso.
Ambientato nel 1940, il film vede come assoluto protagonista Henri Marre, un uomo che arriva da solo a Vichy con l’aspirazione di trovare un ruolo politico all’interno del nuovo regime.
Nella sua valigia c’è un manifesto politico dal titolo “Notre salut”, un saggio che ha scritto e spera di pubblicare il prima possibile, in cui è descritta tutta la sua filosofia. Henri dice di voler salvare la Francia e si dichiara fortemente patriottico, ma forse il suo principale obiettivo è salvare soprattutto se stesso.



